WILLIAM IRWIN, MARK T. CONARD, AEON J. SKOBLE.
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I SIMPSON E LA FILOSOFIA. 
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Parte 1.
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Titolo originale: The Simpson and Philosophy: The D'ho! Of Homer. 2001.
Traduzione di: Pietro Adamo ed Elisabetta Nifosi.
2012. ISBN Edizioni, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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 possibile che Bart Simpson rappresenti l'incarnazione dell'ideale nichilista di Friedrich Nietzsche? Che il comportamento di Marge sia la realizzazione della classificazione aristotelica della virt? Che la mentalit di Springfield sia frutto di un approccio decostruzionista al reale?
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Secondo gli autori, per capire l'epopea dei Simpson  pi utile rivolgersi a Kant, Marx o Barthes che non ai sociologi o ai critici televisivi. Diciotto possibili percorsi interpretativi che offrono letture originali dei personaggi, dei linguaggi e della scorrettezza politica della serie. Uno studio che applica le armi della dialettica alla cultura pop, fondendo il rigore espositivo della filosofia all'ironia di un insolito oggetto d'indagine.
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Il capitolo 11  stato originariamente pubblicato in Political Theory numero 27 anno 1999.
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Dedicato a Lionel Hutz e Troy McClure, che forse ricorderete per programmi televisivi come I Simpson.
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Ringraziamenti.
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La scrittura, l'editing e tutte le altre faccende implicate nella produzione dei Simpson e la filosofia si sono rivelate un'esperienza divertente e stimolante. Vorremmo ringraziare i nostri collaboratori per aver conservato, nell'arco dell'intero progetto, sia un certo senso di professionalit sia un certo senso dell'umorismo. Ringraziamo di cuore i bravi ragazzi della Open Court, in particolare David Ramsay Steele e Jennifer Asmuth per i loro consigli e il loro aiuto.
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E, last but not least, ringraziamo gli amici, i colleghi e gli studenti con i quali abbiamo discusso I Simpson e la filosofia, che hanno reso possibile l'opera e che hanno offerto validi commenti mentre veniva ultimata. Una lista come questa  quasi inevitabilmente incompleta, ma tra quelli con cui siamo in debito vogliamo segnalare Trisha Allen, Lisa Behnemann, Anthony Hartle, Megan Lloyd, Jennifer O'Neill e Peter Stromberg.
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Introduzione.
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Meditare su Springfield?
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Quanti filosofi ci vogliono per scrivere un libro sui Simpson? Con tutta evidenza, venti per scriverlo e tre per curarlo. Ma non va poi cos male, se si tiene presente che per realizzare un singolo episodio della serie ci vogliono trecento persone per otto mesi al costo di un milione e mezzo di dollari. Siamo seri: non abbiamo altro da fare che scrivere su programmi televisivi? La risposta breve  s, abbiamo altro da fare, ma a scrivere questi saggi ci siamo divertiti e speriamo che voi facciate altrettanto leggendoli.
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I semi per questo volume sono stati piantati qualche anno fa. Quando la popolare sitcom Seinfeld veniva ancora trasmessa, William Irwin ha avuto un'idea strampalata: una raccolta di saggi filosofici sulla trasmissione sul nulla. Lui e i suoi colleghi filosofi apprezzavano lo show e ne discutevano spesso con umorismo e in modo stimolante: e allora perch non condividere con altri questo divertimento, sotto forma di un libro? Alla Open Court hanno avuto abbastanza ispirazione, coraggio e senso dell'umorismo per farsi carico del progetto. E cos Irwin si  ritrovato lui stesso a curare Seinfeld and Philosophy: A Book about Everything and Nothing. Il libro si  rivelato un grande successo non solo tra gli accademici, ma anche tra il pubblico in generale.
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I Simpson era un'altra delle trasmissioni televisive apprezzate e discusse da Irwin e dai suoi amici. Ne apprezzavano l'ironia e l'irriverenza e hanno capito che, come Seinfeld, sul piano dell'indagine e della discussione filosofica si trattava di un terreno ricco e fertile. Quindi Irwin ha deciso di mettere insieme un secondo volume, sui Simpson, e ha chiesto a due dei collaboratori al testo precedente, Mark Conard e Aeon Skoble, di condividerne con lui la curatela. Ancora una volta la Open Court  rimasta entusiasta: e se state leggendo queste righe, vuol dire che anche voi siete almeno un po' interessati o alla filosofia o ai Simpson, o magari a entrambi. Il concept  lo stesso: la trasmissione  abbastanza profonda e intelligente da suscitare una qualche discussione filosofica e, in quanto show popolare,  anche utile come veicolo per esplorare un certo numero di questioni filosofiche a vantaggio di un pubblico meno specializzato.
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La satira dei Simpson  notevole. Senz'ombra di dubbio si tratta di una delle commedie pi intelligenti e articolate trasmesse oggi in televisione (sappiamo che ci non significa molto, per...). Per quelli che l'hanno liquidata come semplice cartone animato su uno zotico e la sua famiglia (e ne conosciamo parecchi) pu sembrare incongruo affermare che lo show  intelligente e articolato, ma una visione attenta svela livelli di commedia che vanno ben oltre la semplice farsa. Noi vi abbiamo visto una satira molto stratificata, doppi sensi, allusioni alla cultura alta come a quella popolare, gag visive, parodia e umorismo autoreferenziale. Quando Homer critica un cartone animato che i suoi figli stanno guardando, Lisa replica: Se i cartoni animati fossero fatti per gli adulti, sarebbero in prima serata!. Nonostante questa conclusione, I Simpson  chiaramente fatto per adulti ed  superficiale liquidare lo show semplicemente perch  popolare ed  animato.
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Al college Matt Groening ha studiato filosofia, ma nessuno dei collaboratori a questo volume pensa che ci sia una qualche profonda filosofia di fondo nel suo cartone. Qui non trattiamo La filosofia dei Simpson o I Simpson come filosofia: trattiamo invece I Simpson e la filosofia. Non stiamo tentando di trasmettere i significati espliciti di Groening e della miriade di scrittori e di artisti che lavorano alla trasmissione. Stiamo invece cercando di mettere in luce il significato filosofico dei Simpson cos come noi lo vediamo. Alcuni dei saggi contenuti in questo libro sono riflessioni di accademici su uno spettacolo che apprezzano e che a loro parere dice qualcosa su un aspetto della filosofia. Per esempio, Daniel Barwick si occupa di quel miserabile musone del signor Burns per capire se possiamo o no imparare qualcosa sulla natura della felicit dall'infelicit di Burns. Altri esplorano il pensiero di un filosofo attraverso uno dei personaggi. Per esempio, Mark Conard si chiede se il rigetto della moralit tradizionale da parte di Nietzsche giustifichi la cattiva condotta di Bart. Altri ancora si servono della trasmissione per sviluppare temi filosofici in un modo che sia accessibile anche al non specialista (cio la persona intelligente che si interessa un po' della riflessione filosofica senza trarre da ci uno stipendio). Per esempio, Jason Holt analizza l'ipocrisia di Springfield per determinare se l'ipocrisia sia sempre immorale.
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Questo libro non cerca di ridurre la filosofia al minimo comun denominatore: non abbiamo alcun progetto di abbassarne il livello. Al contrario, speriamo di incoraggiare i nostri lettori non specialisti a leggere pi filosofia, che non implichi necessariamente trasmissioni televisive. Speriamo anche che i colleghi che leggeranno questi saggi li trovino sia stimolanti sia divertenti.
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 lecito scrivere saggi filosofici sulla cultura popolare? La risposta standard  la seguente: Sofocle e Shakespeare ai loro tempi erano cultura popolare e per questo nessuno mette in discussione la validit della riflessione filosofica nella loro opera. Ma  una risposta che nel caso dei Simpson non  utile (D'oh!). Formularla incoraggia un'idea sbagliata: che secondo noi I Simpson sia l'equivalente delle maggiori opere letterarie della storia, tanto profondo da illuminare il comportamento umano in un modo sinora inedito. Non lo pensiamo. D'altro canto, lo riteniamo per abbastanza profondo e certamente abbastanza divertente da giustificare seria attenzione. Inoltre, la sua popolarit ci induce a credere che sia possibile usare I Simpson come strumento per illustrare i problemi filosofici pi tipici in modo da raggiungere lettori al di fuori dell'accademia.
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E per favore ricordatevi che anche se ogni tanto ci accusano di empiet e ci giustiziano, noi filosofi siamo anche persone. Don't have a cow, man.
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Parte 1.
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I personaggi.
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1.
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Homer e Aristotele.
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Raja Halwani.

Sfugge alla nostra indagine che cosa sia il bene e che cosa sia il buono nella vita.
Aristotele, Etica Eudemia, in Opere, vol. 7, Laterza, Roma-Bari 1988.
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Non posso vivere una vita convenzionale come la tua. Io voglio tutto. Le discese ardite e le risalite stordite. La crema in mezzo. Certo, potrei offendere qualche naso dal sangue blu con il mio incedere vanitoso e il mio odore muschiato. Io non sar mai il prediletto dei cosiddetti Padri della citt che schioccano la lingua, si allisciano la barba e parlano di quello che deve essere fatto di questo Homer Simpson.
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Homer Simpson, La rivale di Lisa.
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Se lo si valuta dal punto di vista morale, Homer Simpson non se la cava affatto bene. Questo  anche pi vero se ci concentriamo sul suo carattere invece che sulle sue azioni (non che in quest'ultima categoria lui sia esattamente un brillante). Eppure, in qualche modo, in Homer resta comunque qualcosa che  eticamente ammirevole. E ci suscita la seguente domanda: se Homer Simpson se la cava piuttosto male dal punto di vista morale, come fa a essere ammirevole? Indaghiamo sulla questione.
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I tipi di carattere di Aristotele.
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Aristotele ci ha fornito una categorizzazione logica di quattro tipi di carattere.[1] Grosso modo, e lasciando da parte i due tipi estremi di carattere, il superuomo e la bestia, abbiamo il virtuoso, il continente, l'incontinente e il vizioso. Per capire meglio ognuno di questi tipi, compariamoli tra loro per come si manifestano sotto forma di azioni, decisioni e desideri. Inoltre, prendiamo come esempio una specifica situazione e vediamo come ogni carattere reagisce nel contesto.
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Supponiamo che qualcuno, chiamiamola Lisa, stia camminando per strada e trovi un portafoglio che contiene parecchi soldi. Ora, se Lisa fosse virtuosa, non solo deciderebbe di consegnare il portafoglio alle autorit competenti, ma lo farebbe volentieri. I desideri di Lisa andrebbero di pari passo con la sua giusta decisione e la sua giusta azione. Passiamo adesso a Lenny, che  continente: se fosse Lenny a trovare il portafoglio, sarebbe capace di decidere nel modo giusto - cio di restituire il portafoglio intatto - e sarebbe capace di dare seguito con l'azione alla sua decisione, ma lo farebbe andando contro i suoi desideri.  questa la caratteristica del continente: per fare la cosa giusta deve lottare contro i suoi desideri.
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Le cose peggiorano con l'incontinente e il vizioso. L'incontinente  capace di formulare la decisione corretta su cosa fare, ma la sua volont  debole. Nel caso del portafoglio, e supponendo che il nostro incontinente sia Bart, soccomberebbe al proprio desiderio di tenersi il portafoglio e quindi non agirebbe in modo adeguato, anche se sa che tenersi il portafoglio  sbagliato. Per quanto riguarda il vizioso, non abbiamo invece n lotta contro i propri desideri n debolezza di volont. Questo perch la decisione del vizioso  moralmente sbagliata e i suoi desideri l'assecondano pienamente. Se Nelson fosse vizioso, deciderebbe di tenersi il denaro (gettando via il portafoglio o restituendolo mentendo sul suo contenuto), seguirebbe pienamente il suo desiderio di farlo e lo farebbe sul serio.
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Guardiamo pi da vicino ci che rende virtuosi.  virtuoso chi possiede le virt e le esercita. Tuttavia le virt sono condizioni (o tratti) del carattere che dispongono chi le possiede ad agire nel modo giusto e a reagire emozionalmente nel modo giusto. Dati questi elementi, comprendiamo quindi perch Aristotele abbia tanto insistito sul fatto che le virt sono condizioni del carattere che riguardano sia l'azione sia il sentimento (Etica Nicomachea, libro 2, in particolare 1106b15-35). Per esempio, se una persona possiede la virt della benevolenza, allora sar disposta a mostrarsi caritatevole verso le giuste persone nelle giuste circostanze. Non darebbe soldi al primo che glieli chiede. Il virtuoso deve sapere che il suo beneficiato ha bisogno di denaro e che lo user correttamente. Inoltre, anche la reazione emozionale del virtuoso  appropriata alla situazione. Ci vuol dire che il benevolo del nostro esempio dar il denaro volentieri, non rimpianger di averlo dato e sar spinto a darlo dalla situazione precaria del suo beneficato. Di contro, il continente non si separerebbe dal suo denaro con tanta felicit, e ci non perch ne abbia bisogno e non possa cederlo, ma perch  incline all'avidit o perch sovrastima il bisogno che potrebbe avere in futuro del denaro in questione.
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Si noti per che in questo resoconto la ragione gioca un ruolo cruciale. Infatti, se il virtuoso deve avere delle capacit percettive particolari per quanto riguarda la situazione in cui viene a trovarsi, allora non pu essere stupido o ingenuo. Deve possedere capacit di ragionare criticamente che gli permettano di distinguere le differenze nelle situazioni e quindi di essere capace di reagire di conseguenza. Anzi,  proprio questa la ragione per cui Aristotele mette l'accento sull'idea che in tema di etica non si richiede una precisione rigorosa (Etica, 1094b13-19). Sul ruolo della ragion pratica (phronesis) Aristotele insiste molto: se uno fosse, per cos dire, virtuoso per istinto, non possiederebbe la virt propriamente detta ma al massimo la virt naturale (Etica, 1144b3-15, pag. 159). E possedere una virt naturale vuol dire essere inclini a fare la cosa giusta per caso, per dirla blandamente.[2]
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Se passiamo ora alle regole aristoteliche per l'azione corretta, potremmo completare al meglio il nostro ragionamento. Secondo Aristotele occorre che chi compie [le azioni] lo faccia in una determinata disposizione d'animo, cio anzitutto che siano compiute consapevolmente, quindi di proposito, e di proposito a causa di esse stesse, in terzo luogo con volont ferma e immutabile (Etica, 1105a30-1105b, pag. 35). In breve, Aristotele ha questo in mente: in primo luogo, quando agisce in modo virtuoso l'agente deve sapere che la sua azione  virtuosa; egli agisce con la convinzione che tale o tal altra azione sia giusta (o generosa, o onesta). La seconda condizione sembra dividersi in due: l'agente deve agire volontariamente e deve farlo perch l'azione  virtuosa. Quindi, se anche si agisse con la convinzione che tale azione sia giusta, l'azione non sarebbe virtuosa a meno che non si agisse proprio perch  giusta. La terza condizione  cruciale e ci riporta all'inizio di questa nostra discussione: un virtuoso agisce virtuosamente non solo quando l'azione  giusta e perch  giusta, ma agisce in tal modo perch lui  giusto.  il tipo di persona che  disposta a comportarsi correttamente dal punto di vista morale quando la situazione lo richiede.  questo (parte di) ci che significa avere una volont ferma e immutabile.
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Il carattere di Homer: D'oh!, D'oh!, e doppio D'oh!
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Data la versione della virt proposta da Aristotele, le cose si fanno piuttosto difficili per Homer Simpson (e non ho intenzione di ritrattare il giudizio, quindi non aspettatevi qualche ingegnosa distinzione che permetta di rivederlo). Per cominciare, si prenda in considerazione la virt della temperanza (moderazione), che indica, in sostanza (anche se si potrebbe discutere), la facolt di moderare i nostri appetiti corporei. Non ci vuole una capacit di osservazione particolarmente acuta per rendersi conto che Homer  ben lontano dall'essere temperante. Rispetto ai suoi appetiti corporei non solo non  virtuoso, ma  decisamente vizioso. Ci si rivela particolarmente vero per quanto riguarda il suo consumo di cibo e bevande, piuttosto che per quanto riguarda la sua attivit sessuale. I suoi desideri lo spingono costantemente a ingozzarsi e lui soccombe volentieri a tali desideri. Per esempio, in Il nemico di Homer mangia con voracit met del sandwich del suo collega temporaneo Frank Grimes (Grimmione), anche se il segno sul sacchetto del sandwich rivela senza ombra di dubbio che appartiene a Frank. Peggio ancora, quando Grimes gli segnala la cosa, Homer fa in modo di dare ancora due bocconi extra al panino prima di rimetterlo nel sacchetto. Il desiderio di cibo di Homer lo porta anche a creare alcune interessanti ricette. Per esempio, avvolge una cialda mezza cotta intorno a un panetto di burro e ovviamente se la mangia (Homer l'eretico). La salute di Homer risente delle sue pessime abitudini alimentari, al punto che subisce un innesto chirurgico di bypass (Il triplice Bypass di Homer), senza per questo venire a pi miti consigli. Anzi, non lo fa neanche quando affronta un dolore immediato e ovviamente fisico. Si veda quando mangia carne cattiva al Jet Market, si sente male e viene portato d'urgenza all'ospedale. Invece di proseguire nella sua causa contro Apu, viene immediatamente placato (Woo-hoo) dall'offerta di dieci libbre gratis di gamberetti rancidi. Homer sa che i gamberetti hanno un odore strano, li mangia lo stesso e finisce di nuovo all'ospedale (Homer e Apu). L'ingordigia di Homer  talmente parte del suo carattere da fargli consumare cibo persino quando  sveglio solo a met. In L'orsetto del cuore Homer, mezzo addormentato, va in cucina, apre la porta del frigo, commenta Mmm... sessantaquattro fette di formaggio americano e procede a mangiarsele tutte nello spazio della notte. Insomma, non dobbiamo insistere ulteriormente sull'intemperanza di Homer: il suo nome  diventato sinonimo di amore per il cibo e per la birra Duff.

 anche un bugiardo patentato: l'onest gli fa difetto. In Niente birra per Homer mente alla sua famiglia sui suoi piani per la giornata, dicendo loro che va al lavoro mentre sta di fatto preparandosi per un tour della birreria Duff. Per citare altre fandonie di Homer: mente a Marge sul fatto di non essersi mai diplomato (La facciata), le mente sulle perdite finanziarie dei suoi investimenti (Homer contro Patty & Selma) e le mente pesantemente sull'essersi liberato della pistola che ha comprato (La famiglia Cartridge). Homer coinvolge anche Apu in una complessa rete di bugie alla madre di quest'ultimo, dicendole che Apu  sposato con Marge e costringendo anche lei a stare al gioco (Le due signore Nahasapeemapetilon).

Homer  inoltre insensibile ai bisogni e alle pretese degli altri. Sembra scarso sia in benevolenza sia in giustizia. In Quando Flanders fall tenta costantemente di convincere Ned Flanders a vendergli il suo mobilio a prezzi stracciati, anche se sa che Ned  rovinato e ha un disperato bisogno di denaro. In Bart l'amante consiglia a Bart, che sta impersonando l'amante-di-penna segreto della signora Caprapall, di rompere con la signora scrivendole un biglietto che dice: Carissima, benvenuta nella citt di Scaricata. Popolazione: tu (Homer introduce il discorso dicendo a Bart che le lettere d'amore scritte con sensibilit sono la sua specialit). Non  neanche incline alla generosit. In un caso dice a Bart: Hai regalato entrambi i cani? Lo sai cosa penso sul regalare! (L'ammutinamento canino). E in Il ragazzo che sapeva troppo decide di non votare colpevole al processo per aggressione di Freddy Quimby non perch lo ritenga innocente, ma perch capisce che se vota in tal modo la giuria si bloccher e lui potr restare ancora, gratis, allo Springfield Palace Hotel.

Homer ha un certo numero di compagni ma non ha amici. Aristotele ha sottolineato l'importanza dell'amicizia perch pensava che senza amici non possiamo esercitare la virt e non possiamo condurre vite ricche e piene. Homer non ha un solo amico genuino. Al massimo ha compagni di bevuta (Barney, Lenny e Carl), ma non ha nessuno con cui condividere mete, attivit, piaceri e dolori.[3] Anzi,  gi un problema sostenere che Homer abbia mete e attivit che non siano il bere.

Anche le abilit di padre e marito di Homer lasciano molto a desiderare (pare che Aristotele includa spose e bambini nell'ambito dell'amicizia, Etica, 1158b9-16). Prendiamo in considerazione alcuni dei suoi strafalcioni. Tenta di ottenere l'affetto di Lisa comprandole un pony (Il pony di Lisa).  geloso di Bart perch si  trovato un fratello maggiore e allora diventa lui stesso fratello maggiore di Pepi, che chiama Pepsi (Fratello dello stesso pianeta). Manda Bart a lavorare presso un teatro di burlesque come forma di punizione (Il notturno di Bart). Stimola la rivalit tra fratelli quando Lisa scopre di avere un certo talento per l'hockey: Questo venerd la squadra di Lisa affronter la squadra di Bart. Sarete in competizione diretta. E non siate indulgenti l'uno con l'altra solo perch siete fratello e sorella. Voglio vedervi combattere tutti e due per vincere e per l'amore dei vostri genitori (Lisa sul ghiaccio). Non dimentichiamoci i suoi numerosi tentativi di strozzare Bart, preceduti da un Tu piccolo.... Per ultimo, ma non per questo meno grave, si dimentica costantemente dell'esistenza di Maggie.[4]

Le sue capacit di marito non sono migliori. Non supporta i progetti di Marge, oppure resta indifferente: glielo dichiara apertamente in Un tram chiamato Marge. Il suo rifiuto di accompagnare la moglie a mostre e spettacoli artistici induce Marge a cercare la compagnia di Ruth Powers. L'amicizia tra le due donne le porta a essere inseguite dalla polizia nello stile di Thelma e Louise. Homer si scusa con Marge, ma le sue scuse sono parecchio rivelatrici: Marge, scusami se non sono stato un marito migliore. Scusami per quella volta che ho tentato di fare la salsa nella vasca da bagno. Scusami se ho usato il tuo vestito da sposa per incerare la macchina. Scusami... va be', mi dispiace per tutto il casino fatto fino a oggi (Marge in fuga). In I Segreti di un matrimonio felice Homer giunge a nuove vette, comprendendo che cosa  in grado di offrire, lui solo, a Marge: Completa e totale dipendenza. A dire il vero, persino quando tenta di sostenere la moglie finisce con l'incasinare la situazione. Per aiutare l'impresa di pretzel di Marge si rivolge alla mafia di Springfield, mettendo cos la moglie nella posizione di dover trattare con Tony Ciccione e i suoi scagnozzi (Il mondo iellato di Marge Simpson).

Inoltre, qualsiasi speranza che Homer possa acquisire le virt morali verrebbe distrutta dal riconoscimento che gli manca la sola virt intellettuale necessaria a un carattere etico: ovvero, la phronesis, la saggezza pratica. La phronesis non  conoscenza teorica, anche se a Homer manca sicuramente. E non  neppure conoscenza dei fatti, anche se a Homer fa certamente difetto anche questa. La saggezza pratica  la facolt di muoversi nel mondo con intelligenza, con moralit e con una meta in vista. Basteranno pochi esempi. In primo luogo, Homer accetta alcune perle di saggezza decisamente dubbie. In Amara casa mia dichiara: Quando imparer? Le risposte ai problemi della vita non si trovano sul fondo di una bottiglia. Si trovano in televisione!. E, restando in tema di bottiglie, una volta ha brindato grandiosamente nel seguente modo: All'alcol! La causa, e la soluzione, di tutti i problemi della vita! (Homer contro il 18 emendamento). In Lo show di Otto dice a Bart che se qualcosa  difficile da fare, allora non vale la pena farla. E in La donna immobile dichiara a Marge che tentare  il primo passo verso il fallimento.

In secondo luogo, a Homer sembrano mancare persino le pi minime capacit di inferenza. In Radio Bart conclude che Timmy O'Toole (il ragazzo inventato che secondo Bart  caduto in un pozzo)  un vero eroe per il mero fatto che  caduto in un pozzo e non  riuscito a uscirne. Un'altra volta conclude che la scelta del sindaco Quimby di far pattugliare la citt dalla Pattuglia degli Orsi ha avuto successo perch per le strade di Springfield non vagabonda alcun orso! Quando Lisa gli fa notare che il suo ragionamento  specioso, pensa che lei gli stia facendo un complimento (Tanto Apu per nulla). Argomentando contro l'affermazione di Lisa che rubare la connessione tv via cavo  sbagliato, sostiene che la ragazza stessa  una ladra, dato che non paga i suoi pasti e i suoi vestiti (Homer contro Lisa e l'ottavo comandamento).

In terzo luogo, a Homer manca l'elemento cruciale del ragionamento pratico: la facolt di organizzare la propria vita secondo scopi importanti e degni e di perseguirli responsabilmente e moralmente. Egli ha parecchi sogni da una vita, per esempio diventare un autista di tram monorotaia (Marge contro la monorotaia) e possedere i Dallas Cowboy (Si trasloca solo due volte), ma i sogni non sono scopi, e di questi Homer non ne ha nessuno. A ogni modo,  certo che non ha scopi degni di essere perseguiti. Sembra accontentarsi di essere un incompetente ispettore della sicurezza, di lavorare nel settore G7 dello stabilimento di energia elettronucleare di Burns e di stare a guardare mentre alcuni dei suoi sottoposti vengono promossi al suo posto. Anzi,  pi che disposto (Maxi Homer) a ingrassare al punto tale da potersi mettere in malattia e a lavorare da casa. Se Homer ha uno scopo nella vita,  quello senza valore di una vita passata a mangiare, bere e impigrirsi. Aggiungete a tutto questo la sua credulit (limitatevi a pensare a quante volte Bart riesce a farlo fesso) e vi ritroverete con una persona che ha capacit di ragionamento minime.

Il carattere di Homer: lo scintillo di pochi Woo-hoo.

Non dobbiamo tuttavia essere troppo duri con Homer, perch qualche volta agisce in modo ammirevole. Per esempio, nonostante si dimentichi dell'esistenza di Maggie, paradossalmente il suo posto di lavoro  pieno di sue fotografie, che lui stesso ha appeso per l'amore che prova per lei (E con Maggie son tre). Inoltre, Homer non ha mai commesso adulterio consapevolmente,[5] anche se in qualche occasione avrebbe potuto farlo (Colonnello Homer e L'ultima tentazione di Homer). Con Marge si dimostra affettuoso e amorevole: la risposa (dopo aver divorziato) per riparare alla loro prima scadente cerimonia (Due cuori due capanne). Homer ha anche un certo successo nello stabilire un rapporto con Lisa. Per esempio: la supporta nel suo piano di distruggere la rete di bugie che circonda le origini di Zebedia Springfield (Lisa l'iconoclasta), le d fiducia iscrivendola al concorso di bellezza per la giovane Miss Springfield (Lisa reginetta di bellezza), per due volte rinuncia a un condizionatore per comprarle un sassofono (Il sassofono di Lisa), la introduce di soppiatto nel museo di Springfield per permetterle di vedere la mostra sui Tesori di Isis (Abbiamo perso la nostra Lisa).

In certe occasioni Homer mostra anche del coraggio. Si ribella al signor Burns perch pretende troppo da lui (Homer lo Smithers) e perch non ricorda il suo nome (Chi ha sparato al signor Burns?) e prende a pugni George Bush (le sue vere ragioni per farlo non sono chiare; non hanno a che fare con la fedelt di partito, visto che  amico di Gerald Ford, pure lui repubblicano) (Due pessimi vicini). Homer d anche prova di gentilezza, persino verso persone che in genere odia. In Quando Flanders fall aiuta Ned incoraggiando le vendite del suo emporio; in Homer ama Flanders lo sostiene in chiesa (Quest'uomo ha porto tutte le altre guance del suo corpo) e in Homer contro Patty & Selma finge di essere stato lui a fumare in modo che Patty e Selma non siano licenziate per aver fumato sul posto di lavoro.

A volte Homer mostra anche intelligenza e saggezza teorica. Esempi della prima: ordisce un complicato piano per introdurre alcol di contrabbando a Springfield e diventare un famoso barone della birra (Homer contro il diciottesimo emendamento) e si inventa un progetto per trarre soldi dallo scheletro di un angelo (Lisa la scettica). Esempio della seconda: Homer mette in mostra un'eccezionale intuizione sulla natura della religione quando decide di smettere di recarsi in chiesa, dal momento, cos ragiona, che Dio  dappertutto. Riesce persino a citare, anche se non ne ricorda il nome, Ges come una persona che si  opposta alle pratiche ortodosse e che comportandosi cos era nel giusto (Homer l'eretico). In alcuni rari momenti, Homer sembra persino rendersi conto dei propri limiti. Quando Marge si reca in fabbrica, le chiede Sei qui per vedere me, vero?, svelando cos di pensare che, dal momento che lui  uomo di umili facolt, deve assicurarsi che la moglie sia l per vedere proprio lui (La scappatella di Marge). E con Lurleen Lumpkin controlla due, tre volte, che lei stia davvero flirtando, per esser certo che sia davvero interessata a lui sessualmente (Colonnello Homer).

Valutazione: giudicare Homer.

Cosa dobbiamo pensare di tutto questo? Di preciso, come se la cava Homer a fronte di una valutazione etica? Non  cattivo. Non  un modello di virt, ma certamente non  malevolo. La reazione pi dura che abbiamo nei suoi confronti  di piet. Per questo abbiamo almeno due ragioni. La prima  che l'educazione di Homer ha lasciato molto a desiderare. Tanto per cominciare,  cresciuto per la maggior parte a Springfield, una citt i cui abitanti - con la rara eccezione di Lisa - hanno seri difetti di carattere, che vanno dalla stupidit alla malevolenza all'essere semplicemente incapaci e incompetenti su come va il mondo (persino Marge, anche lei candidata al ruolo di eccezione tra gli abitanti di Springfield,  molto convenzionale e spesso manca di facolt critiche).[6] Pensate che anche quando i membri del gruppo di Mensa di Springfield si mettono a governare la citt (dopo la fuga del sindaco Quimby) riescono a proporre regole ingiuste, restrittive e sin troppo idealistiche. Non c' bisogno di dirlo, si produce il caos (Springfield utopia delle utopie).[7]

Essere allevato in un simile ambiente pu risultare negativo per la formazione del carattere e delle facolt intellettuali. Essere allevato in un ambiente sano  uno dei presupposti di base del progetto aristotelico esposto nella Politica: Ci proponiamo di fare un esame intorno alla comunit politica, quale sia la migliore fra tutte per quanti possono vivere nel modo pi corrispondente ai loro voti.[8] A dire il vero, anche l'Etica si rivolge a uno statista che deve occuparsi di quale sia il miglior carattere etico, in modo da poter progettare una comunit politica capace di produrlo. Se tutto ci  giusto, allora una delle ragioni per cui tendiamo a sentire piet per Homer  perch pensiamo che questo aspetto della sua formazione, ovvero Springfield, sia al di l del suo controllo.

Del resto, anche l'educazione che Homer ha ricevuto in famiglia lascia a desiderare. La madre lo ha abbandonato quando era ancora piccolo e il padre non l'ha mai incoraggiato a diventare una persona valida; quando Homer ha mostrato delle aspirazioni, il padre le ha subito respinte (Mamma Simpson e Bart star del football). Inoltre, una delle qualit che Homer non pu sicuramente controllare  il gene dei Simpson, che con tutta evidenza fa s che un Simpson diventi sempre pi stupido con l'et.  difettoso solo rispetto al cromosoma Y, non rispetto all'X, ed  per questo motivo che Lisa e altre donne Simpson si sono rivelate intelligenti e di successo (Lisa la Simpson). Se le cose stanno cos, c' ben poco che Homer possa fare per migliorarsi. E questi fattori spiegano perch tendiamo a guardare a Homer con piet invece che con disprezzo o odio.

La seconda ragione per cui il nostro giudizio su Homer non  duro  perch, anche se lui non  virtuoso, non  in generale una persona malevola.  egoista,  ingordo,  avido, e pu essere davvero stupido, ma raramente  invidioso degli altri e augura loro del male.  vero che in certe occasioni agisce con lo scopo deliberato di danneggiare qualcuno, ma spesso pensiamo che quest'ultimo non meriti trattamento migliore. Per esempio, il disprezzo con cui Homer tratta Selma e Patty sembra del tutto appropriato, visto il modo in cui le due lo trattano e visto il loro atteggiamento sprezzante nei suoi confronti. A Homer non piace neanche Burns (anche se lo teme). E Burns, nonostante di lui si possano dire molte altre cose,  il modello esemplare del capitalista avido, malvagio e spietato che  disposto, per raggiungere i suoi scopi, a camminare sui cadaveri dei suoi avversari.[9] Infine, Homer tratta Flanders in modi indecenti, che vanno dall'indifferenza allo sdegno. Ma, ancora, Flanders  borioso e ingenuo, ed  sempre intento a sermoneggiare.[10] Questo non vuol dire che il modo in cui Homer lo tratta  giustificato; vuol per dire che  comprensibile. A parte queste eccezioni, Homer non  in generale una persona malvagia e non tratta la gente con malevolenza. E questa  un'altra delle ragioni per cui, nonostante Homer non ce la faccia proprio ad avere un carattere etico, non provoca in noi reazioni negative.

Possiamo allora pronunciare un giudizio con riserva: Homer non  una persona viziosa nel senso che non  guidato dal vizio. Dico con riserva perch a questo giudizio c' un'eccezione: quando si tratta di appetiti corporei per il cibo e le bevande, allora Homer  s guidato dal vizio. Egli non trae piacere dal bere e dal mangiare moderato, e ci esclude la virt. Raramente, anzi quasi mai, pensa di doversi astenere dal bere e dal mangiare in modo eccessivo, e ci esclude la continenza e l'incontinenza. Inoltre, non crede vi sia nulla di male (a parte le considerazioni immediate sulla propria salute) nell'indulgere a cibo e bevande, anche in contesti inappropriati: a Marge dice che se Dio non avesse voluto che mangiassimo in chiesa, avrebbe fatto della gola un peccato (Il re delle montagne). Queste considerazioni ci permettono di concludere con sicurezza che nell'ambito degli appetiti corporei per cibo e bevande Homer mostra i caratteri del vizio.

Con queste numerose prove ed esempi, possiamo giungere al seguente giudizio: Homer non  virtuoso. Sono molti i fattori che ci permettono di giungere a tale conclusione, ma forse il pi significativo tra di loro  che Homer non ha la stabilit di carattere che contraddistingue il virtuoso. Semplicemente, non si pu contare su di lui perch faccia la cosa giusta, nemmeno per quanto riguarda le azioni che hanno a che fare con la sua famiglia. Inoltre, il giudizio per cui Homer non  virtuoso  senza riserva, al contrario di quello per cui non  vizioso. Infatti, anche se a volte Homer agisce in modo corretto, le ragioni per cui lo fa in genere sono sballate, o quanto meno ambigue (vedi per esempio i suoi atti di coraggio). E per quanto riguarda la sua famiglia, anche quando Homer si comporta come pensiamo dovrebbe comportarsi un bravo padre o un bravo marito, ci sono semplicemente fin troppi esempi che vanno nella direzione opposta. In soldoni, a Homer manca il genere di carattere stabile necessario per essere virtuosi.

Dobbiamo anche ricordare che in molti dei casi in cui Homer fa la cosa giusta, in particolare per quanto riguarda la sua famiglia, deve combattere contro i suoi desideri di fare altrimenti. Tutte e due le volte in cui compra un sassofono a Lisa, deve lottare contro il desiderio di comprarsi un condizionatore (Il sassofono di Lisa). A volte, nonostante sappia cosa dovrebbe essere fatto, sceglie di fare la cosa sbagliata, esibendo cos ci che i greci definiscono akrasia, debolezza di volont. Per esempio in La guerra dei Simpson sceglie di andarsene a pesca durante la vacanza al lago Pescegatto anche se sa che dovrebbe concentrarsi su Marge e il loro matrimonio.

Homer non  virtuoso. Quando si va sul cibo e le bevande cade apertamente nel vizio e nelle altre sfere dell'azione umana ondeggia sempre tra continenza e incontinenza. Ovviamente ci non vuol dire che la classificazione aristotelica dei tipi di carattere  troppo rigida, troppo irrealistica o troppo semplicistica. La classificazione di Aristotele  logica, non  una descrizione di ci che questi tipi di persone sono nella realt. Homer esibisce tratti caratteriali diversi, in relazione alle aree della vita implicate nella questione che viene sollevata.

Conclusione: l'importanza di essere Homer

All'inizio di questo saggio ho sostenuto che c' qualcosa di eticamente ammirevole in Homer Simpson. Ma questa tesi pone un problema: come pu essere vera se Homer non  virtuoso? Se il modello di un carattere eticamente ammirevole  il suo essere virtuoso, e se Homer non riesce neppure a sfiorarlo, questo standard, allora la tesi secondo la quale vi sarebbe in lui qualcosa di ammirevole  evidentemente falsa. Inoltre, anche se non pensiamo che Homer sia malvagio, e anche se riteniamo che la formazione del suo carattere, in massima parte, sia stata al di fuori del suo controllo, questi fattori non bastano certo a renderlo eticamente ammirevole. Perch questa tesi sia come minimo plausibile occorre che all'opera ci sia qualcosa d'altro. E questo qualcosa non pu essere il fatto che qualche volta Homer fa la cosa giusta, perch la tesi riguarda lui, il suo carattere, non un sottogruppo delle sue azioni.

In Scene di lotta di classe a Springfield Marge comprende che  stato un errore tentare di spingere la sua famiglia a conformarsi al circolo sociale elitario a cui si  iscritta di recente. Nell'accettare i membri della sua famiglia per quello che sono, enumera le qualit che pi le piacciono di ognuno di loro (anche se non riesce a trovarne una per Bart). La qualit di Homer che cita  la sua umanit a tutto tondo, e tale qualit, se la si interpreta in modo sufficientemente ampio, non solo gli si applica davvero ma ci fa andare molto avanti nello spiegare in che modo egli sia eticamente ammirevole.

La qualit in questione non comprende solo quei tratti che portano Homer a fare in pubblico cose che molti di noi, in varia misura, si asterrebbero dal fare: ruttare, scoreggiare, grattarci il didietro, e bere e mangiare sino al punto di perdere i sensi. Se si trattasse solo di questo, Homer non sarebbe altro che uno zoticone.  che questa qualit comprende l'amore per la vita e per il godimento della stessa, nei suoi elementi di base, senza dare troppo peso, se non nessun peso, a ci che pensa la gente. In linea di massima Homer non si preoccupa n dell'etichetta n di ci che la gente pensa di lui.  concentrato nel godersi pienamente la vita - per lo meno nella sua personale versione. Questo gusto per la vita da parte sua non  calcolato, e forse lui non ne  neppure consapevole. Ma si manifesta nelle sue azioni, nei suoi atteggiamenti, nella sua mancanza di malvagit, nel suo comportamento da bambino. Lo si pu infatti trovare in molti degli esempi citati in questo saggio. Quando a tutto ci aggiungiamo il fatto che Homer  un cittadino della classe medio-alta-bassa costantemente in lotta, che lavora in fabbrica sotto la tirannia di uno spietato capitalista, e il fatto che vive a Springfield, una cittadina che ti costringe a fermarti e a riflettere prima di decidere che vale la pena amare la vita, allora arriviamo a una persona che ha molto di ammirevole.

La qualit che spiega la possibilit di ammirare Homer, chiamiamola amore della vita seguendo Ned Flanders che la definisce intossicante brama di vivere (Viva Ned Flanders), non  in se stessa una virt. E non perch non appaia nella lista aristotelica delle virt, ma perch sappiamo bene che tale qualit, se non viene governata, pu essere pericolosa sia per gli altri sia per chi la possiede (come io credo sia il caso di Homer). Proprio come l'ambizione,  una qualit positiva, finanche ammirevole.  anche una qualit etica. Se gestita nel modo giusto, migliora la vita della persona che la possiede rendendola pi piacevole e fa desiderare al resto di noi di voler stare in sua compagnia, non solo perch ce ne potrebbe trasmettere un po' ma anche perch, pi semplicemente,  piacevole passare il tempo con lei. Se le qualit che contribuiscono alla felicit e al benessere complessivo di una persona possono esser plausibilmente interpretate come etiche, allora una qualit come l'amore della vita, se venisse usata e regolata secondo la ragion pratica, rientrerebbe nella categoria. Nel caso di Homer questa qualit non  governata dalla ragione e si accompagna ad altri tratti che ne rendono pericoloso il possesso. Ci nonostante, ammiriamo Homer perch la possiede e perch la possiede nonostante tutti gli elementi della sua vita che la contrastano.[11]

Inoltre questa qualit, proprio perch in Homer non  governata, lo porta a essere brutalmente onesto sui suoi desideri e le sue voglie, sin quasi a diventare un difetto. Mentre altri tramano e cospirano e nel contempo si fingono socialmente conformisti, Homer  aperto, onesto, persino brutale su chi lui , cosa vuole e cosa pensa degli altri. Conosce i suoi limiti, ama la sua famiglia (nel suo tipico modo moralmente attenuato) ed  il tipo di persona che ti dice le cose in faccia.

Non voglio tuttavia essere frainteso. Non sto sostenendo che Homer sia in se stesso una persona ammirevole, ma solo che ha un tratto degno d'ammirazione. Passare dalla seconda alla prima tesi  una tentazione. Primo, perch Homer, anche se non  virtuoso, non  n malevolo n vizioso (eccetto per quanto riguarda gli appetiti corporei); secondo, perch il fatto che Homer ami la vita nonostante i suoi mezzi finanziari ed economici modesti e nonostante viva in una citt come Springfield (che non  certo un viatico per la vita buona), potrebbe farci pensare che  ammirevole proprio perch a fronte di queste situazioni difficili riesce a conservare il suo amore della vita. Ma a questa tentazione dobbiamo resistere, per tre ragioni.

In primo luogo, e come ho gi sottolineato, nel caso di Homer la qualit dell'amore della vita non  regolata dalla ragione, e ci potrebbe renderla moralmente pericolosa. In secondo, godersi la vita non  la stessa cosa che averne una feconda. Pensate a qualcuno che  perfettamente felice di passare la vita a contare foglie d'erba o a collezionare tappi di bottiglia, ma che  nondimeno capace di perseguire scopi pi degni. Non importa quanto sia felice tale persona, non importa quanto si stia godendo la vita, sicuramente non diremo che si tratta di una vita spesa bene. Tornando agli esempi citati nel precedente paragrafo, Lo scintillio di pochi Woo-hoo, Homer  chiaramente capace di vivere una vita migliore di quella che conduce. In terzo, abbiamo una ragione logica: avere un tratto ammirevole non implica, di per s, che sia ammirevole anche chi lo possiede. I delinquenti spesso vantano il fatto di poter controllare la paura di fronte al pericolo, e anche se questo tratto  in s ammirevole, in genere non crediamo che il delinquente sia ammirevole. Anzi,  proprio per questo che certe volte di una persona spietata diciamo, Be', per lo meno  coerente, riconoscendo cos da un lato che la coerenza  un tratto ammirevole e dall'altro che ci non  sufficiente per rendere ammirevole chi la possiede.

Un ulteriore momento di riflessione dovrebbe dirci che Homer non  davvero, in se stesso, una persona ammirevole. Non  virtuoso, e questo fatto di per s  sufficiente per indebolire ogni tentativo serio di attribuirgli, come qualit complessiva, la qualifica di persona ammirevole. Eppure, a volte i non virtuosi possono essere ammirevoli se riescono a compensare la loro mancanza di virt, per esempio dando al mondo dei capolavori artistici. In questo caso si offre in genere l'esempio di Paul Gauguin, che piant in asso la famiglia per andarsene a fare l'artista a Tahiti. Ma fattori tanto estremi non si applicano a Homer. Qual  il contributo duraturo che ha dato al mondo per compensare la sua mancanza di virt in modo da meritarsi la descrizione di ammirevole?

Ma nondimeno il suo amore della vita  un tratto decisamente ammirevole. Non si tratta di una conclusione banale, visto che molti propendono a vedere in Homer nient'altro che buffonaggine e immoralit. Inoltre, l'amore della vita di Homer emerge come qualit importante soprattutto nella nostra epoca, dove la correttezza politica, l'eccessiva educazione verso gli altri, la mancanza di volont di giudicarli, l'ossessione esagerata per la salute fisica e il pessimismo sui tratti buoni e godibili della vita regnano pi o meno incontrastati. In quest'epoca Homer Simpson, il cui adesivo sul paraurti recita single e sfacciato, brilla in quanto si fa beffe di queste verit. Non  politicamente corretto,  pi che felice di giudicare gli altri, e certamente non sembra ossessionato dalla sua salute. Queste qualit possono anche non fare di lui una persona ammirevole, per in qualche modo lo rendono ammirevole e, cosa ancora pi importante, ci fanno ardentemente apprezzare lui e tutti gli Homer Simpson di questo mondo.[12]

2

Lisa e l'antintellettualismo americano.

Aeon J. Skoble.

La societ americana ha generalmente un rapporto di amore e odio con gli intellettuali. Da un lato abbiamo un senso di rispetto per il professore o lo scienziato, ma dall'altro proviamo un profondo risentimento per la torre d'avorio in cui vivono e per la loro pedanteria, nonch un tentativo di difenderci dalle persone intelligenti e istruite. Gli ideali repubblicani dei padri fondatori hanno come presupposto l'esistenza di cittadini illuminati. Tuttavia oggi l'utilizzo di analisi politiche anche minimamente sofisticate  tacciato di elitarismo. Tutti rispettano gli storici; nondimeno le loro opinioni a volte non sono prese in considerazione perch non sono pi valide di quelle di un operaio. Spesso i critici e i politici sfruttano, quando gli fa comodo, questo risentimento verso la competenza. Per esempio, un candidato attacca il rivale accusandolo di essere un elitista dell'Ivy League, quando lui stesso ha avuto un'educazione del genere, o si affida a consiglieri che l'hanno avuta.

Allo stesso modo un ospedale pu rifiutare il parere degli esperti di bioetica ritenendoli troppo astratti e poco collegati alla realt della medicina. Sembra che alla maggior parte delle persone piaccia supportare le proprie posizioni citando il parere degli esperti, per poi invocare il sentimento popolare quando le idee di tali esperti sono in contrapposizione con le loro. Posso valorizzare le mie idee citando il parere di un esperto che  d'accordo con me, ma se questi non  d'accordo posso replicare: Cosa ne sa lui?, oppure Anch'io ho diritto di avere le mie opinioni. Stranamente l'antintellettualismo si ritrova anche tra gli intellettuali. Oggi in molte universit, sia tra il corpo degli studenti sia tra quello dei docenti, l'importanza dei classici e in generale delle materie umanistiche  venuta meno. La tendenza  quella di sviluppare programmi di preparazione alla professione e di puntare sull'utilit. Le lezioni che trattano delle tradizionali discipline umanistiche sono considerate un lusso, o un approfondimento, e quindi non sono reputate essenziali per il percorso educativo. Al massimo tali materie sono viste come strumenti utili a sviluppare capacit di trasmissione, come la scrittura e il pensiero critico.

Il fenomeno sembra avere oscillazioni periodiche. Negli anni cinquanta e nei primi sessanta, quando gli Stati Uniti rivaleggiavano con l'Unione Sovietica in ambiti scientifici quali l'esplorazione spaziale, gli scienziati erano tenuti in grande considerazione. Oggi sembra che il pendolo oscilli nell'altra direzione: la tendenza principale  di reputare valide tutte le opinioni. Al contempo, tuttavia, sembra permanere l'interesse per quello che i presunti esperti hanno da dire. Una superficiale rassegna dei talk show televisivi o delle lettere ai direttori dei giornali rivela questa ambivalenza. I talk show invitano gli esperti perch probabilmente sono interessati alle loro analisi e alle loro opinioni. Tuttavia i presentatori o i membri del pubblico che sono in disaccordo con gli esperti affermano che le loro opinioni e le loro prospettive valgono tanto quanto quelle di chiunque altro. Un giornale pu inserire una colonna di un opinionista esperto su un dato argomento, ma le lettere delle persone che scrivono trovandosi in disaccordo si basano spesso sull'implicita (se non esplicita) premessa che Nessuno sa niente, alla fine, o  tutto un fatto di opinioni e la mia conta quanto quella di chiunque altro. Quest'ultima giustificazione logica  particolarmente insidiosa. Se fosse vero che tutto  una questione di opinioni, allora la mia opinione avrebbe lo stesso valore di quella di un esperto, cancellando cos il concetto di competenza.

Secondo questa analisi nella societ americana esistono pareri contrastanti sugli intellettuali. Il rispetto che si prova nei loro confronti sembra andare a braccetto con il risentimento che suscitano.  un problema sociale che lascia perplessi e che riveste grande importanza, visto che ci troviamo sull'orlo di un'altra era buia in cui non solo si mette in discussione la nozione di competenza, ma anche tutti gli standard di razionalit, il che ha ovviamente conseguenze sociali importanti. Per esplorare la questione sembra sorprendente scegliere una serie televisiva che a prima vista pare affermare che pi si  stupidi e meglio , ma di fatto tra i molti fattori che I Simpson illustrano brillantemente della nostra societ vi  l'ambivalenza che gli americani provano nei confronti della competenza e della razionalit.[13]

Nei Simpson Homer  un classico esempio di stupido antintellettuale, come lo  suo figlio e la maggior parte dei suoi conoscenti, mentre la figlia Lisa  prointellettuale,  molto sveglia per la sua et,  intelligente e sofisticata, spesso si dimostra pi brillante di tutti coloro che la circondano e per queste sue doti viene presa in giro dai compagni e ignorata dagli adulti. Eppure il programma televisivo preferito di Lisa  lo stesso di suo fratello, uno stupido e violento cartone animato. A mio parere il modo in cui viene trattata Lisa nella serie esemplifica la relazione di amore e odio che la societ americana ha nei confronti degli intellettuali.[14] Prima di analizzare in che modo ci avviene, osserviamo il problema pi da vicino.

Autorit fallace e competenza reale

In qualsiasi corso introduttivo di logica si afferma che  ingannevole fare riferimento all'autorit, eppure le persone lo fanno spesso. In termini strettamente logici  un errore sostenere che una proposizione  vera perch cos ha detto il tale. Tuttavia i riferimenti all'autorit sono spesso utilizzati per mostrare che vi sono ottime ragioni per credere alla proposizione, anche se questo non implica una prova della sua verit. Come tutte le falsit rilevanti, il problema del riferimento all'autorit  che la si invoca spesso in modo non rilevante. In questioni prettamente soggettive come la scelta di una pizza o di una bevanda,  irrilevante invocare l'autorit di qualcun altro in quanto questi potrebbe non avere i miei stessi gusti.[15] In altri casi l'errore sta nell'assumere che, poich una persona  un'autorit in una certa materia, la sua competenza debba estendersi anche ad altre questioni.  il caso di una celebrit che d giudizi positivi su prodotti che non sono relativi al suo ambito di competenza. Per esempio, il giudizio positivo espresso da Troy McClure sulla birra Duff non  un valido riferimento all'autorit in quanto il fatto che sia un attore non lo rende un esperto di birra (e l'esperienza  diversa dalla competenza: anche Barney non  un esperto di birra). In altri casi il riferimento  fallace perch alcune questioni non possono essere affrontate facendo riferimento a esperti, non tanto perch siano soggettive ma perch sono imponderabili, come il futuro del progresso scientifico. Un classico esempio  l'affermazione di Einstein del 1932: Non esiste il bench minimo indizio che faccia pensare che l'energia [nucleare] diverr mai accessibile.[16]

Dopo avere espresso tanto scetticismo nei riguardi dei riferimenti all'autorit, vale la pena ricordare che alcune persone sanno, di fatto pi di altre, che in molti casi quando un'autorit ci dice qualcosa vi sono buone ragioni per crederle. Per esempio, siccome non ho una conoscenza diretta della battaglia di Maratona, devo fare affidamento su ci che mi viene detto da altri. In questo caso  preferibile che mi rivolga a uno storico dell'et classica piuttosto che a un fisico.[17]

Spesso ci che infastidisce  l'applicazione della sapienza, soprattutto rispetto a ideali morali o sociali. Pur riconoscendo la competenza di un esperto di guerre greco-romane, non  detto che lo si debba ritenere un'autorit in materia di politica internazionale contemporanea.[18] Si pu essere un esperto della teoria morale di Aristotele, ma ci non significa che si possa dire agli altri come vivere. Questa sorta di resistenza alla competenza deriva in parte dalla natura della democrazia. Il problema non  nuovo e fu gi trattato in passato da filosofi quali Platone. Visto che in una democrazia si d ascolto alle varie voci, viene da pensare che tutte le voci abbiano uguale valore. Le democrazie tendono ad autogiustificarsi grazie al confronto con le aristocrazie o con le oligarchie che sostituiscono o che combattono. In quelle societ elitarie alcuni pretendono di sapere pi degli altri, o di essere meglio di loro, mentre noi democratici riteniamo di essere tutti uguali. L'uguaglianza politica, tuttavia, non implica ovviamente che la mancanza di conoscenza da parte di alcuni si debba estendere a tutti. Pochi infatti pensano una cosa del genere riguardo ad abilit quali l'idraulica o la meccanica, e tuttavia molti ritengono che nessuno possa sapere meglio degli altri come vivere o come essere giusti. Nasce quindi una specie di relativismo: dal rifiuto delle lite, che in effetti non sono riuscite a proporre un'idea migliore di giustizia, al rifiuto di standard oggettivi su ci che  giusto e sbagliato.  giusto ci che io ritengo giusto, ci che  giusto per me. Oggi si tende a criticare le nozioni di oggettivit e di competenza anche nel mondo accademico. Si afferma che non esiste una storia vera, ma solo differenti interpretazioni della storia.[19] Non esistono interpretazioni corrette delle opere letterarie ma solo interpretazioni differenti.[20] C' anche chi sostiene che la scienza fisica si basi su valori e che non sia oggettiva.[21]

Tutti questi fattori contribuiscono a creare un clima in cui la nozione di competenza viene erosa, ma al contempo si notano tendenze contrarie. Se la competenza non esiste e tutte le opinioni hanno lo stesso valore, perch i talk show e i bestseller sono popolati da esperti di amore e angeli? Che senso ha guardare quei programmi o leggere quei libri? Perch mandiamo i nostri figli a scuola?  chiaro che la gente d un qualche valore alla nozione di competenza e che in molti casi si rivolge a essa per una guida. Sembra che in un certo senso alle persone piaccia sentirsi dire cosa fare. Alcuni critici della religione attribuiscono la sua influenza a questo bisogno psicologico, ma per averne una prova basta guardare alla politica. Le persone vedono negli uomini politici delle guide. C' un problema di disoccupazione, qualcuno sa cosa fare? Quell'uomo sarebbe un buon presidente perch sa come ridurre il crimine, la povert, come fare crescere meglio i nostri figli, e cos via. In questi contesti si nota chiaramente un'ambivalenza. Se il candidato Smith fa leva sulla sua competenza e sulla sua capacit di saper fare il suo lavoro, il candidato Jones lo accuser probabilmente di essere un elitario, un cervellone. Lo stesso paradosso si nota nelle dichiarazioni delle celebrit su questioni politiche, come se il fatto di essere un musicista o un attore di talento possa dare peso maggiore alla loro visione politica, mentre gli esperti di questioni politiche vengono derisi. Con quali opinioni hanno pi familiarit gli americani? Con quelle di Alec Baldwin e Charlton Heston o con quelle di John Rawls e Robert Nozick?

Oltre alla competenza politica, le persone invocano spesso, e in questo caso con meno ambivalenze, la competenza tecnologica. Sono in molti quelli che ammettono senza problemi la loro incompetenza in fatto di idraulica, meccanica e medicina e per fortuna lasciano tali compiti agli esperti. Proprio nella medicina si pu notare un'altra manifestazione dell'ambivalenza che ho in mente.  il caso della difesa della medicina alternativa o delle cure spirituali supportata da affermazioni quali: Cosa ne sanno i dottori?. Siamo di fronte a una versione popolare della tendenza che vi  nel mondo accademico a considerare le scienze caricate di valore e non oggettive. Tuttavia in questo caso non esiste un'idraulica alternativa o una meccanica spirituale e quindi la competenza di questi esperti viene di solito accettata. Il fai da te non rappresenta un controesempio, perch in quel caso lo scopo  assomigliare agli esperti e non negare che ne possano esistere. Inoltre, visto che gli idraulici e i meccanici non tendono a spacciarsi per esperti in campi diversi dal loro, come invece fanno i medici quando pretendono di essere degli esperti di etica,  meno probabile che vengano guardati con scetticismo.[22]

Dobbiamo ammirare Lisa o ridere di lei?

L'antintellettualismo americano  dunque dilagante ma non totalizzante. Come fa con molti altri aspetti della societ americana, la serie dei Simpson utilizza spesso questo tema per nutrire la sua satira. Nella famiglia Simpson solo Lisa pu essere considerata un'intellettuale, ma il modo in cui  descritta non  del tutto lusinghiero. Al contrario del padre, che  un ignorante impunito, Lisa ha spesso la risposta giusta al problema o  in grado di effettuare un'analisi attenta della situazione, per esempio quando denuncia la corruzione politica ne Il signor Lisa va a Washington o quando rinuncia al sogno di avere un pony in modo che Homer non debba fare tre lavori (Il pony di Lisa). Quando Lisa rivela cosa sta dietro al mito di Zebedia Springfield, molti continuano a non crederci, ma Homer dice: Hai sempre ragione su queste cose (Lisa l'iconoclasta). Ne Il triplice bypass di Homer Lisa d indicazioni al dottor Nick durante l'operazione al cuore di suo padre e cos facendo lo salva. Altre volte, tuttavia, il suo intellettualismo viene canzonato come se fosse troppo intelligente se non addirittura pedante. Per esempio, il suo vegetarianismo  dogmatico e contraddittorio (Lisa la vegetariana); utilizza Bart in un esperimento scientifico senza che lui lo sappia (Niente birra per Homer) evocando esempi della peggiore arroganza come l'infame studio Tuskegee;[23] e fa di tutto per entrare a far parte della squadra di football, ma poi si scopre che  pi interessata a fare un punto che a giocare (Bart star del football). Nonostante quindi la saggezza di Lisa sia a volte considerata degna di valore, in altre occasioni viene presentata come segno di ipocrisia o di accondiscendenza.

Una comune critica agli intellettuali  che non sono migliori degli altri. Questo attacco si basa sul fatto che se si riesce a dimostrare che il presunto saggio  in realt una persona normale, a quel punto non gli si deve alcuna riverenza: da qui l'espressione Ehi, infila nei pantaloni una gamba alla volta come facciamo tutti. L'implicazione di questo non sequitur  espressa nella seguente frase:  una persona normale come me e te, quindi perch dovremmo essere impressionati dalla sua presunta competenza?. Lisa ha molte delle manie dei suoi coetanei: si unisce a suo fratello, che non  di certo un intellettuale, nel fare baldoria mentre guardano il violento cartone animato Grattachecca e Fichetto; adora l'idolo giovanile Corey; gioca con l'analogo springfieldiano della Barbie, Malibu Stacy. Sono quindi molte le occasioni per non considerare Lisa migliore degli altri o veramente intelligente. Certo, si potrebbe sostenere che Lisa  giovane e che questi atteggiamenti sono tipici della sua et, ma visto che in molti altri casi  presentata come un prodigio, se non come una vera e propria saggia, la sua propensione per Grattachecca e Fichetto e Corey assume ancora pi significato. Lisa  descritta come l'incarnazione della logica e della saggezza, ma al contempo adora Corey e quindi non  migliore. Lisa  l'unica che rimane razionale quando la citt  convinta che sia stato trovato (per uno scherzo) lo scheletro di un angelo, ma quando lo scheletro sembra parlarle Lisa  spaventata quanto gli altri.

Il rapporto che Lisa ha con la bambola Malibu Stacy, descritto nell'episodio Lisa contro Malibu Stacy, contribuisce a evidenziare l'ambivalenza della societ nei riguardi del razionalismo. Poco a poco Lisa inizia a pensare che Malibu Stacy non rappresenti un modello positivo e quindi insiste, e d anche il proprio contributo, affinch sia creata una bambola che incoraggi le bambine a raggiungere degli obiettivi e diventare pi sagge. I produttori di Malibu Stacy contrattaccano fabbricando una nuova versione della loro bambola che va a ruba. Il fatto che la bambola meno intellettuale sia preferita all'altra dimostra come le idee ragionevoli vengono messe in secondo piano rispetto al divertimento e al seguire la massa. Questa controversia rispecchia molto quella che avviene nel mondo reale: Barbie  perennemente soggetta a critiche come quelle mosse da Lisa a Malibu, eppure la bambola rimane popolare e le critiche che gli intellettuali muovono ai giocattoli vengono spesso considerate elitarie.[24]

Filosofi re? D'oh!

Un esempio pi specifico di come la serie I Simpson rifletta l'ambivalenza verso gli intellettuali si trova nell'episodio Springfield utopia delle utopie.[25] Nell'episodio Lisa entra a far parte dell'associazione Mensa che gi conta tra i suoi membri il professor Frink, il dottor Hibbert e il tizio del negozio dei fumetti. Il gruppo inizia a svolgere le funzioni di sindaco di Springfield. Lisa esalta il ruolo degli intellettuali e sogna una vera utopia razionalista, ma molti dei programmi dei nuovi governanti alienano i cittadini della citt (tra cui naturalmente Homer, che si mette alla guida della schiera degli idioti).  semplice riconoscere nella serie di eventi descritti nell'episodio una satira dell'uomo comune troppo stupido per riconoscere il governo dei saggi, ma qui vi  molto di pi. Ci che viene attaccato  il concetto stesso di governo dei saggi: i membri della Mensa hanno idee buone (una viabilit pi razionale), ma anche idee ridicole (censura, rituali di accoppiamento ispirati a Star Trek). Inoltre, litigano tra di loro. Essi offrono una valida alternativa, soprattutto se paragonati al regime corrotto del sindaco Quimby o al regno dell'idiozia che Homer rappresenta, e le intenzioni di Lisa sono buone, ma non  possibile considerare questo episodio come un'inequivocabile difesa degli intellettuali, in quanto una delle tesi proposte  che gli schemi utopici elaborati da un'lite non sono stabili, sono inevitabilmente impopolari e a volte sono stupidi. Come afferma Paul Cantor, l'episodio sull'utopia d allora corpo alla strana commistione di intellettualismo e antintelettualismo tipica dei Simpson. La sfida di Lisa a Springfield insiste sulle limitazioni culturali dell'America provinciale, ma ci ricorda anche che il disdegno degli intellettuali per l'uomo comune pu andare troppo oltre e che la teoria pu facilmente perdere contatto con il senso comune.[26]

Bisogna ammettere che gli schemi utopici elaborati dalle lite tendono a essere mal concepiti, oppure che sono piani finalizzati all'assunzione del potere mascherati da bene comune. Ma tali schemi rappresentano l'unica alternativa alla gentaglia di Homer o all'oligarchia di Quimby? Gli artefici della costituzione degli Stati Uniti tentarono di unire princpi democratici (un congresso) con alcuni dei benefici di un governo d'lite non democratico (un senato, una corte suprema e una Bill of Rights). I risultati sono stati discordanti, ma rispetto ad altre alternative questo assetto sembra aver funzionato. L'ambivalenza che la nostra societ dimostra verso gli intellettuali  dovuta unicamente a questa tensione costituzionale? Certamente no. In parte  cos, ma tale ambivalenza manifesta principalmente profondi conflitti psicologici. Vogliamo avere una guida autorevole ma vogliamo anche essere autonomi. Non ci piace sentirci stupidi, eppure quando siamo sinceri capiamo di avere bisogno di imparare pi cose. Rispettiamo i risultati degli altri, ma a volte ci sentiamo minacciati e risentiti. Rispettiamo l'autorit quando ci fa comodo, mentre in altri casi professiamo il relativismo. Il noi qui  ovviamente una generalizzazione. Alcuni manifestano meno di altri questo conflitto (o in pochi casi non lo manifestano affatto), ma sembra una descrizione appropriata di una visione d'insieme della nostra societ.

Se l'ambivalenza della societ americana verso gli intellettuali  un fenomeno psicologico ben radicato,  improbabile che sparisca a breve. Tuttavia ci non significa che l'antintellettualismo vada incoraggiato. Coloro che desiderano salvare la repubblica dalla tirannia del professor Frink e del tizio del negozio dei fumetti devono escogitare un'azione che li contrasti ma non implichi un attacco indiscriminato all'ideale di sviluppo intellettuale. Chi difende l'uomo comune dovrebbe farlo senza sminuire le conquiste di coloro che sono istruiti. Un approccio del genere equivale a difendere il diritto di Homer di vivere da stupido criticando Lisa per la sua intelligenza,[27] e tale atteggiamento non incoraggia n lo sviluppo della nazione n quello dei singoli individui.

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L'importanza di Maggie: il valore del silenzio tra Oriente e Occidente

Eric Bronson

Nessuno ha mai preso in considerazione Maggie Simpson. E perch avrebbe dovuto farlo? Le prove indicavano uno come Smithers, l'ammiratore leccapiedi respinto pi volte di quanto uno possa sopportare. Oppure Homer Simpson, lo stupido ispettore alla sicurezza che una volta in uno scatto di rabbia ha buttato il suo capo fuori della finestra. Poteva essere stato chiunque.

Quando il signor Burns, il crudele proprietario della centrale nucleare, mette in atto il suo piano pi diabolico facendo in modo che il sole non splenda pi sull'innocente citt di Springfield, sono in molti ad avere dei motivi plausibili per sparargli. Ecco perch quando si sparge la voce che  ricoverato in ospedale in condizioni critiche, tutti a Springfield vogliono sapere con chi prendersela (o con chi complimentarsi, a seconda dei casi). Gli adulti, con i loro sguardi sfuggenti, hanno tutti alibi non convincenti e i bambini a scuola non esitano a incolparsi a vicenda. Alla fine il signor Burns riesce a riprendersi e a chiarire lui stesso la situazione.  stata la piccola Maggie Simpson a sparargli a bruciapelo e a farlo quasi fuori mentre lui sguazzava nei suoi bagordi (Chi ha sparato al sig. Burns? Parte II).

Maggie Simpson ha sparato al signor Burns. La neonata, ancora troppo piccola per camminare, non ha voluto che il suo lecca lecca cadesse nelle mani di un taccagno.  stata autodifesa? O un incidente? Dopotutto la pistola, che apparteneva al signor Burns,  finita nelle mani di Maggie per la disattenzione dell'uomo. Eppure l'episodio, diviso in due parti, termina con una domanda: che intenzioni aveva quella bambina dall'aspetto apparentemente innocente? Avrebbe potuto intenzionalmente commettere un tale crimine? La risposta, o meglio la mancanza di risposta, non  rassicurante. La macchina da presa stringe sulla bocca di Maggie, che a causa del ciuccio non riesce a dare alcuna spiegazione. Iniziano a scorrere i titoli di coda. La bambina cerca di parlare, ma non ci riesce. Sembra che non ci sar mai dato sapere perch Maggie abbia sparato all'uomo pi potente di Springfield. Non otterremo mai le risposte che vogliamo, a meno che, ovviamente, ci basti il suo tentativo di parlare.

Maggie  un'idiota?

Il mondo occidentale  da tempo affascinato dalla parola parlata. Talk show di grande successo come Oprah e The Jerry Springer Show sono esempi recenti, anche se non i migliori, che dimostrano quanto ci piaccia ascoltare la gente parlare di s. Pi il discorso va in profondit e pi siamo inclini a dare la nostra approvazione. Le parole parlate detengono un certo potere che pu velocemente spingere all'azione. Emily Dickinson, poetessa inglese dell'Ottocento, scrisse:

Alcuni dicono che, quando  detta, la parola muore.
Io dico invece che, proprio quel giorno, comincia a vivere.[28]

Quando le parole vengono dette e pronunciate in pubblico assumono significati inediti e aprono nuove strade al pensiero.

Perch prendiamo le parole tanto sul serio? Partendo dal filosofo greco Socrate, la filosofia occidentale ha considerato il confronto verbale come un mezzo per raggiungere le pi alte verit. Socrate non si stanc mai di confutare le tesi infondate dei suoi tempi. Le parole dovevano essere scelte e utilizzate accuratamente, in modo da far risplendere la luce della ragione. Socrate paragona spesso la filosofia alla musica: come quest'ultima, la filosofia ha la capacit di trasformare le anime degli ascoltatori. Quando nel Simposio di Platone Socrate termina la sua eloquente difesa dell'amore erotico, il valoroso guerriero dell'antica Grecia, Alcibiade, interviene dicendo: E non sei forse [Socrate] un suonatore di flauto? Anzi sei molto pi mirabile [di Marsia...].[29] E tu sei diverso da lui in questo, ossia che, senza usare strumenti, produci questo stesso effetto con le nude parole.[30] Le parole sono come la musica. I ragionamenti ben strutturati, espressi attraverso parole accuratamente scelte, ci toccano nel profondo quanto una sinfonia commovente o un trascinante ritmo di tamburo.

Maggie Simpson non parla. Nel Ventesimo secolo i filosofi interessati a definire il ruolo dell'uomo nell'universo hanno indagato la relazione tra parola e pensiero. Come pensiamo se non con le parole? Ludwig Wittgenstein scrisse: I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo.[31] Per coloro che hanno la fortuna di potere parlare liberamente, le parole sono inesorabilmente legate ai pensieri. Cosa mangio per colazione? Vado a lezione oggi? Perch si comporta cos da stupido? Ci poniamo continuamente domande del genere, ci ragioniamo e a seguito di questa valutazione arriviamo a delle conclusioni. Salter la colazione e andr a lezione. Visto che  uno stupido, non perder tempo con lui. Una volta raggiunte delle conclusioni ci prepariamo ad agire. L'intero processo del pensiero sembra essere intimamente collegato a un'infinita serie di parole.

Cosa succederebbe se le parole venissero a mancare? Che strumenti ci rimarrebbero per prendere anche le pi piccole decisioni? Cosa viene prima, il linguaggio o il pensiero? In Fratello, avresti da darmi due soldi il fratello di Homer, interpretato da Danny DeVito, inventa un dispositivo in grado di tradurre la lingua dei neonati. L'idea  che Maggie sia capace di pensare ma che non sia in grado di esprimere tali pensieri attraverso il linguaggio. Naturalmente i suoi pensieri non sono profondi, per esempio vuole mangiare cibo per cani, ma grazie a questo dispositivo il fratello di Homer diventa di nuovo ricco. E con ragione: un tale dispositivo potrebbe risolvere molti problemi filosofici sull'origine del linguaggio e sulla sua relazione con il processo del pensiero.

L'autobiografia di Jean-Paul Sartre, esistenzialista francese del Ventesimo secolo, si intitola Le parole. Secondo Sartre la vita di una persona  caratterizzata dalla sua interazione con gli altri e tale interazione viene principalmente stabilita attraverso le parole. Di conseguenza, per capire Sartre o qualsiasi altro essere umano bisogna esaminare le parole. Ne L'idiota della famiglia, un'opera in cinque volumi e pi di tremila pagine sulla vita e sull'epoca del romanziere francese Gustave Flaubert, Sartre mostra cosa succede quando vengono a mancare le parole. Questa biografia fu l'ultima grande opera filosofica di Sartre e rimase incompleta nonostante l'incredibile quantit di materiale scritto. In essa Sartre utilizza la sua psicologia esistenzialista per esaminare la vita del romanziere alla luce della sua infanzia. Secondo Sartre l'infanzia di Flaubert fu caratterizzata dal mutismo e dall'idiozia. Flaubert apprese tardi a parlare ed ebbe problemi di balbuzie che gli causarono un ritardo nel superamento della fase infantile. Di Flaubert Sartre scrisse: Restava per ore con un dito in bocca, con un'espressione sciocca: quel bambino tranquillo che reagisce a sproposito quando gli si parla, prova meno di chiunque altro il bisogno di parlare: le parole, come si dice, non gli vengono, n il desiderio di farne uso.[32] Secondo Sartre attraverso l'apprendimento della parola gli esseri umani si integrano per la prima volta nella societ. Sin dall'et di sei anni, Flaubert fu isolato a causa di un difetto di parola e in tal modo non fu in grado di esprimere le sue emozioni e le sue paure di bambino. La tesi di Sartre non  che Flaubert fosse un idiota - si sa che pi in l l'autore scrisse classici come Madame Bovary - ma che la vita che dedic allo scrivere sia stato un disperato tentativo di superare le sue inadeguatezze fanciullesche.

Secondo Sartre l'autostima deriva in parte dalle parole degli altri. Coloro che ci sono pi vicini hanno naturalmente pi voce in capitolo. Come la maggior parte dei bambini, Flaubert ebbe il primo contatto con il mondo attraverso i genitori. In superficie sembrava che con loro avesse una relazione affettuosa, ma Sartre osserva che un bambino ha bisogno di pi. Durante la crescita un bambino ha bisogno di sapere che la sua esistenza ha uno scopo e che  importante. I suoi progetti, per quanto piccoli, devono essere alimentati e criticati, esaminati e approvati attraverso un utilizzo affettuoso del linguaggio. In tal modo il bambino si forma delle basi e sa di non essere solo al mondo. Non si tratta qui di congetture afferma Sartre. Bisogna che un bambino abbia il mandato di vivere: i genitori sono i mandanti.[33] Un modo in cui un genitore pu rilasciare questo mandato  attraverso la comunicazione costante supportata da parole affettuose e azioni premurose. Sembra che i genitori di Flaubert non abbiano avuto queste attenzioni e quindi il futuro romanziere si sia chiuso in se stesso e abbia iniziato a parlare molto pi tardi degli altri suoi coetanei pi felici di lui.

Nonostante la fantasiosa Springfield sia tutt'altra cosa rispetto alla campagna francese (come Bart scopre nel suo sventurato studio all'estero in Crpes alle crpes, vino al vino), l'infanzia di Maggie ha qualche somiglianza con quella di Flaubert. Sartre racconta che la madre di Flaubert prest attenzione ai bisogni materiali del figlio ma non a quelli spirituali. Madame Flaubert  descritta come eccellente madre, ma non deliziosa; puntuale, zelante, abile. Nient'altro.[34] Che tipo di amore ha la madre di Maggie nei confronti della figlia? La risposta non  semplice. Di fatto sembra che Marge Simpson ami profondamente la figlia pi piccola, ma come quello di Madame Flaubert il suo amore  pratico e ha principalmente lo scopo di sfamare, lavare, vestire e rimboccare le coperte alla figlia. A volte sembra che Marge tratti l'aspirapolvere con la stessa cura che riserva ai figli. Nella sigla iniziale il cassiere del supermercato tira fuori Maggie dal carrello della spesa come se fosse un qualsiasi altro prodotto di cui battere il prezzo. Quando Marge, che non trova pi la figlia, scopre che  al sicuro in una delle borse della spesa si sente sollevata.  come se il suo ruolo di madre si esaurisse nel portare a casa la spesa e la figlia sana e salva.

Naturalmente se Maggie cresce con poca stima in se stessa non  tutta colpa di Marge. Homer non  certo il classico padre amorevole. Non ci si pu aspettare molto affetto da uno che canta preferisco bere una birra piuttosto che diventare padre dell'anno (Simpsoncalifragilistichespirali-d'oh-so).  vero,  Homer che convince il signor Burns ad accettare Larry, il figlio illegittimo (interpretato da Rodney Dangerfield in Burns Baby Burns), sostenendo che nonostante a volte i bambini siano odiosi e puzzolenti, possono sempre contare sull'amore dei loro padri. Ed  anche vero che Homer alla fine accetta l'esistenza di Maggie e sfodera nel suo ufficio varie foto di sua figlia (E con Maggie son tre), ma questi saltuari moti affettuosi non fanno di Homer il perfetto genitore di cui parla Sartre.

 illuminante che in Casa dolce casettina-uccia-ina-ina, un episodio in cui i Simpson perdono la custodia dei figli che vengono affidati agli onesti vicini, i Flanders, Maggie cambi grazie alle attenzioni che le vengono date.[35] Circondata da cure costanti e da un rinnovato interesse, alla silenziosa Maggie viene improvvisamente voglia di parlare e, con sorpresa di tutti, nell'auto di Ned Flanders dice la parola papa paparinolo. Poco prima i fratelli maggiori di Maggie avevano commentato il cambiamento positivo della sorella dopo che gli assistenti sociali l'avevano portata via dalla casa dei genitori.

Bart: Non abbiamo mai visto Maggie ridere cos tanto.

Lisa: Be', quand' stata l'ultima volta che pap le ha dato cos tante attenzioni?

Bart: Quando ha ingoiato un quarto di dollaro  stata con lei tutto il giorno.

In questo episodio viene dimostrata la tesi di Sartre: grazie all'amore e all'attenzione dei genitori un bambino inizia a esprimersi attraverso le parole, ma se queste cose vengono a mancare il bambino sprofonda nel silenzio e senza parole  probabile che non sviluppi molta autostima. Bambini del genere saranno anche considerati inferiori, ma come il signor Burns impara a sue spese, raramente apprezzano che si tocchi il loro lecca lecca.

Maggie  un'illuminata?

Maggie non parla, ma a differenza del Flaubert descritto da Sartre sembra avere un rudimentale processo di pensiero. Dopo tutto aiuta Bart e Lisa a sconfiggere la baby-sitter ladra in Sola, senza amore e arriva in loro soccorso quando il mostruoso Willie cerca vendetta in uno degli episodi speciali per Halloween (La paura fa novanta VI). Sembra avere anche degli sprazzi di genio quando suona casualmente La danza della fata dei confetti di Czajkovskij con il suo xilofono giocattolo (Un tram chiamato Marge). Tuttavia quello che le passa per la testa rimane un mistero perch non parla.

Lasciamo per un attimo l'Occidente. Nell'antica Cina raramente i filosofi hanno dimostrato il nostro entusiasmo per la parola parlata. Come dice il grande filosofo cinese Confucio, Ascolta ma stai in silenzio[36] o, come si afferma con pi forza nel Tao te Ching:

Chi parla [molto, mostra con ci che]  non conosce [il Principio].
Chi conosce [il Principio] non parla.[37]

In quasi tutta la tradizione orientale le parole vengono utilizzate per indicare il mistero della vita che rimane immerso nel silenzio. A differenza dei testi sacri occidentali, quelli orientali affermano da tempo che il mondo ha avuto origine dal silenzio. Nella Bhagavad-Gita, per esempio, il creatore del mondo  avvolto nel silenzio e nel misticismo. Di lui non si pu parlare n pu essere colto intellettualmente.

 un miracolo se qualcuno vede [lo Spirito], parimenti un miracolo se qualcun altro ne parla, un miracolo se un altro intende [la Parola che lo enuncia]; anche se la si  sentita enunciare, nessuno lo conosce.[38]

Anche le religioni occidentali hanno una loro interpretazione mistica dell'onnipotente, ma in nessuna filosofia il silenzio  tanto radicato come in quella orientale.

Essere illuminato, allora, significa tornare alle origini, liberarsi degli attaccamenti terreni e tornare all'infinita quiete della parola. Nella religione ind, e successivamente nelle sette buddhiste, la parola sanscrita Nirvana implica spesso un raffreddamento, un distacco dalle passioni. Le parole non fanno altro che distruggere questa pace interna. Ci attacchiamo troppo alle parole e parlando rischiamo facilmente di ignorare la grandezza e il mistero che sta dietro la vita. Secondo molte scuole di pensiero orientali l'infelicit terrena  causata da un eccesso di pensiero e di parole. La Bhagavad-Gita ci ricorda che fissando la mente nel S, non si pensi a nulla.[39] Non si tratta di abbandonare completamente il pensiero (a quel punto non avremmo bisogno di molti testi di filosofia) ma, come fanno in particolare i buddhisti, di distinguere il pensiero spontaneo dal pensiero ossessivo. Le parole sono utili, oltre a essere necessarie per trasmettere la conoscenza. I buddhisti zen le utilizzano per trasmettere la conoscenza tra insegnante e studente, ma sia gli ind sia i buddhisti comprendono il pericolo del discorso mal utilizzato. Le parole generano parole e queste portano a stress e ad ansia. L'illuminazione orientale spesso implica un collegamento mistico con il mondo naturale, e tale trasformazione avviene raramente attraverso le parole.

Secondo molte scuole orientali, per raggiungere l'illuminazione  necessario agire spontaneamente senza impantanarsi nelle sabbie mobili delle parole. In Occidente si tende a condurre una vita fatta di parole e non di azioni. In Da Tokyo con orrore Bart, in viaggio in Giappone, ha una temporanea illuminazione e Lisa riesce a fare un puzzle del Taj Mahal nonostante abbia tre anni (Il sassofono di Lisa), ma nessuno dei due pu essere seriamente considerato illuminato. Secondo questa linea di pensiero tutti i bambini potrebbero essere considerati illuminati, ma bisogna fare attenzione e distinguere tra pensieri non sviluppati e non-pensieri rigorosamente sviluppati. Sarvepalli Radhakrishnan, un famoso storico indiano, afferma: Osservando il silenzio, un uomo non diventa saggio se  stolto o ignorante.[40] Nel pensiero zen buddhista ci vogliono anni e anni di disciplina e di meditazione per raggiungere lo stato estatico dell'innocenza fanciullesca.

Il commissario Winchester rassicura i cittadini di Springfield che nessuna giuria condannerebbe Maggie per avere sparato al signor Burns (tranne in Texas) perch  troppo piccola. Probabilmente  anche troppo piccola per staccarsi adeguatamente dagli impegni terreni. Tuttavia i cittadini di Springfield hanno imparato una lezione importante: non  detto che un bambino che non parla non sia in grado di commettere un'azione grave. Se da un lato Maggie ha quasi ucciso il signor Burns, dall'altra in varie occasioni salva la situazione senza il peso delle parole. A volte il silenzio  segno di pensiero complesso e di intuizione profonda (anche se forse non  il caso di Maggie). Se lo praticassimo pi regolarmente vivremmo meglio e passeremmo sicuramente meno pomeriggi bloccati a scuola, a scrivere ripetutamente sulla lavagna o seduti nell'ufficio del preside Skinner.

Cosa ci pu insegnare Maggie?

Anche nella filosofia occidentale c' chi  fautore del silenzio. Dai primi mistici ebrei sino alla filosofia contemporanea di Wittgenstein si  discusso animatamente sulla necessit o meno di stare zitti. Negli Stati Uniti il Ventesimo secolo si  concluso con una moltitudine di messaggi contrastanti. Ci hanno detto di alzarci e di fare sentire la nostra voce ma anche che il silenzio  oro, sapere  potere ma anche nessuna nuova, buona nuova, esprimiti ma anche parlare costa poco. Raramente siamo stati pi indecisi se convenga o meno tenere la bocca chiusa.

Gi da un secolo la filosofia orientale si  fatta strada nel fertile humus intellettuale dell'Europa occidentale. Importanti filosofi tedeschi come Schopenhauer e Nietzsche studiarono l'Oriente inserendo nelle loro opere rimandi a quelle culture. Seguendo questa tradizione, nel 1930 il filosofo tedesco Martin Heidegger port ulteriormente alla ribalta la filosofia orientale in Occidente. Nonostante Heidegger faccia a pieno titolo parte della tradizione occidentale, la sua enfasi sul silenzio ha un sapore distintamente orientale. Secondo Heidegger il silenzio  essenziale per vivere un'esistenza autentica mentre il parlar vano  segno di un'esistenza non autentica. Heidegger pens di avere trovato un compromesso tra Occidente e Oriente rivolgendo la propria attenzione verbale solo alle questioni pi importanti riguardanti l'Esistenza e tacendo sulle altre.

Ovunque Heidegger fu acclamato come un grande pensatore che sapeva quando parlare e quando stare zitto. Alla fine degli anni trenta, tuttavia, la Germania aveva altro a cui pensare che alla teoria esistenziale. Adolf Hitler era arrivato al potere e la Seconda guerra mondiale sembrava ormai inevitabile. Tranne che in alcuni importanti momenti, Heidegger rimase in silenzio, fedele alla sua filosofia e non neg mai il suo iniziale supporto al nazionalsocialismo e al Terzo Reich. Quando i nazisti dichiararono guerra ai paesi confinanti, Heidegger si rifiut di fare sentire la propria voce e quando i suoi studenti e i suoi colleghi ebrei furono obbligati a lasciare l'universit, Heidegger non disse niente.

La storia condanner il silenzio di Heidegger e cos dovremmo fare anche noi. Dalla Seconda guerra mondiale abbiamo imparato che fare sentire la propria voce pu creare fraintendimenti e conflitti, ma rifiutarsi di parlare pu avere effetti di gran lunga peggiori. Il premio Nobel Elie Wiesel afferma spesso che il contrario dell'amore non  l'odio ma il silenzio. A questo punto sembra difficile decidere se preferire il silenzio orientale o le parole occidentali.

Ne Il matrimonio di Lisa quest'ultima intravede il suo futuro grazie all'aiuto di un'indovina. Sta per sposare l'uomo dei suoi sogni e quando Maggie, ormai cresciuta e con una voce stupenda, prende fiato per iniziare a cantare, Lisa annulla il matrimonio e Maggie chiude simbolicamente la bocca. Ancora una volta Maggie  stata messa a tacere da questioni familiari.

In un mondo in cui la burocrazia continua a crescere e vi  un sovraccarico di informazioni, anche noi corriamo il pericolo di essere messi a tacere. Nel mondo moderno, sia occidentale sia orientale, la difficolt  capire in che modo rispettare gli altri al fine di incoraggiare l'ascolto reciproco. Pi che essere tolleranti dobbiamo prestare attenzione, altrimenti ci saranno sempre pi persone come Maggie Simpson che si sentiranno messe al bando dalla societ e che si rivolgeranno a mezzi di comunicazione pi distruttivi. E nel mondo reale non ci si rimette in piedi tanto facilmente.

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La spinta morale di Marge

Gerald J. Erion e Joseph A. Zeccardi

Dal corrotto sindaco Diamond Joe Quimby e dall'incorreggibile recidivo Serpente a uomini di fede come il reverendo Lovejoy e Ned Flanders, gli estremi morali di Springfield sono collegati solo dagli svariati personaggi che popolano le sue strade. Bart ammette di non conoscere la differenza tra il bene e il male e contratta con il diavolo dandogli del tu, Homer intraprende un progetto egoistico dopo l'altro tentando addirittura di convincere Dio di come sia importante saltare la messa per guardare una partita di football e Flanders consulta le autorit religiose e le sacre scritture per superare i vari dilemmi che incontra, da quelli relativi alla morale e all'etica sino alla moda e ai cereali per la colazione.

Tra questi estremi etici Marge risalta come la pi stabile pietra di paragone della moralit. Per risolvere i suoi dilemmi morali, Marge lascia semplicemente che la ragione guidi la sua condotta verso un calibrato e ammirevole bilanciamento tra gli estremi.  diversa da Flanders perch questi fa tutto quello che viene comandato dalla religione indipendentemente dal fatto che gli sembri giusto. Marge  religiosa ma la sua coscienza ben sviluppata la porta solo a fare ci che qualsiasi persona retta e ragionevole farebbe, anche se contrasta con le direttive che riceve dalle autorit religiose. Queste osservazioni suggeriscono che la filosofia morale che sta alla base del comportamento di Marge abbia dei tratti in comune con quella del grande filosofo antico Aristotele. In questo saggio illustreremo l'etica aristotelica attraverso l'esame della vita di Marge a Springfield.

Con questo non intendiamo affermare che Marge sia una specie di paradigma aristotelico che applica costantemente e diligentemente la filosofia morale di Aristotele in qualsiasi situazione. Molte delle cose che dice e fa non sono per niente virtuose (da un punto di vista aristotelico).[41] Tuttavia l'analisi del carattere morale di Marge non pu derivare da azioni isolate ma dai suoi comportamenti generali. Di conseguenza, proprio come Barney Gumble rimane un alcolizzato nonostante alcuni rari momenti di seriet in A tutta birra..., i suoi successi artistici in Il Film Festival di Springfield e le sue esercitazioni astronautiche in Homer nello spazio profondo, il modello di comportamento generale di Marge pu servire come esempio per illustrare la filosofia morale di Aristotele.[42]

Virt e carattere

Mentre l'utilitarismo, la deontologia kantiana e altre filosofie morali moderne indagano le qualit che rendono giusta un'azione, gli antichi greci preferivano focalizzare la loro attenzione sui tratti del carattere che fanno s che una persona sia buona.[43] Aristotele ha fornito uno dei pi importanti contributi a questa tradizione con l'Etica Nicomachea. Oltre a compilare un lungo elenco di tratti virtuosi, in quest'opera Aristotele presenta una spiegazione sistematica di ogni virt considerata come giusto mezzo tra due estremi. Egli inoltre cerca di giustificare la vita della virt e propone anche dei suggerimenti a coloro che sono interessati a divenire pi virtuosi.

Data la concezione etica dell'antica Grecia, le virt aristoteliche sono tratti del carattere che aiutano una persona a essere buona. Esse non comprendono solo tendenze ad agire in modo virtuoso ma anche disposizioni nel provare alcuni sentimenti ed emozioni virtuose. Nell'Etica Nicomachea Aristotele propone il seguente elenco di virt: 1 coraggio; 2 temperanza; 3 generosit (soprattutto se su larga scala); 4 magnanimit; 5 mansuetudine; 6 amicizia; 7 onest; 8 intelligenza; 9 modestia.[44] Naturalmente questo elenco non  esaustivo e dopo Aristotele i filosofi hanno aggiunto altre virt. Ci nonostante  utile per capire quali tratti del carattere siano necessari secondo Aristotele per divenire una persona buona.

In Marge si trovano ottime illustrazioni dei tratti virtuosi di Aristotele. Prima di tutto  sicuramente una donna coraggiosa. Che si tratti di sgominare un mercato clandestino di jeans di imitazione nel garage della famiglia ne Il braccio violento della legge a Springfield, di scappare da una comune ne La gioia della setta, di alzarsi durante la lettura di un racconto di Poe ne La paura fa novanta, a Marge manca raramente il coraggio. La sua propensione verso la temperanza pervade la sua vita di tutti i giorni e la porta a fare la spesa da Safeway e da Ogdenville, due discount in Scene di lotte di classe a Springfield. Infine, il forte senso di onest di Marge costa alla famiglia Simpson milioni di dollari per le pratiche legali (Bart  investito da un'auto). In questi esempi e in molti altri Merge esibisce i tratti che Aristotele riteneva necessari per divenire una persona buona.

Mentre enumera le virt, Aristotele le descrive come giusto mezzo tra due estremi viziosi, uno per eccesso e uno per difetto.[45] Per esempio, il coraggio sta tra l'avventata temerariet e la viziosa vilt dimostrate da Homer. Allo stesso modo una persona che ha autocontrollo non cerca di soddisfare costantemente i propri desideri come fa Barney e neppure mostra indifferenza verso i piaceri fisici come fa Flanders, ma ha un comportamento che  il giusto mezzo tra i due. Le persone dotate della virt della generosit non danno agli altri indiscriminatamente, quindi non sono esageratamente generose come  a volte Homer, ma non sono neanche cos avare come di solito  il signor Burns. Le virt di Aristotele, quindi, vengono definite mettendole in relazione con i loro estremi viziosi.[46]

Allo stesso modo il vigilantismo anticrimine mostrato da Marge nel bloccare il traffico dei jeans ne Il braccio violento della legge a Springfield e la pericolosa fuga dalla comune dei Movimentariani ne La gioia della setta dimostrano che  una persona genuinamente coraggiosa, non una temeraria. Attraversa torrenti saltando sulle mandibole di alligatori tipo James Bond, ma si rifiuta di saltare dalla carrozzella a due ruote di Jimmy all'auto di famiglia mentre corrono all'impazzata attraverso Central Park ne La citt di New York contro Homer. Anche se  coraggiosa nelle situazioni che lo richiedono, non combatte tutte le battaglie che le si presentano. Quando sa che la forza bruta  inutile, utilizza varie tattiche come quella cosa con la mano (Sangue galeotto). Riconosce anche il valore della resistenza passiva dando supporto a Lisa quando boicotta la proiezione di Homer dell'incontro tra Watson e Tatum II (Homer contro Lisa e l'ottavo comandamento). Infine, quando Krusty cambia stile, cerca di superare la sua ultima tentazione e incita il pubblico a bruciare le banconote, Homer dice a Marge di dargli tutti i soldi che ha nel portafogli e lei invece di iniziare una discussione inutile e persa in partenza d i soldi a Lisa dicendole di correre a casa e di sotterrarli in giardino.

Per quanto riguarda la temperanza, con se stessa Marge tende a essere pi spartana che indulgente. Essendo la moglie di un uomo dimensionalmente confuso che si ritrova occasionalmente disoccupato o in prigione, Marge non ha molto denaro. Fa la spesa dove pensa di fare affari e si rifiuta di sperperare i soldi della famiglia comprando un nuovo paio di scarpe di cui sa di non avere bisogno, anche se poi si lamenta dicendo Se solo non possedessi gi un paio di scarpe ne La citt di New York contro Homer. Rimane inoltre shoccata dalla stravaganza dell'abitazione del signor Burns quando la famiglia dei Simpson va a badare alla casa in assenza dei padroni. In quell'occasione Marge nota che il macchinario che ogni mattina brucia il letto sfatto e ne estrae uno nuovo dal muro sembra uno spreco (Il castello in aria di Homer). Eppure non  spilorcia come Chuck Garabedian, seminarista del risparmio, che cerca di spendere poco facendo feste su yacht non costosi che puzzano di piscio di gatto con donne bellissime che prima erano uomini (Da Tokyo con orrore). Garabedian rappresenta la frugalit viziosa che Marge rifiuta, soprattutto dopo che del cibo deteriorato comprato in un negozio dove tutto viene venduto a trentatr centesimi fa s che Homer cada sul pavimento in preda alle convulsioni (implorando per di averne ancora un po').

Dato il reddito instabile dei Simpson, forse non  sorprendente che Marge esiti a donare i soldi della famiglia in beneficenza. Vieta anche a Lisa di sprecare un'eredit di cento dollari con una donazione alla televisione pubblica in Bart la spia. Ma, come scrive Aristotele, nulla infatti impedisce che sia generoso chi d di meno, se egli elargisce da sostanze minori[47] e Marge  generosa tanto quanto la condizione finanziaria instabile della sua famiglia glielo permette. Per dirne una, Marge si accerta sempre che Homer dia la giusta offerta in chiesa rimproverandolo quando tenta di rifilare un buono spesa Shaken'Bake da trenta centesimi (La fidanzatina di Bart). E quando le offerte della famiglia sono scarse, Marge dedica il proprio tempo, le proprie doti e altre risorse ai bisognosi. Si prende cura del Nonno e di Otto l'autista dell'autobus, aiuta Lisa a rendere lucide delle pietre (Il notturno di Bart), si offre volontaria per fare consulenza telefonica per la chiesa di Springfield (In Marge abbiamo fede) e fa una donazione per la campagna di raccolta del cibo (Homer definito).

Marge  moderata in tutto ci che fa, sia che si tratti di fare il genitore e la donna di casa sia di prendersi gioco dei genitali di Burns (Spennellando alla grande). Non  opprimente come Maude Flanders o Agnes Skinner, ma non  neanche permissiva come la signora Muntz o Luann Van Houten, divorziata di recente. Marge predica la moderazione a Homer invitandolo a mangiare maiale solo sei volte la settimana in Preside Azzurro. Proprio come Aristotele comprende l'importanza del giusto mezzo per una vita virtuosa, Marge agisce scegliendo un bilanciamento tra gli estremi viziosi.

Giustificazione della vita virtuosa

Nonostante la virt sia sfuggente, Aristotele crede che per chi la trova la ricompensa sia molto alta. Questo perch la virt  una componente essenziale di una vita di successo. Come afferma all'inizio dell'Etica Nicomachea, il fine ultimo della vita umana  la felicit. Vi sono molte altre cose che potremmo desiderare, come fama, soldi e braciole di maiale, ma le desideriamo perch crediamo che ci possano rendere felici. A volte ci sbagliamo, naturalmente, ma il succo  che il bene perfetto  ci che deve essere sempre scelto di per s e mai per qualcosa d'altro. Tali caratteristiche sembra presentare soprattutto la felicit; infatti noi la desideriamo sempre di per se stessa e mai per qualche altro fine.[48]

 importante fare una distinzione tra la nozione di felicit in Aristotele (il termine greco  eudaimonia) e il piacere (mmm... piacere). Aristotele non intende dire che il fine della vita umana sia la mera gratificazione fisica che Homer (da non confondere con Omero) cerca costantemente. Al contrario, egli ha in mente una felicit a pi lungo termine, una prosperit generale. Secondo Terence Irwin una traduzione migliore del termine greco eudaimonia  fare bene. Definendo questo tipo di felicit come il fine ultimo della vita umana, Aristotele afferma che le virt sono desiderabili perch promuovono la felicit a lungo termine di coloro che le possiedono. Se il vivere virtuosamente non ci garantisce di passarcela bene nella vita, tratti come la fiducia in se stessi, l'amicizia e l'onest aumentano le possibilit di successo. Di conseguenza si pu giustificare la vita virtuosa in quanto le virt promuovono il benessere delle persone che le possiedono.

Molti hanno frainteso la giustificazione della virt di Aristotele con un mero appello ai propri bisogni egoistici.[49] Aristotele comprese che l'uomo  un animale sociale e che la sua felicit a lungo termine dipende in gran parte dalla famiglia e dagli amici. Non possiamo raggiungere l'eudaimonia senza l'aiuto degli altri e quindi molte virt (generosit, amicizia e onest, per esempio) hanno valore proprio perch ci aiutano a coltivare legami profondi con parenti e amici, legami che sono indispensabili per vivere bene.

La felicit di Marge, come quella di tutti, ne  un esempio. Oltre alle sorelle, Patty e Selma (l'orribile duo), non ha amici stretti e, senza un lavoro regolare o un hobby che la tenga occupata, raramente la sua attenzione si rivolge a qualcuno di diverso da Bart, Lisa, Maggie e Homer. Ci che conta di pi per lei  il benessere di suo marito e dei suoi figli. Afferma: La sola cosa che mi inebria  l'amore per mio figlio e le mie figliuole.  l'unico sballo di cui ho bisogno (Casa dolce casettina-uccia-ina-ina).  quindi attraverso la felicit della sua famiglia che Marge raggiunge la propria eudaimonia. Semplici faccende casalinghe come fare il bucato, cucinare polpette a forma di pupazzi ne Il signor Lisa va a Washington e confezionare cinture per auto fatte in casa ne La citt di New York contro Homer non sono lavori ingrati per lei. Al contrario, la rendono felice perch contribuiscono al bene della famiglia a cui lei tiene tanto.[50] Marge non si sente pi utile quando a causa del nuovo lavoro di Homer alla Globex Corporation la famiglia si trasferisce in una casa automatizzata dove i lavori domestici vengono fatti da macchinari (Si trasloca solo due volte). Non sapendo pi come contribuire al bene della famiglia, Marge cade in depressione e si d all'alcol (anche se sempre con moderazione, tanto che non si rende necessario l'intervento di David Crosby). Vivendo la sua vita secondo le virt aristoteliche, Marge crea relazioni sociali forti che la rendono profondamente felice.

Coltivare la virt

Dato l'importante ruolo che le virt giocano nel promuovere l'eudaimonia, ci si potrebbe chiedere cosa si possa fare per rendere la vita pi virtuosa e quindi migliore. Secondo Aristotele  evidente che nessuna delle virt etiche sorge in noi per natura.[51] Tuttavia egli afferma che abbiamo un'abilit naturale nell'acquisire la virt attraverso l'abitudine: Compiendo cose giuste diventiamo giusti, compiendo cose moderate, diventiamo moderati, facendo cose coraggiose, coraggiosi.[52]

Astenendoci dai piaceri diventiamo moderati e soprattutto quando siamo diventati tali siamo in grado di astenerci da essi. Parimenti accade anche a proposito del coraggio: infatti, abituandoci a disprezzare i pericoli e ad affrontarli, diventiamo coraggiosi, e soprattutto quando siamo diventati tali siamo in grado di sopportare i pericoli.[53]

Le persone virtuose possono quindi rappresentare importanti modelli per il nostro sviluppo morale. Scegliendo di fare le stesse cose che fanno tali persone, possiamo divenire pi virtuosi e dopo un po' potremmo anche imparare a sentire dentro di noi la spinta virtuosa che sentono coloro che agiscono in un certo modo perch riconoscono il valore dell'essere virtuosi.

Anche Marge sa quanto sia importante il suo modello per lo sviluppo morale dei suoi figli. Ha molta influenza su Lisa e approfitta di ogni opportunit per aumentare in lei la consapevolezza di ci che  giusto e sbagliato. Quando Homer decide di guardare illegalmente la tv via cavo in Homer contro Lisa e l'ottavo comandamento, Marge supporta la protesta di Lisa con della limonata e le dice: Quando ami qualcuno devi avere fiducia che alla fine far la cosa giusta. Ne Il vecchio e Lisa Marge incoraggia Lisa ad ascoltare la propria coscienza quando affronta il dilemma morale causato dal guadagno di svariati milioni di dollari grazie all'impianto di riciclaggio di animali che ha convinto il signor Burns a costruire. Lisa, fai quello che ti dice la coscienza le dice. L'effetto dell'influenza morale di Marge su Lisa  descritto molto bene nello scambio di battute che hanno nella taverna di Moe in L'ultima tentazione di Homer:

Marge: Lisa, questi sono tutti i soldi che ho. Prendili e sotterrali in giardino.

Lisa: Ti voglio bene, mamma.

L'influenza di Marge ha effetto anche sullo sviluppo morale pi lento e pi disordinato di Bart. Per esempio ne Il ragazzo che sapeva troppo dice a Bart di ascoltare il suo cuore e non le voci che ha in testa quando  indeciso se testimoniare al processo per l'aggressione di Freddy Quimby e quindi rischiare di essere punito per avere marinato la scuola.[54] Come Aristotele, Marge sa cosa si deve fare per coltivare le virt in coloro che non sono ancora in grado di apprezzare il loro valore.

L'opposizione di Marge alla teoria del comando divino

Molti credono che le questioni etiche possano essere risolte solo facendo riferimento alla religione, e quindi si rivolgono a pastori, preti, rabbini e altri capi religiosi come se fossero esperti di morale in grado di risolvere problemi etici. Spesso i comitati etici di istituzioni o di governi sono composti da rappresentati delle principali religioni e alcuni sostengono che promuovendo la preghiera a scuola, appendendo nelle aule i Dieci Comandamenti o insegnando il creazionismo religioso durante le lezioni di scienza si possano eliminare problemi sociali come l'abuso di sostante psicoattive e la violenza nelle scuole.

A Springfield Ned Flanders rappresenta un modo (se non l'unico) di capire l'influenza che la religione ha sull'etica.[55] Ned sembra essere quello che i filosofi chiamano un teorico del comando divino in quanto crede che la moralit sia una semplice funzione del comando divino. Secondo Ned moralmente giusto significa comandato da Dio e moralmente sbagliato significa semplicemente vietato da Dio.[56] Di conseguenza Ned consulta il reverendo Lovejoy o prega direttamente Dio per risolvere i dilemmi morali che gli si presentano. Per esempio, chiede il permesso del reverendo di giocare a bandiera con Rod e Todd durante il giorno del riposo (Il re delle montagne). Lovejoy gli risponde Gioca e basta. Ned telefona al reverendo Lovejoy mentre questi si trova nel seminterrato a giocare con i suoi trenini e gli chiede se  il caso di battezzare i suoi nuovi figli adottivi, Bart, Lisa e Maggie in Casa dolce casettina-uccia-ina-ina[57] (questo spinge Lovejoy a chiedergli Ned, hai mai preso in considerazione qualcuna della altre grandi religioni? Sai, pi o meno sono la stessa cosa). E quando un uragano distrugge la sua casa ma lascia intatte tutte le altre case di Springfield in Uragano Neddy, Ned cerca di ottenere una spiegazione da Dio confessando Ho fatto tutto quello che dice la Bibbia, anche quello che si contraddice. Ned sembra convinto di trovare le soluzioni ai problemi morali non pensando con la sua testa ma consultando il comando divino appropriato. La sua fede  tanto cieca quanto incompleta ed egli vive lasciandosi guidare da una morale in cui i dilemmi etici sono prerisolti.

In questo contesto sembra che le credenze religiose di Marge abbiano poca influenza sulle decisioni che prende. Indubbiamente crede in Dio, prega per evitare l'apparente distruzione di Springfield (in La cometa di Bart e Lisa la scettica) e quando Homer decide di non andare pi in chiesa, lo mette in guardia dicendo: Non costringermi a scegliere tra il mio uomo e il mio Dio perch non puoi vincere (Homer l'eretico). Chiede anche al reverendo Lovejoy di aiutare il suo matrimonio in due occasioni (La guerra dei Simpson e I segreti di un matrimonio felice). Ci nonostante, le decisioni morali che Marge prende tutti i giorni sono dettate pi dalla sua coscienza che dalla sua fede religiosa e non ha difficolt a rifiutare i giudizi morali ufficiali pronunciati dalla chiesa che Flanders non rifiuterebbe mai. Per esempio, invece di unirsi alle famiglie di Lovejoy e Flanders per protestare contro l'esibizione della statua nuda del David di Michelangelo, Marge difende la magnifica opera d'arte nel telegiornale di Kent Brockman (Grattachecca e Fichetto e Marge). Si rifiuta di guidare e di sostenere la protesta perch pensa che la nudit non sia necessariamente negativa o immorale mentre Helen Lovejoy non sa fare altro che gridarle contro la sua solita frase preconfezionata: Qualcuno vuole pensare ai bambini?. Critica anche il servizio di consulenza della parrocchia e ne crea uno proprio che viene elogiato dagli abitanti di Springfield in Marge abbiamo fede:

Moe: Ho perso la voglia di vivere.

Marge:  ridicolo, Moe. Hai molto per cui vale la pena di vivere.

Moe: Davvero? Non  quello che mi ha detto il reverendo Lovejoy. Wow, sei brava. Grazie.

Gli standard etici di Marge sono quindi indipendenti da quelli predicati dalle pi importanti autorit religiose di Springfield.

Molti filosofi morali, anche credenti, condividono i dubbi di Marge sulla teoria del comando divino.[58] Il grande filosofo greco Platone (il maestro di Aristotele nell'Accademia di Atene) ha avuto un ruolo importante in questa tradizione. Nel dialogo Eutifrone Platone fa notare che la moralit diventerebbe del tutto arbitraria se la teoria del comando divino fosse vera. A quel punto Dio potrebbe comandarci di fare qualsiasi azione e il fatto che sia Lui stesso a comandarcela la renderebbe moralmente giusta. Questa critica prosegue dicendo che sembra assurdo asserire che il mero comando di Dio possa fare accettare omicidi di massa o violenze sessuali quindi la teoria del comando divino deve essere difettosa. La filosofia morale non ha inizio con l'osservazione che i comandi di Dio rendono un'azione giusta ma con il chiedersi quali qualit rendano giusta un'azione e quindi (forse) degna del favore divino. In ogni caso la critica di Platone ha portato molti filosofi morali a indagare maggiormente queste questioni etiche. Se questi pensatori hanno ragione, allora la moralit pu essere analizzata e capita indipendentemente dalla religione.

Conclusione: Fai quello che farei io

Marge  l'aristotelica modello? No, come tutto il cast dei Simpson, non si riesce mai a definirla fino in fondo.  sempre pronta a offrire una battuta per Homer o Bart anche se sembra che non c'entri niente con lei. Tutti i personaggi dei Simpson sono pieni di contraddizioni proprio per la natura della serie. Come dice Burns in Squadra Homer, ho avuto uno dei miei soliti mutamenti di umore. Tuttavia Marge segue la ricetta aristotelica della felicit e della vita morale, e con grande successo. Il bene che cerca di fare quando prende le decisioni (morali o di qualsiasi genere)  il bene della sua famiglia e quindi il suo. Non prende tali decisioni perch spera che vengano contraccambiate, ma perch vengono contraccambiate per loro natura, il loro bene  anche il suo. In Marge notiamo che le virt morali aristoteliche possono essere applicate con successo non solo in teoria, nelle torri d'avorio del mondo accademico, ma anche nella pratica, nel mondo quotidiano di un cartone animato. Non si pu negare che Marge sia dotata di coraggio, di onest, di temperanza e di altre virt e neanche che da queste le derivi la felicit. A Marge piace essere coraggiosa, onesta e temperata perch queste qualit l'aiutano ad aiutare la sua famiglia. La sua felicit giustifica la sua vita di virt aristotelica e dimostra che le persone (o i cartoni animati) possono vivere moralmente indipendentemente dal loro credo religioso.

Come molte persone d'oggi, quindi, Marge pu essere descritta come un'aristotelica di sfumatura cristiana. Queste persone credono nel messaggio di pace sulla terra e di buona volont verso gli uomini ma trascurano molte delle regole morali, delle linee guida sanitarie e dei rigidi requisiti dietetici contenuti nella Bibbia. Invece di seguire tutte le regole benintenzionate che non funzionano nella vita reale come fa Flanders, le persone come Marge possono essere a favore della pena capitale e dell'aborto e possono sedersi comodamente in chiesa la domenica con la consapevolezza che le loro decisioni etiche si basano sulla ragione e sulla coscienza, non solo sulla fede cieca. In effetti, Marge  pi interessata a essere una buona persona che a essere una buona cristiana.

5

Cos parl Bart: Nietzsche e le virt

della cattiveria

Mark T. Conard

Per il momento la commedia dell'esistenza non  ancora divenuta cosciente di se stessa - per il momento continua a esserci il tempo della tragedia, il tempo delle morali e delle religioni.[59]

F. NIETZSCHE

Jessica: Sei cattivo, Bartolino.

Bart: Non lo sono. Sono...

Jessica: S che lo sei. Sei cattivo e a me piace.

Bart: Sono cattivo fino all'osso, pupa.

(in La fidanzatina di Bart)

Brave ragazze e cattivi ragazzi

Conoscete i fatti: ha tagliato la testa della statua di Zebedia Springfield; ha ridotto in cenere l'albero di Natale della famiglia; ha taccheggiato una copia di Tempesta d'ossa; ha imbrogliato su un test di intelligenza ed  finito in una scuola per geni; ha preso in giro l'intera citt dandole a credere che un ragazzino era intrappolato in un pozzo, e cos via. Bart Simpson non  un amabile bricconcello che sembra sempre finire nei guai, non  un ribelle dal cuore d'oro.  un arguto delinquente, un ragazzaccio in pantaloni blu chiaro, un guastatore, uno dei tirapiedi di Satana... se credete a questo genere di cose.

Probabilmente pensate che sia sua sorella Lisa quella virtuosa.  intelligente, talentuosa, molto logica, razionale, sensibile. Ha dei princpi. Combatte l'ingiustizia l dove la vede.  vegetariana perch crede ai diritti degli animali; resiste agli eccessi di avidit del signor Burns; e mostra amore e compassione per i suoi amici e per i membri della sua famiglia, e a dire il vero per tutti i meno fortunati.  la ragazzina che amiamo amare. Probabilmente penserete che sia l'unico personaggio ammirevole della trasmissione.

Ora, lasciate che vi racconti di un altro ragazzaccio, il ragazzaccio della filosofia... Cosa? Non pensavate che in filosofia ci fossero dei ragazzacci? Si chiamava Friedrich Nietzsche e, dal punto di vista filosofico,  il massimo della cattiveria, cari miei. Pure lui era una specie di arguto delinquente filosofico. Ha sfidato l'autorit ed era un guastatore. Era anche un tirapiedi di Satana? Be', ha scritto un libro intitolato L'anticristo... Sembra che odiasse tutto, ogni ideale che la maggior parte delle persone ha caro e ama. Anzi, questi ideali li abbatteva mostrando con intelligenza come si interconnettevano con le cose che queste stesse persone odiavano. Ha criticato la religione e si  fatto beffe della misericordia. Ha dichiarato che Socrate era un buffone che si prendeva troppo sul serio. Ha definito Kant un decadente, Cartesio un superficiale e John Stuart Mill un cretino! Nel suo Cos parl Zarathustra ha scelleratamente scritto che, se state andando da una donna, non dimenticatevi la frusta.[60]

Ora, anche se ha rifiutato l'ideale tradizionale della cosiddetta persona buona, della persona compassionevole e religiosamente virtuosa, e anzi ne ha riso apertamente, Nietzsche ha creato un ideale suo proprio: il libero spirito; la persona che rifiuta la moralit e le virt tradizionali; la persona che abbraccia il caos del mondo e che conferisce stile al suo carattere.

Potrebbe forse darsi che dal punto di vista di Nietzsche si stia ammirando il personaggio sbagliato? Lisa Simpson non  forse parte di ci che Nietzsche chiama stanchezza dell'insulto al mondo, decadenza, moralit dello schiavo, risentimento? Certo,  divertente fare i cattivi, ma in ci non potrebbe esservi anche qualcosa di salutare e di vitale, qualcosa di filosoficamente importante? Alla fine, non potrebbe essere proprio Bart Simpson l'incarnazione dell'ideale nietzschiano?

La nascita del comico: l'apparenza contro la realt

Per rispondere a queste domande, dobbiamo capire perch Nietzsche  il ragazzaccio dei filosofi e perch ha esaltato le virt del tradurre tutto ci, per cos dire, in azione.

Nelle sue primissime opere Nietzsche era stato molto influenzato dal filosofo Arthur Schopenhauer, che era uomo particolarmente poco divertente. Per esempio,  leggenda come una volta abbia sbattuto una vecchia signora gi per una rampa di scale. Tra tante altre tesi, Schopenhauer ha proposto una particolare versione della divisione tra apparenza e realt. Secondo lui il mondo cos come noi ne abbiamo esperienza, fatto di cose, persone, alberi, cani e Squishy,  solo una specie di apparenza superficiale, o, nei suoi termini, una rappresentazione. La vera natura del mondo, da lui definita volont, si trova sotto, o dietro, tale rappresentazione. La volont  una forza cieca, incessante e incalzante, la stessa che troviamo in noi stessi, per esempio sotto forma di istinto sessuale o sotto forma di spinta verso la birra Duff. Siccome la volont  uno sforzo senza fine, i desideri si saziano ma risorgono costantemente. Bevete una (o dieci) Duff, vi ubriacate e il vostro desiderio per il momento  soddisfatto. Ma domani il desiderio sorge di nuovo. Ebbene, Schopenhauer pensa che desiderare e vedere frustrati i propri desideri sia una sofferenza e poich non c' fine ultimo al desiderio, non c' soddisfazione definitiva, la vita  perpetua sofferenza.

Nel suo primo libro, La nascita della tragedia, Nietzsche adotta con chiarezza questa tesi schopenhaueriana sulla distinzione tra apparenza e realt, tra volont e rappresentazione, ma, con una soluzione molto interessante, personifica il termine volont, lo tratta come se fosse un agente consapevole, e si riferisce a esso come se fosse l'uno originario.[61] Ebbene, il termine estetica, che ha a che fare con lo studio dell'arte e della bellezza, deriva dalla parola greca aisteikos, che si riferisce alla qualit percettiva, o apparenza, delle cose. Poich il mondo come rappresentazione, il mondo che ogni giorno sperimentiamo attorno a noi,  un'apparenza, in questa sua prima opera Nietzsche parla di questo mondo come se fosse una specie di creazione artistica di questo uno originario personificato che si trova al cuore delle cose: Di noi stessi possiamo piuttosto supporre di essere, per il vero creatore di esso, immagini e proiezioni artistiche, e di trovare la nostra pi alta dignit nel senso di opere d'arte - giacch solo come fenomeni estetici l'esistenza e il mondo sono eternamente giustificati.[62] Il vero autore  ovviamente l'uno originario, ma, continuando nell'antropomorfismo, perch proietta noi e il resto del mondo, perch fa arte? Secondo Nietzsche

l'uno originario, in quanto eternamente soffre ed  pieno di contraddizioni, ha [...] bisogno, per liberarsi continuamente, della visione estasiante, della gioiosa illusione: illusione che noi, completamente dominati da essa e di essa consistenti, siamo costretti a sentire come ci che veramente non , ossia come un continuo divenire nel tempo, nello spazio e nella causalit, in altre parole come causalit empirica.[63]

Il mondo per come lo conosciamo noi, il mondo di tutti i giorni, il mondo come rappresentazione,  mera illusione, il vero non esistente. E al suo cuore la realt  tanto orribile - una volont incessante, cieca, incalzante, in definitiva senza scopo e quindi inappagabile - che guardarvi dentro, capire la vera natura dell'esistenza,  debilitante. Anche di pi, la maledizione degli esseri umani sta nell'essere (capaci di essere) consapevoli di tale situazione, nel capire la natura del mondo e nel volerla raddrizzare. Ma ci  naturalmente impossibile. Afferma Nietzsche: Nella consapevolezza di una verit ormai contemplata, l'uomo vede ora dappertutto soltanto l'atrocit o l'assurdit dell'essere.[64]

Secondo Nietzsche l'arte, e solo l'arte,  la nostra grazia salvifica:

Ed ecco, in questo estremo pericolo della volont, si avvicina, come maga che salva e risana, l'arte; soltanto lei  capace di volgere quei pensieri di disgusto per l'atrocit o l'assurdit dell'esistenza in rappresentazione con cui si possa vivere: queste sono il sublime come repressione artistica dell'atrocit e il comico come sfogo artistico del disgusto per l'assurdo.[65]

Sia noi sia, allo stesso modo, l'uno originario, avendo afferrato la caotica e insensata natura delle cose, abbiamo entrambi bisogno della visione estasiante e della gioiosa illusione. Ne abbiamo bisogno realmente, soltanto per sopravvivere.

La nascita della tragedia riguarda il modo in cui gli antichi greci hanno affrontato l'orrore e l'assurdit dell'esistenza: per mezzo dell'arte, in particolare della tragedia attica, sono stati capaci di vincere l'orribile verit e di trovare redenzione. Secondo Nietzsche  questo il modo onesto e salutare di far fronte al caos e all'insensatezza dell'esistenza. Ma ci sono anche modi non salubri e disonesti. Consistono principalmente nel negare la mancanza di senso, l'assurdit, il caos, l'orrore, voltandogli le spalle, mentendo a se stessi e agli altri sulla natura della realt. A parere di Nietzsche nell'antica Grecia questa insania e questa disonest hanno preso corpo nella persona di Socrate: abbiamo cos

una profonda idea illusoria, che venne al mondo per la prima volta nella persona di Socrate, ossia quell'incrollabile fede che il pensiero giunga, seguendo il filo conduttore della causalit, fin nei pi profondi abissi dell'essere, e che il pensiero sia in grado non solo di conoscere, ma addirittura di correggere l'essere.[66]

Invece di riconoscere il vero carattere del mondo e imparare ad affrontare il caos, Socrate ritenne che il pensiero fosse capace non solo di cogliere e comprendere il mondo, ma anche di renderlo stabile. Prosegue Nietzsche:

Socrate  il prototipo dell'ottimista teorico che, con la menzionata fede nell'attingibilit della natura delle cose, concede al sapere e alla conoscenza la forza di una medicina universale e vede nell'errore il male in s.[67]

Tutti noi sappiamo che Socrate era la persona pi razionale del mondo. La ragione non  solo la nostra guida alla comprensione del mondo, ci ha detto, ma  anche la chiave alla vita buona. Il male  la sola ignoranza. Per Nietzsche, in questa sua prima opera, ci  un grande errore,  un sintomo di degenerazione e debolezza,  una menzogna che diciamo a noi stessi perch siamo troppo deboli per affrontare la realt.

 chiaro che se il nostro mondo  caotico, assurdo e privo di senso, quello dei Simpson lo  anche di pi. Pensate alle follie di cui siamo testimoni, episodio dopo episodio. Jasper scambia le pillole del venerd per quelle del mercoled e immediatamente diventa una specie di lupo mannaro. Il signor Burns ha contemporaneamente settantadue e centoquattro anni. Maggie riesce a sparare al signor Burns. La zia Selma trova mariti su mariti. Marge e il commissario Winchester hanno i capelli della stessa sfumatura di blu. Nessuno invecchia.

Il punto che voglio sottolineare qui  che a Springfield, la citt che non fa parte di uno Stato, Lisa interpreta il ruolo di Socrate, dell'ottimista teorico. Nonostante si confronti con il mondo caotico e assurdo che la circonda, persiste nel credere che la ragione non possa aiutarla solo a comprenderlo ma anche a correggerlo. Tenta di difendere i diritti animali. Cerca di curare il signor Burns dalla sua avidit e Homer dalla sua ignoranza. Tenta anche di forgiare il carattere di Bart e di insegnargli a essere virtuoso. Usa carte colorate per tentare di insegnare a Maggie parole come credenza, anche se Maggie non parla. Settimana dopo settimana si sforza di penetrare le abissali nuvole scure dell'assurdit e dell'insensatezza, del vizio e dell'ignoranza, per mezzo del suo intelletto affilato come un rasoio e della sua ragione. Ma, ahim, nulla cambia davvero. Il signor Burns resta avido, Homer ignorante, Bart cattivo e Springfield nel suo complesso assurda. Di conseguenza, dal punto di vista nietzschiano per Lisa la situazione si rovescia. Tutte le caratteristiche e virt per le quali la ammiriamo e la lodiamo potrebbero di fatto non essere altro che sintomi della malattia socratica, di una debolezza iperrazionale, di una fuga dalla realt verso l'illusione e l'autoinganno.

Ma anche se tutto questo fosse vero, se fosse questo il modo in cui dovremmo considerare Lisa, ci non significherebbe automaticamente che Bart il ribelle, il guastatore, il simulatore dei rumori di scoreggia, l'incubo degli insegnanti della domenica e delle babysitter, debba essere ammirato.

La vita come arte, o per lo meno come cartone animato

Immediatamente dopo La nascita della tragedia Nietzsche ha abbandonato ogni forma di dualismo e ha rigettato la divisione tra rappresentazione e volont, tra apparenza e realt. In questa nuova prospettiva, Nietzsche sostiene che c' solo il flusso caotico, che tale flusso  la sola realt: Le ragioni per le quali questo' mondo  stato definito apparente ne attestano piuttosto la realt. In altre parole, secondo Nietzsche, il fatto che il mondo muti, che sia in flusso, significa che  reale: Una specie diversa di realt  assolutamente indimostrabile.[68]

E allora perch abbiamo mai creduto che ci fosse qualcosa dietro ci che sperimentiamo, dietro questo mondo, perch abbiamo mai pensato di dover fare una distinzione tra l'apparenza e la realt? Tra le ragioni principali, ci dice Nietzsche, abbiamo la struttura del linguaggio. Vediamo compiere atti e azioni (vale a dire, sperimentiamo fenomeni nel caotico mondo attorno a noi) e l'unico modo di dare senso a queste azioni e a questi fenomeni, di comprenderli,  di proiettare alle loro spalle, tramite il linguaggio, un qualche soggetto stabile che  loro causa (io corro; tu strilli; Nelson picchia). Siccome n il pensiero n il linguaggio possono descrivere o rappresentare un mondo in flusso,  necessario parlare come se ci fossero cose stabili che hanno delle qualit e soggetti stabili che causano azioni. Dopo di che, questo limite del pensiero e del linguaggio viene proiettato sul mondo. E cos cominciamo davvero a credere nell'unit, nella sostanza, nell'identit, nella permanenza (in una parola, nell'essere). Nietzsche afferma che

[...] il volgo separa il fulmine dal suo bagliore e ritiene quest'ultimo un fare, una produzione di un soggetto [...]. Ma un tale sostrato non esiste: non esiste alcun essere al di sotto del fare, dell'agire, del divenire; colui che fa non  che fittiziamente aggiunto al fare - il fare  tutto. Il volgo, in fondo, duplica il fare; allorch vede il fulmine mandare un lampo, questo  un far-fare: pone lo stesso evento prima come causa, e poi ancora una volta come effetto di essa.[69]

Noi diciamo fulmine che lampeggia, ma si tratta davvero di due cose, il fulmine e il lampo? Evidentemente no. Ma questo sembra essere l'unico modo in cui riusciamo a comprendere ed esprimere le cose. Per esprimere ci che sperimentiamo dobbiamo usare un soggetto, fulmine, e un verbo, lampeggia. Ma nel farlo spingiamo noi stessi, con un inganno, a credere che ci sia una qualche cosa stabile dietro l'azione, che di fatto la causa. Vale a dire, poich la distinzione soggetto/predicato  incorporata nel nostro linguaggio giungiamo a credere che ci rifletta in modo adeguato la struttura della realt. Ma si tratta di un errore. Diciamo Homer mangia, Homer beve, Homer rutta, ma in verit non c' nulla che possa essere chiamato Homer dietro il cibarsi, il bere e il ruttare. Non c' essere dietro il fare. Homer  solo la somma delle sue azioni e nulla di pi.

Questa distinzione tra colui che fa e ci che viene fatto, pietrificata nel nostro linguaggio,  alle origini della scissione tra apparenza e realt, ci racconta Nietzsche, e viene trasformata, per esempio da Platone, nella dicotomia forme/accidenti, da Schopenhauer nella separazione volont/rappresentazione e dai cristiani nella divisione tra cielo e terra, e tra Dio e uomo: Temo che non ci sbarazzeremo di Dio perch crediamo ancora nella grammatica.[70]

Prima di procedere alla discussione del rovesciamento nietzschiano del tradizionalmente buono e del tradizionalmente cattivo, intendo sottolineare che, nonostante la televisione non fosse ancora stata inventata ai tempi di Nietzsche, e nonostante i cartoni animati fossero tra le cose meno presenti nella sua mente, un cartone come I Simpson pu essere l'incarnazione perfetta (oppure la metafora perfetta) dell'intuizione nietzschiana sulla finzione relativa all'assorbimento del colui che fa in ci che viene fatto. Ovvero, in una trasmissione come I Simpson non c' davvero nulla dietro ci che viene fatto. C' esattamente quello che si vede. Homer, Bart, Lisa, Marge e Maggie non sono davvero altro che la somma delle loro azioni. Non c' sostanza, non c' ego, non c' essere dietro i fenomeni, che funzioni da loro causa. Ovviamente un cartone animato  puramente fenomenico, apparenza pura: sullo schermo o sul palcoscenico a interpretare i personaggi non ci sono neppure degli attori, che potrebbero, per cos dire, togliersi la maschera e fare un passo indietro rispetto al personaggio. C' davvero qualcosa in Bart al di l delle sue malefatte settimanali? La risposta : no! In lui non pu esserci altro.  la pura somma di ci che fa. L'intuizione di Nietzsche, lo ripetiamo,  che questo non  solo il modo in cui funzionano i cartoni animati,  il modo in cui  il mondo, il modo in cui  costruita la realt. Il mondo  un flusso caotico e insensato di divenire: essere reali, essere parte del mondo, essere parte del flusso,  apparire. L'apparenza non maschera la realt: l'apparenza  la realt. O meglio, ora possiamo liberarci completamente di questi due concetti, apparenza e realt. Solo una cosa possiamo dire: c' il flusso.

L'ideale nietzschiano

Ripetiamo: nei suoi primi scritti Nietzsche sostiene che il mondo  diviso in apparenza e realt, volont e rappresentazione, un'interpretazione che ha presto rifiutato sostenendo che non c' nulla a mascherare il caos, che non c' essere dietro il fare. Ebbene,  questa la conseguenza veramente interessante di questo cambiamento di posizione: in contrasto con l'interpretazione precedente, secondo la quale siamo meri fenomeni della volont sottostante, proiezioni artistiche, opere d'arte per l'uno originario che  l'unico artista e spettatore, ora siamo sia volont sia rappresentazione, o meglio, queste sono la stessa cosa. E quindi noi stessi diveniamo artisti, spettatori e opera d'arte, tutto insieme: In quanto fenomeno estetico, ci  ancora sopportabile l'esistenza, e mediante l'arte ci  concesso l'occhio e la mano e soprattutto la buona coscienza per poter fare di noi stessi siffatto fenomeno.[71] Nietzsche ha obliterato la differenza tra arte e vita. Di conseguenza,  in quanto fenomeno estetico, in quanto impresa artistica, che l'esistenza trova propria giustificazione o propria redenzione, Nietzsche si sposta dalla discussione della giustificazione del mondo alla discussione della giustificazione dell'individuo.  in quanto espressione della volont, per come questa si manifesta, che siamo artisti e opere d'arte combinate insieme, ed  in questo modo che giustifichiamo noi stessi, che diamo senso alle nostre vite, creando noi stessi, attraverso queste operazioni della volont, attraverso le nostre azioni.

E tuttavia, che significato potrebbe mai avere fare della propria vita un'opera d'arte? Ricordate che per Nietzsche abbandonare una realt nascosta dietro l'apparenza vuol dire anche abbandonare qualsiasi idea di un ego o di un soggetto stabile: Il soggetto' non  un che di dato, ma un che di immaginato in aggiunta, di posto sullo sfondo.[72] Quindi Nietzsche tenta qui, almeno in parte, di costruire un'identit per il singolo traendola dalle sue varie pulsioni, istinti, volont, azioni, e cos via. Nel suo influente Nietzsche: Life as Literature, Alexander Nehamas ci dice: L'unit del s, che quindi costituisce anche la sua identit, non  qualcosa di dato, ma qualcosa che si raggiunge, non  un inizio, ma un fine.[73] Nella Gaia scienza Nietzsche allude a questo ideale quando parla di darsi uno stile:

Una sola cosa  necessaria. Dare uno stile al proprio carattere:  un'arte grande e rara. L'esercita colui che abbraccia con lo sguardo tutto quanto offre la sua natura in fatto d'energie e debolezze, e che inserisce quindi tutto questo in un piano artistico, finch ogni cosa non appare come arte e ragione, e persino la debolezza incanta l'occhio. [...] Infine, quando l'opera  compiuta, si rivela che fu la costrizione imposta da uno stesso gusto a dominare e a plasmare nel grande come nel piccolo: se il gusto era buono o cattivo, ha meno importanza di quel che si pensi -  sufficiente che esso sia un gusto unitario.[74]

Dal momento che l'ego  soltanto una sintesi concettuale,[75] non qualcosa di stabile o dato,  parte del flusso, come ogni altra cosa, per Nietzsche la meta diventa l'esecuzione di questa sintesi, la costruzione di un'identit per se stessi, la creazione di se stessi, secondo un qualche tipo di piano o schema, dando cos stile al proprio carattere.

L'ideale nietzschiano culmina nella figura dell'bermensch, o soprauomo, l'essere che ha attuato questo difficile progetto di fare della propria vita un'opera d'arte, l'essere autocreato. Afferma Nehemas: Cos parl Zarathustra  costruito intorno all'idea di creare un proprio s, o, il che vuol dire la stessa cosa, di creare l'bermensch.[76] E Richard Schacht aggiunge: Il soprauomo' deve essere costruito come un simbolo della vita umana sollevata al livello dell'arte.[77]

Certo,  divertente fare il cattivo, ma non potrebbe anche essere...

Ho discusso qualche pagina fa l'ottimismo socratico, la credenza che l'universo sia intelligibile e sensato, e come ci si riveli un mezzo per evitare di accettare e abbracciare il flusso caotico e privo di senso dell'esistenza. Per tutta la vita Nietzsche ha costantemente inveito contro coloro che, a suo parere, negano la realt e non sono abbastanza forti per affermare la vita cos com'. Tra questi ritroviamo la maggior parte dei filosofi tradizionali e praticamente tutte le religioni. Ci che tendono ad avere in comune, afferma Nietzsche,  che, nello sforzo di consolarsi, postulano un altro mondo fittizio, qualcosa che va al di l, una negazione del qui e dell'ora, del flusso. Platone, per esempio, credeva in un regno di forme eterne e immutabili, oltre questo mondo di accidenti transeunti e instabili. I cristiani postulano come loro altro, opposti agli esseri umani, alla terra e al corpo, Dio, il cielo e l'anima. In altre parole, questo mondo  caotico e privo di senso, e quindi insopportabile: di conseguenza, per sentirmi meglio, creder che c' qualcosa che  il suo opposto, qualcosa che  eterno invece che transeunte, stabile invece che caotico, sensato invece di insensato.

Tutto questo andrebbe a meraviglia, dice Nietzsche, se non fosse per un paio di conseguenze davvero terribili. In primo luogo, se si postula un mondo di valori infiniti, la realt, il qui e l'ora, vengono spogliati di ogni possibile valore che potrebbero avere. Solo perch il mondo, cos com',  inerentemente privo di senso, non significa che non abbia alcun valore. Il valore  qualcosa che viene generato dagli esseri umani, nel modo in cui conduciamo le nostre vite, e attraverso le nostre relazioni con le cose e con le altre persone. Le nostre vite e il nostro mondo hanno valore perch noi conferiamo loro valore. Ma quando ci mettiamo a creare e a credere in un al di l di valori infiniti, fatto di cose eterne e immutabili, al confronto il qui e l'ora, la realt, viene svuotata di ogni valore possibile. Quanto valgono la terra o il mio corpo a paragone del cielo e della mia anima immortale? Quanto valgono gli accidenti nel mondo a paragone delle forme eterne di Platone? Ovviamente nulla! Tutto ci che vale, tutto ci che ha valore, viene trasferito fuori dal mondo, fuori da questa vita, verso un oltre che non esiste, lasciandoci con un mondo privo di valore.

In secondo luogo, questo genere di pensiero non  solo una consolazione privata. Coloro che credono in un al di l hanno di solito tentato di costringere altri, anzi in genere il resto del mondo, ad accettare tale credenza. Nel primo saggio della Genealogia della morale, intitolato Buono e malvagio, buono e cattivo, Nietzsche ci offre la narrazione di come ha avuto origine la valutazione morale. Il giudizio di buono si  sviluppato per la prima volta quando i forti, i sani, gli attivi, i nobili, hanno indicato se stessi e tutto ci che era simile a loro come buono:

Sono stati invece gli stessi buoni, vale a dire i nobili, i potenti, gli uomini di condizione superiore e di elevato sentire ad avere avvertito e determinato se stessi e le loro azioni come buoni, cio di prim'ordine, e in contrasto a tutto quanto  ignobile e d'ignobile sentire, volgare e plebeo.[78]

I forti aristocratici, come affermazione di se stessi e di tutto ci che era simile a loro, hanno coniato il termine buono per indicare se stessi e la loro stirpe. Per contrasto, e quasi come pensiero successivo, hanno designato cattivo tutto ci che non era come loro, tutto ci che era debole, malaticcio, ignobile. Badate bene, non l'hanno fatto per esprimere una qualche particolare condanna. I due termini non implicavano ancora alcun tipo di connotazione morale. I nobili non avevano alcun sentore che le cose avrebbero potuto, o avrebbero dovuto, essere differenti, che una persona cattiva era in qualche modo responsabile della sua cattiveria. Questo genere di valutazione era semplicemente un modo per distinguere se stessi e di indicare quelli diversi da loro.

Nietzsche indica questo modo di valutare le cose come morale dei padroni, e non ha alcuna ritrosia nel descrivere questi primi padroni o nobili. Erano davvero forti, in salute e attivi, ma erano anche rozzi, violenti e incapaci di riflettere su se stessi. Prendevano quello che volevano, rubavano, stupravano e saccheggiavano, e tutto perch potevano, perch erano abbastanza forti per poterlo fare e perch piaceva loro farlo. Pensate a Nelson e ai suoi amichetti. Picchiano i ragazzini, prendono loro i soldi per il pranzo, rubano loro le merendine, con un'impunit evidente e totale. Perch? Ovviamente perch possono. Non c' nessuno abbastanza duro da fermarli.

Ebbene, quelli che i nobili avevano indicato come cattivi, i deboli, i malaticci, gli ignobili e gli inattivi, ovviamente non gradivano affatto essere picchiati e farsi rubare le merendine. Ma non potevano farci nulla. Non erano abbastanza forti per difendersi. Di conseguenza tra di essi si svilupp un risentimento profondo, un odio sempre pi amaro nei confronti dei nobili.  questo risentimento velenoso che ritroviamo alla base della moralit degli schiavi:

Nella morale la rivolta degli schiavi ha inizio da quando il ressentiment diventa esso stesso creatore e genera valori; il ressentiment di quei tali esseri la cui vera reazione, quella dell'azione,  negata e che si consolano soltanto attraverso una vendetta immaginaria. Mentre ogni morale aristocratica germoglia da un trionfante s pronunciato a se stessi, la morale degli schiavi dice fin dal principio no a un di fuori, a un altro, a un non io; e questo no  la sua azione creatrice. Questo rovesciamento del giudizio che stabilisce valori - questo necessario dirigersi all'esterno, anzich a ritroso verso se stessi - si conviene appunto al ressentiment: la morale degli schiavi ha bisogno, per la sua nascita, sempre e in primo luogo di un mondo opposto ed esteriore, ha bisogno, per esprimerci in termini psicologici, di stimoli esterni per potere in generale agire - la sua azione  fondamentalmente una reazione.[79]

Da questo risentimento per essere debole e malaticcio, per essere maltrattato e incapace di rimediare, emerge la reazione dello schiavo, che urla No! a ci che  differente, al nobile, a ci che vorrebbe essere. Classifica il nobile come male e, in seconda battuta, definisce se stesso buono.

Nietzsche non intende sostenere che queste persone fossero davvero schiavi, in senso letterale. Sta usando il termine per indicare quel tipo di uomo, debole e malaticcio, la cui morale emerge dal risentimento. Ci che vuole pi di qualsiasi altra cosa questo schiavo, questo debole,  essere forte, in salute e attivo, in modo da poter prendere, da poter conquistare, da poter comandare: vuole essere come il nobile. Incapace di esserlo, pretende la vendetta nei confronti dei forti e dei sani. Prima, continua Nietzsche, la debolezza dello schiavo viene falsata in merito; la sua impotenza che non si prende la rivalsa, deve essere falsata in bont'; la timorosa abiezione in umilt'; la sottomissione dinanzi a coloro che odiamo in obbedienza'.[80] La sua incapacit di essere forte, attivo e sano viene reinterpretata come virt, come qualcosa di desiderabile, e ovviamente la forza e la vitalit dominatrice del padrone viene per contrasto ridefinita come qualcosa di biasimevole. Poi, con una mossa scaltra e subdola, il debole inventa il suo paradiso come il regno in cui egli regner e in cui i forti saranno puniti per la loro forza: Questi deboli - infatti, a un certo punto anch'essi vogliono essere i forti, non v' dubbio, a un certo momento deve venire anche il loro regno' - presso di loro si chiama n pi n meno che regno d'Iddio',[81] ovviamente. I mansueti erediteranno la terra e il male sar punito per l'eternit. Secondo Nietzsche, se l'animale d'armento brilla nello splendore della pi pura virt, l'uomo eccezionale deve per forza esser degradato a malvagio.[82]

La morale degli schiavi ha ovviamente trionfato. I deboli sono stati capaci di convincere i sempliciotti aristocratici che la debolezza, l'umilt, l'obbedienza, la misericordia, e cos via, sono virt, mentre la forza, l'azione, la vitalit, e cos via, sono vizi. Secondo Nietzsche si  trattato di una calamit di proporzioni inimmaginabili. La forza, il benessere fisico, la vitalit, un'abilit non solo di accettare il caos del mondo ma di abbracciarlo e di modellarlo in qualcosa di magnifico - sono proprio questi i tratti e le caratteristiche necessari alla persona capace di conferire senso, valore e validit alla sua vita e a questo mondo. E a questa persona non solo si  mentito, degradandola a qualcosa di ripugnante, ma la stessa terra e la stessa vita sono state svalutate. Di conseguenza, ci  restata un'esistenza senza valore, svalutata, e noi non abbiamo il potere di riconferirle senso, vitalit e valore.

Questa, dunque,  la radice della figura del ragazzaccio di Nietzsche, del perch sfida l'autorit e la tradizione, perch ingiuria molte cose che la maggioranza di noi deboli ritiene fondamentali, ma che, a suo parere, negano e insultano la vita e sono pericolose. Quindi, egli ci consiglia di andare al di l del bene e del male, di oltrepassare la morale degli schiavi, di piantarla di spostare fuori da questo mondo e da questa vita il valore e il pregio, e infine di avere il coraggio e la forza di abbracciare il caos dell'esistenza e delle nostre vite, modellandole in qualcosa di sensato.

Bart l'bermensch

Okay, quindi Nietzsche  il ragazzaccio dei filosofi, e Bart Simpson  il ragazzaccio di Springfield. Certo, Bart sfida l'autorit e ha rifiutato (o forse non l'ha mai davvero adottata) la moralit tradizionale. Per esempio, cercando di convincere Burns a portarlo con s nel recupero dei Pescidiavoli Battaglieri, gli dice: Posso venire con voi a prendere il tesoro? Non manger molto e non conosco la differenza tra bene e male (L'infuriato Abe Simpson e suo nipote brontolone in La maledizione del Pescediavolo Battagliero). Ma Nietzsche avrebbe approvato Bart? Bart non potrebbe, in qualche modo, essere un esemplare dell'ideale (rovesciato) nietzschiano? Ahim, la riposta  chiaramente no.

In primo luogo, e molti sbagliano sulla questione, nonostante Nietzsche condanni la moralit degli schiavi, definendola insulto al mondo e negazione della vita, non sta affatto sostenendo la moralit dei padroni. I padroni erano bruti, violenti e irriflessivi. Nietzsche non li indica per nulla come un ideale, non dice che ci dovrebbero piacere, o che la forza costituisce il diritto, e cos via. Non ci sta consigliando di fare i prepotenti, di rubare i soldi per il pranzo ad altri, e di mangiare le loro merendine. Quindi, anche se Bart seguisse l'etica della moralit dei padroni - e sembrerebbe che questa caratterizzazione sia pi adatta a Nelson e Secco che a lui - ci non ne farebbe comunque un rappresentante dell'ideale nietzschiano.

No, l'ideale di Nietzsche  pi l'artista, l'individuo che controlla e crea se stesso, che forgia nuovi valori, che fa della sua vita un'opera d'arte. E io credo che per noi sarebbe davvero molto difficile descrivere Bart in questo modo. A volte sembra che abbia il senso del caos del mondo e della sua esistenza. Per esempio, sperando di interpretare il Ragazzo Ionico nel nuovo film L'uomo radioattivo, dice: Se ottengo il ruolo, posso finalmente farmi una ragione di questo ridicolo pasticcetto chiamato Bart (L'uomo radioattivo). Egli comprende che la sua vita  un ridicolo pasticcetto, a cui occorre dare forma. E davvero sembra emergere uno stile coerente nel suo carattere, ma il modo in cui egli si autodefinisce  in larga parte reattivo: cosa che Nietzsche non avrebbe mai perdonato. Ci che intendo dire  che in massima parte Bart si definisce e forgia la sua identit non come una qualche sorta di trionfante affermazione dei suoi talenti e delle sue abilit, non come un grandioso e creativo ordito dei disparati elementi del suo s, ma si definisce invece in opposizione all'autorit. Per esempio, Bart procura accidentalmente il licenziamento del preside Skinner quanto porta a scuola Piccolo aiutante di Babbo Natale per farlo vedere. Ned Flanders sostituisce il preside, abolisce la punizione della frequenza oltre l'orario, conferisce premi scolastici a tutti i bambini, d coppette di burro di noccioline e Yoo-Yoo a tutti quelli che vengono mandati nel suo ufficio. Stranamente Bart e Skinner divengono poi amici e dopo che quest'ultimo si  riarruolato nell'esercito, Bart comprende che, a confronto con il grande lassismo di Flanders, gli manca l'autoritarismo di Skinner.  Lisa a spiegargli perch:

Bart:  stranissimo, Lisa. Lui mi manca come amico ma mi manca ancora di pi come nemico.

Lisa: Credo che tu abbia bisogno di Skinner. A ciascuno occorre una nemesi. Sherlock Holmes aveva il suo dottor Moriarty. Il Bip Bip ha il suo Wile Coyote. Anche Maggie ha quel beb con un unico sopracciglio. (Il direttore in grigioverde)

Tutti possono aver bisogno di una nemesi, ma mentre Holmes aveva un suo carattere proprio, e quindi usava il dottor Moriarty soltanto per mettere alla prova le proprie straordinarie capacit, Bart sembra crearsi o definirsi precipuamente in opposizione all'autorit, come l'altro dell'autorit, e non come un qualche identificabile carattere autonomo.

In un episodio davvero molto rivelatore, l'intera citt di Springfield viene convinta dal guru del self-help Brad Goodman che tutti dovrebbero agire come Bart, e fare quello che ti senti. Il mezzobusto Kent Brockman bestemmia in tv dal vivo e si spruzza in bocca panna montata con gusto; il reverendo Lovejoy suona (molto male) Marvin Hamlisch sull'organo della chiesa di fronte all'intera congregazione; le zie Patty e Selma attraversano la citt nude a dorso di un cavallo. Accorgendosi che tutti lo stanno imitando, Bart proclama alla sorella: Lisa, oggi sono un dio.

Ma molto presto il nostro Bart scopre che non  tutto rose e fiori se l'intera popolazione scimmiotta il suo comportamento. Bart vuole replicare alle domande che la signora Caprapall pone alla classe, ma tutti gli altri fanno gli spiritosi. Vuole andare a praticare il suo sputazzo brevettato dal cavalcavia, ma giunto l trova dozzine di persone che stanno gi scatarrando alla grande. Bart  infelice e ancora una volta  Lisa a spiegargli perch:

Bart: Lisa, tutti in citt si comportano come me. Perch mi fa tanto schifo allora?

Lisa: Semplice. Ti sei definito un ribelle. In assenza di una sovrastruttura repressiva la tua nicchia nella societ  stata incorporata.

Bart: Capisco.

Lisa: Da quando  arrivato quel tizio dell'autoaiuto tu hai perso la tua identit. Tra le crepe della nostra societ pizza pronta, cotto in un'ora, latte liofilizzato.

Bart: Qual  la risposta?

Lisa: Questa  la tua grande occasione per sviluppare una nuova e migliore identit. Posso suggerire di far da zerbino di buon cuore.

Bart: Buona idea. Dimmi cosa devo fare. (Il fanciullo interiore di Bart)

L'intera identit di Bart  costruita intorno al ribellarsi, alla sfida all'autorit. Di conseguenza, quando l'autorit scompare, Bart perde la sua identit. Non sa pi chi e cosa . Con tutta la sua saggezza, Lisa suggerisce a Bart di forgiarsi una nuova identit, uno zerbino di buon cuore, presumibilmente un santarellino come Ned Flanders, calpestato dalla gente (da Homer, per esempio). Non sapendo come fare per ottenere tale risultato, Bart vuole che sia Lisa a dirglielo. In altre parole, di nuovo molto lontano dal nietzschiano ideale di autocontrollo e autocreazione, dall'essere che d attivamente stile al suo carattere e forgia nuovi valori, Bart sta ancora cercando di trovarsi un'identit reattivamente, replicando ad altri, attraverso la mediazione di altri (sia attraverso Lisa che lo istruir in proposito, sia attraverso gli altri che presumibilmente lo calpesteranno). In una sovrastruttura repessiva Bart  l'antiautorit e fa tutto ci che i genitori e gli insegnanti gli proibiscono -  questo ci che , e questo  tutto ci che . Senza quella sovrastruttura repressiva, Bart  confuso e cerca di afferrarsi a qualcuno che lo aiuti a definire e creare se stesso.

Di fatto, Bart potrebbe rappresentare la precariet della nostra posizione in un mondo post-nietzschiano. Vale a dire, secondo Nietzsche dovremmo andare al di l del bene e del male, lasciandoci dietro tutti le nostre consolazioni metafisiche: Dio, il cielo, l'anima, un ordine morale del mondo, e cos via. Ma nell'abbandonare un altro mondo, un oltre, corriamo il grande pericolo di scivolare nel nichilismo: La forma estrema del nichilismo sarebbe che ogni credenza, ogni tener per vero' sia necessariamente falso, perch non esiste affatto un mondo vero.[83] E prosegue dicendo: Una interpretazione  crollata, ma poich era ritenuta l'unica interpretazione, sembra che non ci sia pi un senso dell'esistenza, che tutto sia vano.[84] In altri termini, una volta che abbiamo abbandonato l'idea di un qualche eterno e perfetto oltre, e ci resta solo quel flusso caotico che  il mondo, siamo in pericolo di cadere in un nichilismo in cui tutto-va-bene, in un tutto--libero-per-tutti morale e intellettuale. La possibilit di una simile prospettiva terrorizzava Nietzsche, ma non si tratta di qualcosa che gli tocc affrontare. Alla sua epoca il mondo occidentale era ancora un luogo molto religioso, con una morale oppressiva. Quindi aveva decisamente senso - anzi, fu un atto di grande coraggio e preveggenza - agire come fece, sfidare la tradizione, mettersi contro la Chiesa. L'ultima cosa a cui Nietzsche pensava era creare un'altra religione, un altro sistema eterno e assoluto, e quindi, una volta fatta la sua mossa, non poteva fare altro che consigliare ai suoi lettori di conferire senso alle loro vite, di abbracciare il caos e di fare della loro vita un'opera d'arte.

Ma noi, cosa si suppone che si debba fare, ora che l'oscura coperta del nichilismo ci  scivolata addosso? (E se anche non ne siete consapevoli, fidatevi di me,  successo.) Tra il continuare ad agire, il continuare a criticare e distruggere i vecchi idoli nello sforzo di forgiare una nuova strada e nuovi valori da una parte, e immergersi nel nuovo nichilismo, accettando un tutto--libero-per-tutti intellettuale e morale, senza prendere nulla sul serio e credendo che, poich non vi sono valori assoluti, nulla abbia realmente valore dall'altra parte, c' una linea sottile e indistinta. Bart, il ragazzino con i pantaloni blu brillante, potrebbe davvero rappresentare questo pericolo nichilistico. Egli non ha virt (o ne ha davvero poche); non ha spirito creativo; ha accettato il caos dell'esistenza, senza per riuscire a formarsi e a forgiarsi, a partire da esso, qualcosa di bellissimo; lo accetta e ha contatti con tale caos quasi con spirito di rassegnazione. Nulla ha davvero significato, e quindi perch non agire, perch non fare ci che mi va? Bart rifiuta, critica e insulta, non nello sforzo di distruggere gli antichi e vuoti idoli, che diffamano e negano la vita, ma alla fine perch gli manca un'identit solida, un s completo.

Il comico si fa consapevole

Gi, tristemente, Bart potrebbe non essere altro che parte integrante della decadenza e del nichilismo che pervade la nostra era. E da questo punto di vista potremmo guardare a lui come a una specie di esempio cautelativo:  su questo che Nietzsche stava tentando di avvertirci. Ma, tanto per finire su una nota pi felice, anche se Bart non  il nostro eroe nietzschiano e potrebbe essere un esempio di declino nichilistico, I Simpson nel suo complesso potrebbe rivelarsi qualcosa di pi. Le nostre vite e il mondo non sono meno caotiche e assurde di quanto fossero ai tempi degli antichi greci e se, come dice Nietzsche, il loro genere comico era un necessario sfogo artistico del disgusto per l'assurdo,[85] forse I Simpson soddisfano per noi la stessa funzione. Come satira sociale, come commento sulla societ contemporanea, la trasmissione raggiunge spesso una straordinaria intensit. Non di rado  davvero eccellente, nella migliore accezione greca del termine. E generalmente raggiunge questa eccellenza prendendo i disparati elementi della caotica vita americana e riplasmandoli, dando loro forma, dando loro stile, forgiandoli in qualcosa di sensato e a volte anche di bellissimo. Anche se si tratta solo di un cartone animato.

[1] Le mie considerazioni su Aristotele derivano soprattutto dalla sua Etica Nicomachea, in particolare dai libri I, II, V e VIII (tr. it. in Aristotele, Opere. Vol. 8, Laterza, Roma-Bari 1998). I riferimenti specifici sono dati nel saggio. Non c' bisogno di dire che molto di ci che affermo di Aristotele  oggetto di dibattito.

[2] Bisogna resistere alla tentazione di pensare che anche il vizioso abbia una saggezza pratica. Secondo Aristotele il vizioso non ha phronesis. Ha invece intelligenza. Per Aristotele la ragion pratica ha forza normativa e non si limita a giocare un ruolo basato sul rapporto mezzi-fini. La phronesis ci permette di comprendere quali cose sono importanti ed etiche nella vita.  per questo che Aristotele afferma ripetutamente che  giusto ci che appare tale all'agente virtuoso (vedi per esempio Etica, 1176a 16-19).

[3] Si potrebbe pensare che Marge rientri in questa descrizione, visto che Homer stesso conclude che  lei la sua anima gemella (Il viaggio misterioso di Homer), ma parecchi altri episodi mostrano concretamente quanto i due siano differenti per quanto riguarda mete, interessi e attivit.

[4] Vedi il cap. 3.

[5] Dico consapevolmente perch in Viva Ned Flanders Homer si risveglia in un hotel di Las Vegas per scoprire che nel corso della sua ubriacatura notturna ha sposato una cameriera. E non  chiaro se abbia o no fatto sesso con lei.

[6] Per un'interpretazione del carattere di Marge in chiave aristotelica vedi il cap. 4.

[7] Per i vizi di Springfield, vedi il cap. 12.

[8] Aristotele, Politica, trad. it. in Opere, vol. 9, Laterza, Roma-Bari 1992, 1260b25, pag. 31.

[9] Non che questo lo renda poi felice. Vedi il cap. 13.

[10] Sul carattere di Flanders vedi il cap. 14.

[11] Gli elementi in questione sono l'essere di mezzi moderati sia dal punto di vista intellettuale sia dal punto di vista finanziario e vivere tra i cittadini di Springfield. Dovremmo anche tenere a mente che si potrebbe ammirare il carattere di Homer per altre ragioni. Molto ovviamente, ha un gran senso dell'umorismo. Lo si potrebbe anche ammirare perch in lui vediamo un'esagerazione di alcuni tratti di noi stessi - o di alcuni di noi.

[12] Vorrei ringraziare i curatori di questo volume per i loro utili commenti, e specialmente Bill Irwin per avermi concesso costantemente sostegno e incoraggiamento; Steve Jones per aver conversato in modo eccellente con me su Homer Simpson e per aver sopportato (e qualche volta goduto) il mio costante uso di citazioni homeriche nel mio parlare quotidiano; i miei brillanti studenti alla School of the Art Institute di Chicago per aver discusso in numerose occasioni l'argomento di questo saggio (cosa che ha implicato molto intemperato indulgere in cibo e bevande), per aver usato esempi tratti dai Simpson nei loro papers di filosofia e per la loro contagiosa gioia al solo pensiero che stavo scrivendo questo saggio; infine Annika Connor, Ted Dumitrescu, Christopher Koch, Cory Poole, Sara Puzey, Austin Stewart e Dahlia Tulett (a loro  dedicato il saggio).

[13] Dimostra di essere antintellettuale un dottorando in filosofia che scrive un saggio su una serie televisiva? Come abbiamo sostenuto nell'Introduzione, non necessariamente. Dipende se la serie  in grado di fare luce su alcuni problemi filosofici o se pu servire d'esempio per spiegare una tesi. Se volessimo adottare un approccio antintellettualistico potremmo sostenere che tutto ci che bisogna sapere sulla vita pu essere appreso guardando la televisione, ma non  questa la nostra tesi. Al contrario, il nostro intento  quello di sfruttare l'interesse che il pubblico mostra nei confronti della serie per farlo avvicinare maggiormente alla filosofia.

[14] Vi  naturalmente differenza tra gli intellettuali e gli esperti. Molti intellettuali non sono esperti in alcun campo, ma credo che l'antipatia dimostrata per entrambi abbia le stesse radici e che la distinzione venga meno in coloro che mostrano disprezzo per entrambi.

[15] Non intendo qui affrontate l'argomento relativo all'esistenza o meno di criteri oggettivi per giudicare il cibo, ma solo sottolineare quanto la preferenza di Smith per il cioccolato piuttosto che per la vaniglia sia effettivamente diversa dalla prefe-renza di Jones per l'omicidio piuttosto che per i servizi di assistenza socio-psicologica.

[16] Christopher Cerf e Victor Navasky, The Experts Speak, Pantheon Books, New York 1984, pag. 215.

[17] Naturalmente il fisico in questione potrebbe essere, per suo interesse, un esperto della battaglia di Maratona, ma qui si parla di un fisico in quanto tale.

[18] Si veda Peter Green, The Greco-Persian Wars, University of California Press, Berkeley 1996.

[19] Si veda per esempio il testo di Mary Lefkowitz, Not Out of Africa, Basic Books, New York 1996, in cui l'autrice racconta la sua esperienza di studiosa di lettere classiche nel riuscire a mantenere standard di indagine razionale nell'animata materia dell'archeologia basata sulla razza.

[20] Per una rara trattazione oggettiva dell'interpretazione artistica si veda il testo di William Irwin, Intentionalist Interpretation: A Philosophical Explanation and Defense, Greenwood Press, Westport 1999. Per ironia della sorte, mentre all'interno del mondo accademico vengono messe in discussione le nozioni di verit e di competenza (non esistono esperti di morale), i talk show e i bestseller pullulano di esperti di relazioni sentimentali, oroscopi e angeli. A mio parere si d retta a tali esperti solo quando confermano le nostre predisposizioni e li si critica nel caso opposto. Per essere precisi, il rifiuto della rivendicazione di competenza in materia di valori  diverso dal rifiuto della rivendicazione di competenza rispetto a questioni di fisica, ma  interessante che vi siano entrambi e che si assista nel contempo a false rivendicazioni di competenza su una vasta schiera di questioni inappropriate.

[21] Si veda per esempio Alan Sokal e Jean Bricmont, Fashionable Nonsense: Postmodern Intellectuals' Abuse of Science, Picador, New York 1998. Il libro nasce dalla famosa beffa di Sokal, il quale ha presentato un falso saggio che  stato prontamente giudicato positivamente da autorevoli riviste scientifiche. Il titolo del saggio era Transgressing the Boundaries: Toward a Transformative Hermeneutics of Quantum Gravity, pubblicato per la prima volta in Social Text, 46-47, 1996, pagg. 217-52.

[22] Questo esempio dimostra inoltre che l'atteggiamento che si ha verso le autorit  diverso da quello che si ha verso gli intellettuali. Vi  meno avversione verso gli esperti quando la loro materia non  di tipo intellettuale: per esempio, tutti riconoscono la competenza di un idraulico. Tuttavia qualsiasi tipo di competenza richiede un certo grado di intellettualismo e quindi tale distinzione  fallace. Essa riflette solo l'atteggiamento che si ha verso gli esperti e non pu rappresentare un'affermazione sul livello di intellettualismo degli operai specializzati. Anche di questi ultimi si pu dire che siano saggi, ma spesso risultano meno minacciosi a coloro che saggi non sono. Ci pu essere dovuto al fatto che quando parliamo di intellettuali o di persone intelligenti descriviamo una caratteristica generale che distingue la persona, mentre quando parliamo di esperti descriviamo solo una caratteristica isolata e quindi ci sentiamo meno minacciati. Lisa  un'intellettuale (che va alla ricerca della saggezza) ed  molto intelligente, ma non  esperta in alcuna materia.

[23] In questo caso i medici fecero esperimenti senza avere chiesto il consenso e prestando poca attenzione al benessere dei partecipanti, che contrassero la sifilide.

[24] G.I. Joe, per esempio, viene criticato perch promuove il militarismo e la violenza, come tutti i giocattoli che si ispirano alle armi. Eppure i genitori sono sordi agli inviti di alcuni intellettuali che propongono di indirizzare i bambini verso altri tipi di giochi.

[25] Per una discussione pi approfondita di questo episodio si veda il cap. 11 del presente volume.

[26]Ibid., pag. 178.

[27] Alcuni sostengono che Homer non abbia il diritto di vivere da stupido. Questa tesi potrebbe essere in parte valida ma non  questo il mio punto.

[28] Emily Dickinson, Silenzi, tr. it., Feltrinelli, Milano 1986, pag. 155.

[29] Insegnante di Olimpo, famoso musicista di tradizioni mitiche.

[30] Platone, Simposio, 215b-c, tr. it. in Tutti gli scritti, Bompiani, Milano 2000, pag. 521.

[31] Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus e Quaderni 1914-1916, tr. it., Einaudi, Torino 1964, pag. 63.

[32] Jean-Paul Sartre, L'idiota della famiglia, trad. it., Il Saggiatore, Milano 1977, pag. 25.

[33]Ibid., pag. 142.

[34]Ibid., pag. 138.

[35] Per una discussione pi approfondita di questo episodio si rimanda al capitolo 14 del presente volume.

[36]The Analects of Confucius, Vintage, New York 1989, 2,18.

[37]Lao-tzu, Tao Te Ching, tr. it., Luni Editrice, Milano 1994, pag. 117.

[38]Bhagavad-Gita, trad. it., Adelphi, Milano 2003, pag. 37.

[39] Ibid., pag. 80.

[40]A Source Book of Indian Philosophy.

[41] Per altre considerazioni su questo argomento si veda il cap. 1.

[42] Daniel Barwick si pone lo stesso scopo in George's Failed Quest for Hap-piness: An Aristotelian Analysis in Seinfeld and Philosophy, a cura di William Irwin, Open Court, Chicago 2000. Nello stesso volume si veda anche il cap. di Aeon Skoble Virtue Ethics and tv's Seinfeld.

[43] In Elements Of Moral Philosophy, McGraw Hill, New York 1999, James Rachels offre un'utile discussione di questa distinzione.

[44] Questo elenco compare nel Libro IV dell'Etica Nicomachea (qui abbreviato in EN), tr. it., in Aristotele, Opere, vol. 8, Laterza, Roma-Bari 1998.

[45]EN 1106a6-1107a25.

[46] Aristotele ammette che non esiste un giusto mezzo per tutti i tratti. Per esempio, afferma che il rancore, la sfacciataggine e l'invidia non possono mai essere virtuose e che l'adulterio, il furto e l'omicidio sono sempre sbagliati. Scrive: [Pensare che] ogni passione ammette un giusto mezzo [...  come credere] che nel commettere ingiustizie, nell'esser vile e intemperante vi sia una mediet, un eccesso e un difetto: se cos fosse sarebbe infatti una mediet dell'eccesso e del difetto, e un eccesso dell'eccesso, e un difetto del difetto (EN 1107a9-1122, tr. it. pag. 40).

[47]EN 1120b8-10.

[48]EN 1097a35-b1.

[49] Per la risposta di Aristotele a questa critica si veda EN 1097b3 e 1170b5.

[50] Ci si potrebbe chiedere se queste attivit portino veramente Marge a provare l'eudaimonia o non piuttosto un mero piacere fisico, ma si noti che lei non sembra agire perch spinta da motivi egoistici ma perch comprende il ruolo che queste azioni possono giocare nel creare legami familiari forti. Per una critica femminista di Marge si veda il cap. 9.

[51]EN 1103a15.

[52]EN 1103a30-1103b5.

[53]EN 1104a35-b3, tr. it. pag. 32.

[54] Sfortunatamente per Bart, le cose non sono sempre cos chiare. La sua coscienza lo convince a rubare un videogioco, Tempesta d'ossa (in Marge, non essere orgogliosa).

[55] Per un'altra interpretazione della filosofia morale di Flanders si veda il cap. 14. La teoria del comando divino non  l'unica teoria religiosa relativa all'etica. La teoria della legge naturale di Tommaso d'Aquino, per esempio,  una filosofia morale religiosa molto diversa da quella del comando divino.

[56] Questa presentazione della teoria del comando divino viene da Rachels, Elements, cit., pagg. 55-59.

[57] Chiama anche perch vuole diventare pi umile e perch si preoccupa di nutrire desideri impuri per la propria moglie, oltre che per questioni non morali come cosa fare in caso si ingoi uno stuzzicadenti (In Marge abbiamo fede).

[58] Anche il reverendo Lovejoy ammette che gli insegnamenti della Bibbia hanno i loro difetti, mentre d consigli a Marge ne I segreti di un matrimonio felice.

[59] F. Nietzsche, La gaia scienza, sez. 1, trad. it. Mondadori, Milano 1971, p. 37.

[60]Zarathustra  un'opera romanzata. Questa frase  quindi detta da un personaggio di finzione, ovvero una piccola donna anziana che sta dando un consiglio al profeta Zarathustra. Di conseguenza, non  affatto chiaro se essa rappresenta il pensiero di Nietzsche, anche se il filosofo era noto per aver detto cose ridicolmente orribili sulle donne. D'altro canto, non  neppure chiaro a cosa possa servire la frusta!

[61] F. Nietzsche, La nascita della tragedia, sez. 4, tr. it. Adelphi, Milano 1992, pag. 35.

[62]Ibid., sez. 5, pag. 44.

[63]Ibid., sez, 4, pag. 35.

[64]Ibid., sez. 7, pagg. 55-56.

[65]Ibid., sez. 7, pag. 56.

[66]Ibid., sez. 15, pagg. 100-101.

[67]Ibid., sez. 15, pag. 102.

[68] F. Nietzsche, Crepuscolo degli idoli, tr. it Adelphi, Milano 1983, pagg. 45.

[69] F. Nietzsche, Genealogia della morale, prima dissertazione, sez. 13, tr. it. Adelphi, Milano 1984, pag. 84 [La traduzione  leggermente modificata].

[70] F. Nietzsche, Crepuscolo degli idoli, cit., pag. 44.

[71] F. Nietzsche, La gaia scienza, sez. 107, cit., pag. 113.

[72] F. Nietzsche, La volont di potenza, tr. it. Bompiani, Milano 2001, pag. 271.

[73] A. Nehamas, Nietzsche; Life as Literature, Harvard University Press, Harvard 1985, pag. 182.

[74] F. Nietzsche, La gaia scienza, sez. 290, cit., pag. 160.

[75] F. Nietzsche, La volont di potenza, cit., pag. 203.

[76] A. Nehamas, Nietzsche; Life as Literature, cit., pag. 174.

[77] R. Schacht, Making Sense of Nietzsche, University of Illinois Press, Urbana 1995, pag. 133.

[78] F. Nietzsche, Genealogia della morale, prima dissertazione, sez. 2, cit., pag. 15.

[79] Ibid., prima dissertazione, sez. 10, pag. 26. A Nietzsche piace usare il termine francese ressentiment. Per una spiegazione vedi l'introduzione di Walter Kaufmann a F. Nietzsche, On the Genealogy of Morals, Vintage, New York 1967.

[80] F. Nietzsche, Genealogia della morale, cit. prima dissertazione, sez. 14, pag. 36.

[81]Ibid., prima dissertazione, sez. 15, pag. 38.

[82] F. Nietzsche, Ecce Homo, Perch io sono un destino, sez. 5, tr. it. Adelphi, Milano 2003, pag. 132.

[83] F. Nietzsche, La volont di potenza, sez. 15, cit., pag. 14.

[84]Ibid., sez. 55, pag. 35.

[85] F. Nietzsche, sez. 7, cit., pag. 56.

Parte II

Temi simpsoniani

6

I Simpson e l'allusione

Il peggior saggio di tutti i tempi

William Irwin e J.R. Lombardo

In questa serie lavorano molti autori di talento, la met sono secchioni di Harvard. Dopo avere studiato la semiotica di Attraverso lo specchio o avere guardato tutti gli episodi di Star Trek, devi farli fruttare. E quindi inserisci un sacco di riferimenti in qualsiasi cosa tu faccia dopo nella vita.

MATT GROENING

I riferimenti di questa serie sono i pi esoterici di tutta la programmazione televisiva. Cose decisamente strane, bizzarre, che vengono capite solo da poche persone. Le scriviamo per un pubblico di adulti e di persone intelligenti.

DAVID MIRKIN

Odio le citazioni. Ditemi quello che sapete.

RALPH WALDO EMERSON

Secondo Matt Groening I Simpson  una serie che ti premia se le presti attenzione. Tutti i fan della serie possono confermare l'affermazione del suo creatore. Anzi, quelli pi accaniti vi diranno che sarebbe meglio, se non addirittura necessario, rivedere pi volte gli episodi. Grazie a Dio esistono le repliche! Tra le ragioni per cui i fan continuano a vedere e a rivedere I Simpson vi  l'utilizzo divertente e intelligente dell'allusione che viene fatto nella serie. Dal venerabile nome di Homer all'Urlo di Lisa fino alle parodie de Il corvo, Il promontorio della paura e Arcibaldo, I Simpson fanno riferimento sia alla cultura alta sia a quella popolare tessendo un'intricata trama che necessita pi visioni e la massima attenzione.

Cos' un'allusione?

Nei Simpson abbondano la satira, il sarcasmo, l'ironia e la caricatura. Spesso nella serie questi elementi stilistici sono collegati all'utilizzo dell'allusione, ma di fatto non sono allusioni. In questo saggio non prenderemo in considerazione il kennediano Quimby e lo stereotipo dello scozzese, Willie, quanto riferimenti come gli uccelli, che ci rimandano a Gli uccelli, e il yabba dabba doo's che collega Springfield a Bedrock. Da definizione un'allusione  un riferimento intenzionale che crea associazioni che vanno al di l della mera sostituzione di un referente.[1] Un riferimento normale ci permette di sostituire facilmente un termine o una frase con un'altra. Per esempio, con l'autore di Amleto si intende Shakespeare. Un'allusione, invece, ci costringe ad andare oltre la sostituzione. Nell'episodio Lisa la Simpson, in cui Homer cerca di mostrare a Lisa che il gene dei Simpson non ha fatto s che tutti i membri della famiglia fossero degli stupidi falliti, un parente di Homer ci fa sapere che gestisce una compagnia di gamberi che sta andando in fallimento. Questa  una chiara e intenzionale allusione a Forrest Gump. Si noti, tuttavia, che non si tratta semplicemente della sostituzione di un termine o di una frase con un'altra. Per riuscire a cogliere l'allusione occorrono ulteriori associazioni. Gump, nonostante i suoi problemi mentali, dirige la fiorente societ Bubba Gump Gamberi ( il nome di una famiglia!). L'allusione suggerisce che il parente dei Simpson  talmente stupido e sfortunato da non riuscire ad avere successo neanche in un settore in cui hanno successo anche le persone con problemi mentali.

Lo scopo che sta dietro a molte allusioni  di suscitare nel pubblico alcuni ricordi e di lasciare che nascano liberamente altre associazioni. Per esempio, il titolo dell'episodio Il giorno che mor la violenza non solo allude a una canzone di Don Mclean, ma l'episodio contiene anche un brano che in originale riporta il titolo Amendment To Be, che altro non  che una parodia di I'm Just a Bill. In questo caso non siamo solo portati a capire che con questo cinico commento politico ci si fa beffa del classico brano di Schoolhouse Rock, ma ci vengono anche in mente piacevoli ricordi e cereali rivestiti di zucchero di sabati mattina ormai lontani. Se all'inizio di Amendment To Be ci rimane qualche dubbio, questi vengono presto cancellati quando Lisa spiega a Bart che  una di quelle schifose nostalgie degli anni settanta che tanto piacciono alla generazione X.

Un'allusione deve essere intenzionale? Certamente guardando I Simpson lo spettatore attento pu fare molti collegamenti, ma non  detto che siano stati tutti creati intenzionalmente dagli autori della serie. Questi collegamenti non sono allusioni quanto associazioni accidentali. Sono accidentali non in senso negativo ma secondo l'etimologia del termine accidente, da accidere, cadere addosso. La necessit di distinguere tra un'allusione e un'associazione accidentale nasce dal fatto che  inesatto, se non addirittura moralmente scorretto, attribuire a uno scrittore, si tratti solo di un autore di cartoni animati, un'associazione che non era sua intenzione suggerire. Nonostante sia spesso difficile capire con certezza se un'associazione  intenzionale o no, indizi come il contesto possono aiutare a chiarire la situazione. Per esempio, quando Homer canta Ce la far dopo tutto per festeggiare il nuovo lavoro al bowling (E con Maggie fanno tre), gli autori propongono un'allusione intenzionale alla donna in carriera del Mary Tyler Moore Show. Non solo la frase  una battuta della sigla del programma, ma quando Homer lancia la palla in aria fa una parodia di una delle scene d'apertura in cui Mary lancia in aria il suo cappello.

Una situazione in cui si pu essere certi di avere a che fare con un'associazione accidentale, piuttosto che con un'allusione,  quella in cui sarebbe anacronistico attribuire alle intenzioni dell'autore una certa associazione. Per esempio, guardando le repliche si sarebbe tentati di vedere la breve carriera di Marge nel settore immobiliare (La donna immobile) come un'allusione al personaggio di Annette Bening, Carolyn Burnham, in American Beauty. E tuttavia ci  impossibile, visto che l'episodio  andato in onda per la prima volta nel 1997 e il film  uscito nel 1999. Ovviamente si potrebbe anche fare riferimento a qualcosa che ancora non esiste (il titolo originale dell'episodio Realty Bites  invece una chiara allusione al film del 1994 Reality Bites, tradotto in italiano con Giovani, carini e disoccupati, e l'episodio allude anche ad alcuni elementi del film Americani). Qualsiasi collegamento o associazione possa essere fatta con American Beauty  da attribuirsi esclusivamente allo spettatore e non agli autori. Vi possono essere elementi intertestuali (come va di moda chiamarli), non voluti intenzionalmente dagli autori, ma che possono essere notati da uno spettatore ideale o ragionevole, come la differenza di tecniche di vendita di immobili tra Marge e Carolyn. Non c' niente di male nel notare questi elementi, a patto che non si attribuiscano erroneamente agli autori. Essi sono a tutti gli effetti associazioni occasionali. Per fare un altro esempio, lo spettatore istruito non pu fare a meno di pensare al poeta epico dell'antica Grecia quando sente il nome di Homer. Tuttavia, il nome del personaggio dei Simpson viene dal padre di Matt Groening; anche quelli di tutti gli altri personaggi derivano da suoi parenti. Detto ci, rimane comunque il sospetto che Groening voglia fare un collegamento con l'autore dell'Odissea. Dopotutto questo collegamento  molto chiaro e poco esoterico e squisitamente ironico. Mmmm... l'ironia.

Si consideri un altro esempio. Guardando le repliche lo spettatore pu scambiare erroneamente il brano canticchiato da Otto, Iron Man, in Sangue galeotto, come un'allusione a quello cantilenato in Beavis and Butthead. Dato che l'episodio  andato in onda per la prima volta nel 1991, quando Beavis and Butthead non ci aveva ancora onorati (o disonorati) della sua presenza sugli schermi, ci  impossibile. La scelta della melodia di Otto ha lo scopo di evocare le immagini macabre del gruppo musicale che scrisse la canzone, i Black Sabbath, e del suo ex cantante Ozzy Osbourne. Si potrebbe suggerire allora che Mike Judge, la voce e il creatore di Beavis and Butthead, usi Iron Man per alludere a Otto e a I Simpson. A livello temporale potrebbe essere possibile, ma sembra alquanto improbabile.  pi verosimile che qualsiasi collegamento fatto dallo spettatore tra I Simpson e Beavis and Butthead rispetto all'interpretazione di Iron Man di Otto sia un'associazione accidentale e come tale dovrebbe essere riconosciuta, piuttosto che attribuita alle intenzioni degli autori. Lo spettatore ha il diritto di essere creativo durante la visione, ma deve in qualche modo sottostare a quello che gli forniscono gli autori.

L'estetica dell'allusione

L'estetica  una branca della filosofia che studia la natura del bello e del piacevole e comprende lo studio dell'arte. Perch proviamo piacere estetico davanti ad allusioni fatte da altri? Perch in qualit di spettatori ci piace riconoscere, capire e apprezzare le allusioni. La comprensione di un'allusione implica il piacere che proviamo quando riconosciamo qualcosa di familiare, come un giocattolo che ci piaceva tanto da bambini, e il piacere che proviamo nel sapere la risposta di un'importante domanda in Rischiatutto o in Chi vuol essere milionario? Il piacere che si prova nel capire un'allusione  diverso da quello che si prova nel comprendere affermazioni dirette. Per esempio, nell'episodio Il colonnello Homer, in cui Homer fa da agente per la cantante country Lurleen Lumpkin, un ragazzo suona in una veranda una melodia di banjo da Un tranquillo weekend di paura. Questo  un modo molto pi efficace di dire al pubblico che Homer sta entrando in una zona del sud degli Stati Uniti piuttosto che usare un'affermazione diretta. Il pubblico prova piacere sia nel riconoscere il significato della melodia di banjo sia nel ripensare a un famoso film e si chiede: Homer finir a grugnire come un maiale?.

Il pubblico si diverte a partecipare al processo creativo, preferisce inserire lui stesso gli elementi mancanti piuttosto che farseli dire. Per esempio, in Un tram chiamato Marge Maggie viene messa nella Scuola per marmocchi di Ayn Rand, dove il preside legge la dieta della Fonte meravigliosa. Per capire perch tolgono il ciuccio a Maggie e agli altri bambini bisogna capire l'allusione alla filosofia libertaria radicale di Ayn Rand. Riconoscere e comprendere questa allusione  certo molto pi piacevole che una spiegazione esplicita in cui si viene a sapere che Maggie  stata messa in un asilo nido in cui ai bambini viene insegnato ad autodifendersi e a non dipendere dagli altri, e quindi a non dipendere neanche dai loro ciucci.

Le allusioni ci piacciono anche per la loro qualit ludica. C' qualcosa di giocoso nel fare un'allusione, e nel prenderla in considerazione siamo in un certo senso invitati a giocare. Per esempio, in Vocazioni diverse Lisa diventa una piantagrane a scuola quando un test attitudinale le comunica che  portata per fare la casalinga.[2] Quando il preside Skinner le chiede Perch ti d cos fastidio?, il pubblico anticipa la risposta, che  simile a quella di Brando ne Il selvaggio: Whattaya got?.

Uno dei pi importanti effetti estetici che l'allusione pu creare  coltivare l'intimit e forgiare la comunit.[3] L'evidente vantaggio nel fare allusioni che derivano da informazioni non in possesso di tutti  che si viene a rafforzare il rapporto tra autore e pubblico. L'autore e il pubblico diventano intimamente collegati, diventano membri di un club con parole d'ordine segrete.  il caso dell'allusione di Amendment to be a Schoolhouse Rock. Allo stesso modo le ricorrenti allusioni che vi sono nei Simpson ai film di Hitchcock come Gli uccelli, La finestra sul cortile, Intrigo internazionale e La donna che visse due volte creano un legame tra i membri del pubblico (che li riconoscono) e gli autori della serie. Chiunque abbia letto Ginsberg e abbia un po' di senso dell'umorismo non pu fare a meno di apprezzare l'ingegno degli autori quando fanno dire a Lisa: Ho visto i pasti migliori della mia generazione distrutti dalla pazzia di mio fratello / La mia anima tagliata a fette da demoni dai capelli a punta. I fan delle serie televisive trovano sicuramente accattivanti le onnipresenti allusioni e le parodie dei memorabili episodi di Ai confini della realt. Quelli che non possono fare a meno di rivedere Il laureato (quando a notte fonda capita loro di trovarlo durante uno zapping sui canali televisivi), sentono affinit e sorridono quando il Nonno interrompe il matrimonio tra la signora Bouvier e il signor Burns gridando da dietro il vetro del separ dell'organo (L'amante di Lady Bouvier).

Nel caso dei Simpson forse il massimo del coltivare l'intimit e del forgiare la comunit si raggiunge con le allusioni agli episodi precedenti. I Simpson non  caratterizzato da un intreccio storico che si sviluppa da episodio a episodio, n esiste uno sviluppo particolarmente lineare nelle singole stagioni. In parte per questa ragione la comparsa di un oggetto gi mostrato in un episodio precedente ha molto effetto sullo spettatore. In Amore rischioso pathos focoso, per esempio, Homer trova nella tasca della giacca sportiva un volantino del funerale di Frank Grimes. Per uno spettatore non assiduo questo particolare sembra casuale, ma per uno spettatore attento e fedele il volantino ricorda un episodio in cui appariva il sosia di Homer, Frank Grimmione Grimes. Il volantino fa inoltre pensare all'abbigliamento tipico di Homer, in quanto suggerisce che il funerale di Grimes, ossia un evento avvenuto quasi un anno prima in termini di programmazione televisiva,  probabilmente stata l'ultima volta in cui Homer ha indossato la giacca sportiva. In Sindacato con(tro) la mafia Benjamin, Doug e Gary, gli amici di studio di Homer dai tempi di Homer va all'universit, si vestono come il signor Spock per un convegno di fantascienza. Questa scelta dei costumi allude al loro fanatismo, gi espresso nell'episodio precedente. E tuttavia lo spettatore non abituale li identifica solo come persone (fanatiche) intervenute al convegno. In Viva Ned Flanders in uno degli adesivi attaccati al paraurti del tizio del negozio di fumetti c' scritto KANG ?L MIO COPILOTA. Qui vi  quella che possiamo chiamare una doppia allusione. L'adesivo allude all'alieno che ogni tot terrorizza la famiglia Simpson negli episodi de La paura fa novanta e l'alieno dei Simpson allude al capitano Klingon della serie Star Trek.

Nell'uso dell'allusione vi  senza dubbio un certo elitarismo e una certa volont di esclusione. Per coltivare l'intimit con alcuni  necessario a volte escludere gli altri. Non tutti gli spettatori dei Simpson coglieranno l'evidente allusione ad Ayn Rand, pochi coglieranno l'allusione pi nascosta a Ginsberg e Kerouac e pochissimi capiranno che la visione che Bart ha dell'inferno deriva dalle opere di Hieronymus Bosch (Bart  investito da un'auto). Nel corso della storia dell'arte e della letteratura (e ora anche della televisione) alcuni hanno colto le allusioni mentre altri no, ma il numero crescente di coloro che non le colgono  un problema che deve essere affrontato. Una causa  la mancanza di un comune corpo di conoscenze, quello che E.D. Hirsch jr chiama cultural literacy, alfabetismo culturale, nel suo acclamato e diffamato bestseller Cultural Literacy: What Every American Needs to Know. L'alfabetismo culturale  essenziale per una corretta comunicazione e comprensione. Ci  evidente se si considerano le allusioni. L'alfabetismo culturale necessario per capire I Simpson non  sempre intellettualoide, anzi si basa spesso sulla conoscenza dei classici delle serie televisive precedenti. Ci ha l'effetto di escludere gli spettatori pi giovani che non hanno dimestichezza con serie tipo L'orso Yoghi, Casper the Friendly Ghost, Ai confini della realt, Supercar, Dallas, Twin Peaks, I Puffi, Io e Lucy, Magilla Gorilla, That Girl, Vita da strega, e cos via. Questo punto non  trascurato da Homer Simpson, il quale si lamenta della morte dell'alfabetismo pop-culturale mentre rimprovera Bart perch non sa chi  Fonzie: Chi  Fonzie? Non vi insegnano niente a scuola?  quello che ha liberato gli squares (Fate largo a Lisa). Campione delle tradizioni culturali pop degli anni settanta e ottanta, Homer rimane sconcertato dal ragazzino nel negozio di dischi quando quest'ultimo gli dice che Hullabalooza  il migliore festival rock di tutti i tempi. La risposta di Homer? Esiste un solo grande festival: lo US Festival.  stato sponsorizzato da un tipo della Apple Computer. La risposta del ragazzino? Che computer? Hirsch ammette prontamente che l'alfabetismo culturale  un fenomeno in continua evoluzione e qualsiasi elenco che tenti di descriverlo sarebbe descrittivo ma non prescrittivo. Eppure non credo che arriverebbe a inserire Fonzie e lo US Festival nell'elenco di Quello che tutti gli americani dovrebbero sapere, anche se la Apple Computer forse avrebbe una possibilit.

Una ragione per cui l'utilizzo dell'allusione nei Simpson ha successo esteticamente  che di solito non  distruttivo. Gli autori sanno che non tutti coglieranno le allusioni e quindi le forgiano in maniera tale che vadano ad aumentare il divertimento se vengono colte ma non lo diminuiscano se non lo sono. La ricca e diversificata trama di allusioni dei Simpson permette di divertirsi al giovane come all'anziano, al raffinato come all'ingenuo, all'istruito come all'ignorante. Infatti, la vera prova del successo comico ed estetico dell'utilizzo dell'allusione nei Simpson  guardare la serie di fianco a un bambino. Se il bambino ride per un'allusione oscura sappiamo che lo fa per l'umorismo, non perch l'abbia colta. La diversificazione ha avuto successo. Per esempio in Spazzatura fra i Titani il gruppo suona un breve pezzo preso dal tema musicale di Sanford and Son mentre Homer viene cacciato e viene reintegrato Patterson, il commissario alla sanit. Se non si coglie l'allusione musicale a Sanford and Son, si riesce comunque a capirla in qualche modo. Questo perch parte della bellezza dell'allusione  che si amalgama perfettamente con la scena, pu scorrere senza essere capita, pu essere presa semplicemente per un motivo divertente senza dare la sensazione che ci si stia perdendo qualcosa. Analogamente, in Il matrimonio di Lisa, un episodio proiettato nel futuro, viene suonato un motivo dei Jetsons. Homer indossa una camicia bianca come quella del futuristico George Jetson e l'episodio  pieno di effetti sonori tipici di quella serie. Anche in questo caso le allusioni si integrano perfettamente, facendo divertire coloro che le riconoscono e facendo nascere delle domande in coloro che non le colgono. La stessa cosa si pu dire delle allusioni alla cultura alta, come la parodia dell'uomo dei pretzel del famoso discorso di Tom Joad in Furore: Ovunque esista una giovane madre che ignori cosa dare al suo piccolo, lei sar presente. Ovunque scarseggi la vendita delle patatine, lei sar presente. Ovunque un bavarese non sia sazio, lei sar presente (Il mondo iellato di Marge Simpson). E anche in questo caso l'allusione a Furore di Steinbeck fa divertire coloro che la riconoscono, ma passa inosservata e non distrae coloro che non riescono a capirla. Forse alcuni spettatori astuti capiranno, in questo caso e in altri, che vi  un'allusione, anche se non riusciranno a capire a cosa si riferisca. Ma anche in questo caso lo spettatore non si sente confuso. Anzi, probabilmente sorride perch capisce che sta succedendo qualcosa di divertente anche se non riesce ad apprezzarlo appieno. La stessa trama diversificata si pu trovare in allusioni pi complesse, in parodie che si sviluppano per tutto un episodio o parte di esso come in The Shinning, Il corvo e La finestra sul giardino, il cui titolo originale, Bart of Darkness, riprende un romanzo di Conrad mentre la trama dell'episodio  una parodia di La finestra sul cortile di Hitchcock.

Qual  il collegamento?

Oltre a un valore estetico, le allusioni hanno un valore pratico che si trova nelle loro capacit di fornire dei collegamenti con altre opere d'arte. Tali collegamenti, a loro volta, forniscono un contesto e una tradizione in cui un'opera d'arte va interpretata. Mentre i filosofi parlano dei loro predecessori o dei loro contemporanei per criticare le loro idee e proporne di nuove, e si spera di migliori, gli artisti tendono a fare allusioni ai loro predecessori o ai loro contemporanei. Gli artisti utilizzano le allusioni in tal modo per rendere omaggio, per fare una parodia,[4] per prendere in giro e per fare di meglio.

Non ci si aspetta che gli autori di un cartone animato utilizzino l'allusione allo scopo di creare un contesto e collegare la loro arte con l'arte di altri, ma I Simpson non  un cartone animato qualunque. Che contesto e che tradizione cercano di dettare gli autori dei Simpson attraverso il loro uso dell'allusione? Consideriamo brevemente le opere d'arte alle quali alludono.

Tra i film a cui si fa allusione nei Simpson abbiamo: La carica dei 101, Odissea nello spazio, Alien, Amityville Horror, Apocalypse Now, Fuoco assassino, Basic Instinct, Ben Hur, Gli uccelli, La guardia del corpo, Cape Fear - Il promontorio della paura, Momenti di gloria, Quarto potere, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Arancia meccanica, Cocktail, Il cacciatore, Un tranquillo weekend di paura, Il dottor Stranamore, Dracula, ET, L'esorcista, Paura e delirio a Las Vegas, La mosca, Forrest Gump, Frankenstein, Full Metal Jacket, Il padrino, Godzilla, Via col vento, Quei bravi ragazzi, Il laureato, La vita  meravigliosa, Lo squalo, La febbre del successo, Jumanji, Jurassic Park, King Kong, Lawrence d'Arabia, Mary Poppins, Fuga di mezzanotte, Miracolo sulla 34 strada, Il migliore, La notte dei morti viventi, Nightmare - Dal profondo della notte, Intrigo internazionale, Ufficiale e gentiluomo, Qualcuno vol sul nido del cuculo, Patton generale d'acciaio, Pink Flamingos, Il pianeta delle scimmie, L'idolo delle folle, Psyco, Pulp Fiction, I predatori dell'arca perduta, Rain Man, La finestra sul cortile, Uomini veri, Risky business - Fuori i vecchi... i figli ballano, Rocky, Rocky Horror Picture Show, Rudy - Il successo di un sogno, Shining, Il silenzio degli innocenti, 2022: i sopravvissuti, Speed, Guerre stellari, Steamboat Willie, Terminator, Titanic, Il tesoro della Sierra Madre, La donna che visse due volte, Il villaggio dei dannati, Waterworld, Il selvaggio e Il mago di Oz. Tra le serie televisive: Arcibaldo, Batman, Beavis and Butthead, Vita da strega, Bonanza, Casper the Friendly Ghost, Charlie Brown, Cin cin, I Robinson, Dallas, Davey and Goliath, Denny, Doctor Who, Fish, Gli antenati, Il fuggiasco, Futurama, L'isola di Gilligan, Happy Days, Hekyll and Jekyll, Quell'uragano di pap, Howdy Doody, Lucy e io, In Search of, I Jefferson, The Jetsons, Supercar, Lassie, Laverne & Shirley, The Little Rascals, Innamorati pazzi, Magilla Gorilla, The Mary Tyler Moore Show, Braccio di ferro, Il prigioniero, Ren and Stimpy, Rhoda, I Ropers, Schoolhouse Rock, I puffi, Star Trek, That Girl, That '70s Show, Twin Peaks, Ai confini della realt, The Wonder Years, X-Files, Xena principessa guerriera e L'orso Yoghi.

Tra gli scrittori e le opere letterarie a cui si fa allusione nei Simpson abbiamo: La Bibbia, Castaneda, Canto di Natale di Dickens, Urlo di Ginsberg, Il signore delle mosche di Golding, Il vecchio e il mare di Hemingway, l'Odissea di Omero, Kerouac, Moby Dick di Melville, Il cuore rivelatore, Il corvo e La rovina della casa degli Usher di Poe, La fonte meravigliosa di Ayn Rand, Shakespeare, Furore di Steinbeck e Un tram chiamato desiderio di Tennessee Williams.

La prima cosa che si nota osservando questi elenchi  che gli autori dei Simpson non si sono limitati a fare allusioni al genere dei cartoni animati o comunque a produzioni televisive. Hanno alluso anche a film e opere letterarie. Nonostante siano meno comuni, si possono poi notare allusioni a dipinti come The Kentuckian o a eventi USA for Africa. La seconda cosa che si nota  che le allusioni si riferiscono principalmente, ma non esclusivamente, a opere americane sia culturali sia popolari. Ci sembra appropriato visto che Springfield (l'unica citt senza uno Stato) rappresenta probabilmente l'America.

Le allusioni contenute nei Simpson sono poco lusinghiere in quanto dipingono il paese come una societ di fast-food in cui alle masse non piace pensare troppo. In molti casi, anche se non in tutti, le allusioni sono rese molto esplicite. Canzoni come The End o Hot Blooded fanno cenno ad altre forme di arte popolare e non richiedono allo spettatore un grande sforzo o una conoscenza esoterica. Allo spettatore basta sapere che vi  un'allusione. I Simpson utilizzano spesso persone reali o personaggi di fantasia come Ron Howard, Dennis la minaccia o i Red Hot Chili Peppers. Sovente l'utilizzo di queste persone costituisce un'allusione a causa di doppi significati; lo spettatore deve sapere perch la persona o la situazione  divertente oltre al fatto che sono presenti in scena. Per esempio, David Crosby ha dato la voce al suo personaggio in cartone animato in molti episodi, spesso in un contesto, come per esempio un incontro di un gruppo anonimo che lavora per fasi, che gli concede un ruolo di riabilitatore o di esperto di self-help. Viene da chiederci: Agli americani piacciono, o peggio hanno bisogno di cretini' del genere? Le allusioni alla cultura popolare sono segno della decadenza dell'America? Rappresentano l'immolazione dell'alfabetismo culturale di Hirsch, dopodich tutto ci che rimane non  altro che un alfabetismo nichilistico di cultura popolare?.

No, probabilmente le intenzioni non sono poi cos truci. Pensate al fatto che molti baby boomers o molti membri della Generazione X hanno ascoltato per la prima volta brani di musica classica nei cartoni animati di Bugs Bunny e poi si sono dati all'ascolto di Bach e Beethoven. Le allusioni esplicite e la combinazione di cultura popolare e di cultura alta non segnalano necessariamente la chiusura della mente degli americani. La campana a morto suonerebbe solo se una generazione di americani non andasse oltre I Simpson nella sua valutazione estetica. Non vi  un pericolo chiaro e imminente e sia I Simpson sia questo libro raggiungono meglio il loro scopo quando invitano il pubblico a considerare le questioni culturali, estetiche e filosofiche che vengono solo toccate in superficie dalla serie.

Capire la battuta

Forse penserete che abbiamo fatto molto Apu per niente durante questa trattazione dell'allusione. Se  cos potete star certi di avere Homer dalla vostra parte. Oh, Marge, i cartoni animati non hanno significati profondi. Sono solo stupidi disegni che ti fanno ridere facilmente (Il signor Lisa va a Washington). Noi per preferiamo stare dalla parte di Matt Groening, il quale afferma che  una delle grandi cose dei Simpson; se hai letto qualche libro capisci di pi le battute.[5] In fondo possiamo solo chiedervi di prendere questo saggio e questo libro tanto seriamente quanto fareste con un episodio dei Simpson.[6]

7

La parodia popolare:

I Simpson e il film giallo

Deborah Knight

Invece di basarmi sul complesso degli episodi che compongono I Simpson per stabilire tesi filosofiche generali, in questo saggio vorrei andare nella direzione opposta, concentrandomi su un episodio specifico della serie. Mi interesso di parodia, in particolare delle strategie della parodia che caratterizzano le narrazioni popolari pi che quelle alte.[7] Il soggetto parodia ha ovvie affinit con l'allusione. Irwin e Lombardo propongono la pertinente osservazione che perch qualcosa sia un'allusione invece che una associazione incidentale deve essere intesa in tal modo dagli autori della fiction. In genere, per quanto riguarda gli scopi dei Simpson, l'allusione deve essere voluta dagli scrittori della serie.[8] La parodia funziona nello stesso modo: i riferimenti non intesi sono al meglio accidentali. Nei Simpson sono citate parecchie serie televisive e film americani, in modi molto vari. Ci a cui sono particolarmente interessata  un modo specifico di citare e l'uso di un riconoscibile genere narrativo. La mia attenzione va al cinema giallo e l'episodio in questione  Bart l'assassino. Ma la mia tesi  applicabile a ogni episodio dei Simpson in cui si usano le stesse strategie che troviamo in Bart l'assassino.

Bart l'assassino

Ricorderete come si sviluppa l'episodio. Bart si sveglia cantando e scende tronfio le scale, pensando che sar un gran giorno. Ma le cose si mettono subito male. In primo luogo, Homer ha fregato lo stemma da poliziotto dalla sua scatola di cereali. Poi il nostro perde l'autobus. Mentre va a scuola il bel tempo si trasforma in un cupo temporale, schiarendosi di nuovo proprio quando entra nell'edificio. Bart deve quindi compilare un modulo per il ritardo. E se tutto questo non fosse abbastanza, si  dimenticato a casa il permesso per andare a visitare con la classe, nel pomeriggio, la fabbrica di cioccolato. Non gli rimane che guardare i suoi compagni che si assiepano nell'autobus. Finisce quindi a leccare francobolli nell'ufficio del preside Skinner, che consiglia a Bart di farne un gioco, contando quanti francobolli riesce a leccare nello spazio di un'ora e poi cercando di superare questo numero nell'ora successiva. Bart lo definisce un gioco di merda e naturalmente ha ragione. Con la lingua gommosa, se ne va a casa in skateboard, di nuovo sotto la pioggia. Ma le cose stanno anche per peggiorare: cade dallo skateboard e precipita per una rampa di scale. E adesso cos'altro? si lamenta. La domanda ha una pronta risposta, quando si ritrova puntata addosso una dozzina di pistole.

Per quanto sia stato sfortunato tutto il giorno, qui la sfortuna di Bart raggiunge il culmine.  atterrato all'esterno di un locale di gangster, diretto dal boss Tony Ciccione (la voce  di Joe Mantegna) e dai suoi scagnozzi dal grilletto facile. Ma non tutto  perduto. Tony Ciccione, a cui piace scommettere sui cavalli, propone a Bart un test d'iniziazione. Quando gli viene chiesto quale cavallo vincer la terza corsa, replica: Non ne so una vacca. Ovviamente Non ne so una vacca  primo al traguardo e Tony Ciccione ritira la vincita. Il ganster comincia a pensare che Bart porti fortuna e che non sia solo ciarliero. E quindi lo sottopone a un secondo test. Pare che il bar sia a corto di baristi e Tony vuol sapere se Bart sa preparare un Manhattan. Nervosamente il ragazzo ce la fa e questo gli assicura un posto nella famiglia mafiosa. La sua carriera come barista della mafia sembra avviarsi bene - se non tenete conto del fatto che Bart trasforma la sua camera da letto in un magazzino per un carico di sigarette rubato da un camion; che comincia a usare fastidiose maniere mafiose, come quella di infilare denaro nelle tasche delle persone mentre chiede loro dei favori; che comincia a vestirsi come un membro appena arrivato del Rat Pack di Sinatra, dopo che Tony Ciccione lo ha ricompensato con un elegante gessato. Ma quando il preside Skinner lo trattiene a scuola dopo l'orario perch Bart ha tentato di corromperlo, il nostro  in ritardo al suo lavoro al club - il che  un problema, visto che Tony Ciccione ha promesso a un capomafia concorrente un grandioso Manhattan, ma Bart non  l per prepararlo. Quando l'altro boss se ne va d a Tony Ciccione il bacio della morte, come solo i mafiosi sanno darlo (proprio quello di cui avevo bisogno commenta Tony). E tutto questo per il ritardo di Bart. Quando quest'ultimo arriva raccontando che Skinner lo ha trattenuto dopo l'orario per punirlo, Tony Ciccione si mette in testa di andare a parlare con Skinner. Il preside si ritrova cos a confrontarsi nel suo ufficio con uomini alti senza appuntamento (Skinner vuol sapere come hanno fatto a superare la telecamera di sorveglianza).

Quando inaspettatamente Skinner scompare, Bart  al centro dell'attenzione della polizia. Di fatto, finisce processato per l'omicidio del preside. Al processo tutti si rivoltano contro di lui: durante la sua testimonianza lo stesso Homer ammette che tutte le prove indicano Bart. Tony Ciccione insiste nel sostenere che  Bart il capo dell'organizzazione. Le cose stanno mettendosi davvero male quando Skinner miracolosamente riappare e spiega che  stato intrappolato per giorni sotto una pila di giornali nel suo garage - e ha tenuto fresca la mente giocando con una palla da baseball, contando il numero di volte che poteva farla rimbalzare in un giorno, e poi, il giorno successivo, tentando di battere il record. Cade l'accusa contro Bart. Sulle scale del tribunale Bart comunica a Tony Ciccione di aver imparato che il crimine non paga. Tony Ciccione si dichiara d'accordo, prima di salire sulla prima della flotta di limousine che porta via lui e i suoi sgherri. La famiglia Simpson  riunita.

La parodia e le narrazioni popolari

Come sostiene Thomas J. Roberts nel suo An Aesthetics of Junk Fiction,[9]  caratteristico delle narrazioni spazzatura, come affettuosamente le definisce, abbondare nei riferimenti alla cultura loro contemporanea. Le narrative popolari stabiliscono connessioni con i loro lettori e i loro spettatori, afferma Roberts, per mezzo di citazioni frequenti di persone, eventi e oggetti extratestuali ma familiari, o per lo meno riconoscibili. Per esempio, le narrative popolari si riferiscono a marche di auto e pistole, a canzoni, film e trasmissioni televisive, a figure pubbliche come star del cinema o del rock, a stelle dello sport e ai politici, a vestiti e cosmetici, alle vicende di grande interesse giornalistico, ai tipi di tecnologia. Questi rimandi possono basarsi su qualcosa di molto diretto, come per esempio nomi o immagini, oppure possono essere molto sottili, come alcune allusioni descritte da Irwin e Lombardo. Data la velocit con cui si succedono automobili, film, stelle, mode e tecnologie, e prendendo atto di come molte di queste si limitino semplicemente a svanire nella memoria, i riferimenti che il pubblico contemporaneo riconosce con prontezza possono diventare opachi anche per le generazioni immediatamente successive. Una delle cose notevoli che ha luogo quando un'opera di narrativa spazzatura muta status, passando da quello popolare a quello classico,  che la nostra attenzione si sposta dal riconoscimento immediato di questi rimandi extratestuali ad altre cose, per esempio a temi di critica letteraria come la forma e il tema. Questo spostamento  di fatto la materializzazione della nostra smemoratezza culturale. Facciamo alcuni esempi. Chi si ricorda di certi idoli adolescenziali degli anni settanta come Bobby Sherman e Leif Garrett? Se vi chiedessero di una Barracuda, vi ricordereste prima della marca di automobili o del personaggio di Frasier? Uno dei tratti caratteristici delle narrative spazzatura  il loro costante riferirsi a entit che spesso si rivelano, dal punto di vista culturale e da quello tecnologico, transeunti. Al di fuori dell'immediata cornice temporale che definisce il sistema di riferimenti di un pubblico preciso, non si pu prevedere quanto sia probabile, in futuro, esser in grado di riconoscere tal genere di rimando specifico. Lo stesso Homer Simpson espone l'argomento, come ci ricordano Irwin e Lombardo, quando si rende conto che Bart non sa chi  Fonzie.

Ovviamente I Simpson  pieno zeppo di questo tipo di riferimenti alla cultura contemporanea. Citiamone uno da Bart l'assassino: a colazione, mentre Bart fruga nel sacchetto di cereali alla ricerca dello stemma di poliziotto, vediamo che i cereali di Lisa si chiamano Jackie-O. Probabilmente non c' bisogno che io spieghi che questi cereali sfruttano il nome affibbiato a Jacqueline Kennedy Onassis dalla stampa popolare; persino la stampa popolare riconosce che Jackie O  una donna di grande bellezza, per non parlare delle sue notevoli connessioni di potere e di influenza. N credo di dover ricordare che i Jackie-O alludono anche ai Cheerios, i cereali celebri per la loro fiduciosa insistenza sulla salute, e correlativamente noti per la loro proclamata rinuncia a zucchero, glassa, aromi o, se  per questo, qualsiasi genere di cereali vistosi. Un giorno non molto distante da oggi potremmo anche dover spiegare sia chi era Jackie O sia cosa fossero i Cheerios. Ci che dobbiamo tuttavia notare qui  che nei Simpson non esiste un singolo specifico atteggiamento rispetto a questi rimandi culturali extratestuali. Proprio per questo motivo, non possiamo definire con esattezza quale sorta di atteggiamento motiva il riferimento a Jackie O. N possiamo esser certi che tale riferimento sia inteso come qualcosa di pi che una fortuita assonanza con altri cereali da colazione i cui nomi finiscono in o.

Abbiamo tuttavia un'altra specie di rimando da considerare quanto pensiamo, per esempio, a Bart l'assassino. Molti episodi dei Simpson, questo compreso, si riferiscono a cinema e generi televisivi chiaramente identificabili. Lo definiamo riferimento di genere. Non tutti i riferimenti al cinema e alla televisione presenti nei Simpson sono dello stesso tenore e, in particolare, non tutti indicano un atteggiamento unitario nei confronti del genere cui si rimanda. In un altro episodio Apu sta cercando di convincere Homer e la sua famiglia a guardare un film indiano in televisione. Apu sta solo cercando di condividere la sua cultura con Homer e Marge, ma, come prevedibile, non ha alcun successo. Homer riesce solo a vedere le differenze immediate tra le convenzioni del film indiano e quelle dei film cui  abituato, cio quelli americani. Il meglio che Homer pu fare  ridere a crepapelle perch ritiene ridicoli i costumi indiani. Uno dei meravigliosi riferimenti in questa scena  costruito come una frase secondaria, ed  l'assicurazione di Apu a Marge e Homer che il film  finito nella Top 400 tra i migliori film indiani di tutti i tempi.

Uno dei modi per comprendere la battuta, che io ritengo per sbagliato,  di supporre che il cinema indiano non possa discriminare seriamente tra i suoi prodotti e quindi li lodi tutti enormemente quando li include in una lista di tali dimensioni. Un altro modo di comprenderlo, anche questo sbagliato,  di pensare che la considerazione di Apu sia semplicemente un'esagerazione - qui l'umorismo starebbe nel fatto di pensare che siano pochi, se non nessuno, i film indiani al top. Il modo giusto per comprendere la battuta sta, per contrasto, nel sapere che il cinema indiano  tra i pi produttivi e suggestivi nel mondo. Ha una produzione annua tra le pi abbondanti al mondo, che supera di molto il cinema americano. Questo rende l'idea dei Top 400 pi comprensibile: l'enorme potenziale del cinema indiano spiega di fatto lo spostamento dalle pi usuali proporzioni dei Top 10 o dei Top 100 a qualcosa di molto pi grande, per esempio una Top 400. La battuta funziona quindi per gli spettatori che sanno qualcosa sul cinema indiano. E questo vorrebbe dire allinearsi, da spettatore, con Apu, e, se condividiamo questa affinit, allora simpatizzeremo con lui e non con la rozza reazione di Homer. Ovviamente non c' modo di assicurarsi che questa interpretazione della battuta sia quella accettata dagli spettatori. Abbiamo qui un problema ricorrente nell'ermeneutica della narrazione: simpatizzare con Homer  certamente possibile, ma farlo significa di fatto ritrovarsi nel circolo ermeneutico sbagliato.

Definir estrinseco questo riferimento e tutti quelli che funzionano in maniera analoga. Sono estrinseci nel senso che traggono origine e rimandano a qualcosa che sta al di fuori della narrazione. Si riferiscono alle pratiche cinematografiche cui alludono, ma non le incorporano negli aspetti narrativi. Quindi il rimando al cinema indiano  simile al riferimento a Jackie Onassis nel nome dei cereali. Entrambi ottengono senso dal loro essere extratestuali. Al contrario, Bart l'assassino  fondato su un riferimento intrinseco: propone cio rimandi per mezzo dell'incorporazione nel racconto stesso in cui abbiamo l'allusione di modelli specifici di genere. Il genere in questione  il giallo. Bart l'assassino ci concede quindi di riflettere sulla pi generale presenza, nei Simpson, di cose come lo sviluppo e la trasformazione dei generi, la parodia e l'omaggio. Ci concede anche di riflettere su uno dei temi centrali del giallo: la famiglia. Ci sono differenti tipi di film giallo, e persino differenti tipi di film giallo che si concentrano sulla figura del gangster. Per esempio in Donnie Brasco (Mike Newell, 1997) abbiamo la figura di un poliziotto in incognito (Johnny Depp) che si infiltra in un gruppo di mafiosi diventando amico di uno dei suoi membri pi deboli (Al Pacino). Ma si capisce meglio il film se lo si pensa come un thriller su un agente travestito in un ambiente gangsteristico. D'altro canto, un importante sottogenere del giallo che va dagli anni trenta a oggi si concentra sull'ascesa e la caduta di un gangster. Uno dei suoi elementi dinamici  dato dal contrasto tra la famiglia americana normale e la famiglia criminale.  questo il sottogenere al centro di Bart l'assassino. Nell'episodio il contrasto tematico tra la famiglia americana normale e quella criminale diventa pi interessante perch sono proprio i Simpson a interpretare il ruolo della famiglia americana normale.

La famiglia e i generi popolari

Tra i generi hollywoodiani pi popolari, solo due si definiscono primariamente per esser incentrati sulla famiglia. Il primo, il melodramma familiare,  generalmente concepito come un genere da donne, ed  noto anche come lacrimevole, per la sua capacit di ridurre in pianto il pubblico. Melodrammi familiari come Amore sublime (King Vidor, 1937), Il romanzo di Mildred (Michael Curtiz, 1945) e Lo specchio della vita (Douglas Sirk, 1959) si focalizzano su una famiglia nucleare incompleta, in genere diretta da una madre singola che ha bisogno di un marito. In particolare dagli anni trenta agli anni cinquanta un tema tipico di questi film  stata la tensione tra essere madre ed essere capofamiglia. La protagonista dei tre film citati persegue una carriera professionale di successo ed  proprio questo successo nella sfera pubblica che minaccia la stabilit della famiglia e causa problemi nelle loro relazioni con gli uomini, si tratti di mariti o di amanti. L'altro genere hollywoodiano incentrato sulla famiglia , abbastanza ironicamente, il film di gangster. Tra i classici troviamo Nemico pubblico (William Wellman, 1931), Il padrino (Francis Ford Coppola, 1972, 1974 e 1990) e Quei bravi ragazzi (Martin Scorsese, 1990). Nei melodrammi familiari incentrati sulla donna, in linea di massima la famiglia  proposta come l'unit sociale di base, dipendente dalle figure del padre e della madre, dalle buone relazioni tra genitori e figli e dalla capacit di inculcare valori sociali. Nei melodrammi familiari la fedelt  idealmente centrifuga: si muove dalla coppia verso l'esterno, verso la loro famiglia prima e verso la comunit poi. Il film di gangster propone una visione inversa della famiglia, in cui le protagoniste donne sono marginalizzate e in genere ridotte a ruoli come la moglie trofeo o l'amante. Anche il sistema di valori del film di gangster inverte quello dei melodrammi familiari. I valori dei gangster non beneficiano mai la pi ampia comunit, ma invece sostengono e preservano il microcosmo criminale. Nel giallo la fedelt  centripeta,  rivolta verso la famiglia criminale e, elemento importante, in particolare verso la figura del boss. Come dice il personaggio interpretato da Robert De Niro in Quei bravi ragazzi, nella mafia ci sono due regole: non dire niente a nessuno e tieni sempre chiusa la bocca.

Il sistema di riferimento ai generi presente in Bart l'assassino ci porta verso il film di gangster e ci allontana dal melodramma familiare. E quindi, qual  la relazione tra I Simpson e questi generi? Partiamo dai Simpson.  chiaramente pi vicino, in struttura e formato, alla sitcom familiare piuttosto che al melodramma familiare o al giallo. Di fatto  parte della tradizione di quelle sitcom familiari critiche, che si incentrano sulla classe lavoratrice piuttosto che sulla classe media, e propongono, come meccanismo primario della costruzione della trama, dispute continue tra i membri della famiglia. Ci pone I Simpson sulla linea di situation comedies televisive che vanno da Arcibaldo a Pappa e ciccia, e distingue tutti e tre questi programmi e le sitcom che rientrano nello stesso gruppo dai drammi televisivi incentrati sulla famiglia, come per esempio The Waltons, Quella casa nella prateria e, paradigmaticamente, Family, che tendono verso il melodramma esplicito pi di quanto facciano le sitcom. Ci nonostante, le sitcom familiari hanno evidenti affinit con i melodrammi familiari, poich entrambi focalizzano la loro attenzione sugli scontri in famiglia. Possiamo concettualizzare la sitcom familiare come una trasformazione dei melodrammi familiari ottenuta attraverso le nuove convenzioni e i nuovi formati della televisione degli anni sessanta e dei decenni successivi.

Si pu allora concludere che la connessione tra I Simpson e il melodramma familiare non  n intrinseca n estrinseca, ma  piuttosto una delle eredit e varianti storiche del tema della famiglia. Tuttavia la relazione di Bart l'assassino con il giallo  intrinseca piuttosto che estrinseca, poich in questo episodio i riferimenti al giallo non sono semplicemente estrinseci, ma sono incorporati nella sua struttura narrativa. Bart l'assassino pu esser concepito come una combinazione tra parodia e omaggio al giallo, proprio come I Simpson nel suo complesso  una combinazione tra parodia e omaggio alla sitcom familiare. Il che ci porta a prendere in considerazione il modo in cui la parodia opera in questo particolare contesto.

Parodia dell'arte e parodia popolare

Noi ci stiamo occupando della parodia in un contesto popolare. Di preciso, come si rapporta la parodia popolare con le teorie sulla parodia? Linda Hutcheon ha esposto idee interessanti in materia. La parodia dell'arte, che Hutcheon definisce semplicemente parodia,  un genere sofisticato nelle richieste che rivolge a chi lo pratica e chi lo interpreta.[10] La parodia descrive la relazione tra due testi: il testo parodico stesso e il testo parodiato, o testo bersaglio. Per Hutcheon la parodia  una pratica autoconsapevole, anzi autoriflessiva, che implica l'intenzione dell'artista o dell'autore nella codifica e l'attivit interpretativa del pubblico nella decodifica. L'intenzione dell'artista  necessaria perch la parodia implica la ripetizione con una differenza, ovvero la ripetizione che denota il riconoscimento di precedenti storici nel mondo dell'arte e la differenza che evidenzia i mutamenti, le varianti o le analisi ironiche a cui questo stesso precedente storico viene sottoposto (pag. 101). L'attivit interpretativa del pubblico  analogamente necessaria perch sia riconosciuto il testo bersaglio e perch quindi funzioni la relazione tra parodico e parodiato.

Hutcheon intende distinguere la parodia da una serie di pratiche artistiche e letterarie con cui  stata spesso confusa, tra cui il burlesque, il travestimento, il pastiche, il plagio, la citazione e l'allusione (pag. 43). Nondimeno, il suo resoconto riguarda in primo luogo l'Arte Alta moderna e postmoderna. Il suo esempio favorito  forse la parodia di Magritte della parodia di Manet della Maya sul balcone di Goya. L'esempio solleva di fatto la questione di cosa funziona come parodia e quando, ma in realt non fornisce una risposta univoca. Potremmo per esempio chiedere qual  il vantaggio critico nel considerare parodia Il balcone di Manet?  forse diventato tale solo dopo che Magritte ha dipinto il suo Prospettiva: il balcone di Manet? E quando non si rif alla tradizione del dipinto a olio, Hutcheon si concentra sui capolavori del romanzo europeo, per esempio sulla presunta relazione parodistica tra Proust e Flaubert. Anche le parodie cinematografiche vengono citate, per esempio la rielaborazione di Psyco (Alfred Hitchcock, 1960) in Vestito per uccidere (1980) e quella di Blow Up (Michelangelo Antonioni, 1967) in Blow Out (1981) a opera di Brian De Palma. Ma ci si sofferma ben poco su quanto c' bisogno che il pubblico sappia sul testo bersaglio per comprendere i film di De Palma. Si potrebbe del resto sostenere che Psyco  un tale classico del cinema hollywoodiano che sarebbe difficile immaginare un pubblico che non veda la connessione. Ma Blow Up, anche se  un capolavoro, non  certo altrettanto noto e conosciuto come Psyco; insomma, mi colpisce che in questo caso conoscere il testo bersaglio costituisca solo una distrazione dalla trama di Blow Out, il cui pubblico ha certamente pi confidenza con i ruoli precedenti di John Travolta che con il film di Antonioni.

Anche se Hutcheon cita regolarmente le opere d'arte popolari piuttosto che quelle canoniche, nel suo approccio ci sono ovvi problemi. Cominciamo con il fatto che un testo parodistico non deve necessariamente parodiare una particolare opera d'arte canonica. Anzi, non c' alcun bisogno che parodizzi una precisa opera d'arte: potrebbe senza problemi parodiare le convenzioni riconosciute di un genere narrativo. In secondo luogo, non  affatto necessario che i testi parodistici si riferiscano alle opere d'arte cosiddette alte - pensate per esempio alle parodie dei cartoni animati di Roy Lichtenstein. N c' bisogno che il testo parodistico si qualifichi esso stesso come arte alta: si pensi a Bart l'assassino e ad altri episodi simili dei Simpson. Probabilmente Hutcheon si dichiarerebbe d'accordo con me su entrambi i punti, ma vale la pena sottolineare come anche la sua scelta di opere d'arte di massa (in questo caso dei film) si concentri su testi bersaglio molto noti come capolavori di auteurs ammirati.

Forse il problema pi evidente nella tesi di Hutcheon  il modo in cui privilegia l'ironia: L'inversione ironica  una caratteristica di tutte le parodie (pag. 6). Questa presa di posizione deve molto alla centralit dell'ironia nei valori letterari che ritroviamo in molte pratiche critiche che vanno dai New Critics al presente. L'ironia  il fondamento dell'idea hutcheoniana per cui la parodia segna l'intersezione tra [...] l'invenzione e la critica, visto che l'ironia stessa viene interpretata come se avesse un'inerente funzione critica (pag. 101). Ma cos si d per scontato che l'ironia sia un segno di seriet letteraria. E tutto ci che ricerca la seriet come criterio estetico pu essere fatto risalire alle tradizioni critiche dell'Arte Alta. Non  quindi sorprendente che Hutcheon citi con riverenza l'osservazione di Robert Burden secondo cui la parodia viene creata per interrogarsi sui suoi precedenti significativi:  una modalit seria.[11]  ovvio, Hutcheon ha ragione quando afferma che la parodia non si esaurisce nella semplice presa in giro o nella semplice ridicolizzazione del testo bersaglio. Ma  sin troppo rapida nell'archiviare l'idea di Margaret Rose secondo la quale la parodia  la citazione critica di un linguaggio letterario preformato con un effetto comico (pag. 41). Se intendiamo il termine linguaggio usato da Rose come qualcosa di assimilabile a forme letterarie, convenzioni e strutture narrative, allora riconoscere che i testi parodistici ottengono effetti comici e non solo paradigmaticamente ironici  un correttivo importante alla tesi di Hutcheon.

E quindi, in che senso Bart l'assassino  un esempio di parodia? Si pu certo sostenere che non  un parodia dell'arte. L'episodio sembra puntare al comico piuttosto che all'ironico. Non si pone il compito di interrogare i precedenti significativi. Molto semplicemente, Bart l'assassino non  critico nel senso amato dai teorici culturali. Questo vuol forse dire che il sistema di riferimento intrinseco che ritroviamo nell'episodio non , dopo tutto, una parodia? A mio parere la risposta  che Bart l'assassino  un esempio di parodia popolare, e il suo atteggiamento essenziale non  di critica ma di omaggio. Nell'omaggio parodistico l'intenzione  quella di rielaborare un testo o una forma narrativa nota e amata. Possiamo cogliere questo genere di omaggio per esempio in Ragazze a Beverly Hills (Amy Heckerling, 1995); nel suo raggio di riferimenti intrinseci non possiamo non notare Emma di Jane Austen, cosa che non tocca per il fatto che molto della comicit del film dipende da rimandi estrinseci alla moda, ai media e alla cultura popolare. Se Clueless dovesse mai raggiungere la statura del classico, la tendenza di Cher a descrivere i bei ragazzi come dei Baldwin potrebbe richiedere, nel caso non ci si ricordi dei fratelli Baldwin, una qualche spiegazione. Possiamo anche sperare che nel caso di Emma in futuro non sia necessario alcun promemoria di tal genere. Ovviamente abbiamo molte altre parodie omaggio. Sciarada (Stanley Donen, 1963) e altri gialli-rosa degli anni sessanta sono parodie-omaggio ai grandi gialli-rosa hitchcockiani, in particolare Intrigo internazionale (1959). Molti film di Woody Allen sono parodie-omaggio. Hutcheon sostiene che la parodia dell'arte implica l'uso dell'ironia per distanziare il testo parodistico e il suo bersaglio, ma questo obiettivo sembra in gran parte assente in Ragazze a Beverly Hills e Sciarada, proprio come  in gran parte assente in Bart l'assassino.

Torniamo a Bart l'assassino

Il bersaglio principale di Bart l'assassino  il brillante Quei bravi ragazzi di Scorsese, con protagonisti Ray Liotta, Robert De Niro e Joe Pesci.[12] Ma Quei bravi ragazzi  un film di gangster, e, proprio per questo, rende bersagli anche le convenzioni che hanno reso il genere ci che  e i film chiave che hanno costituito il genere in questione. Gli spettatori si confrontano con Quei bravi ragazzi a partire da una conoscenza anche minima del film gangster, ed  questa conoscenza di genere che permette loro di comprendere la situazione e le azioni dei personaggi. In ogni genere opera una verosimiglianza di genere.  questo ci che rende ragionevole che certi personaggi si mettano all'improvviso a cantare nei musical, che gli eroi del film d'azione sopravvivano anche quando i cattivi li superano in numero per dieci a uno e impiegano una potenza di fuoco di molto superiore, che, anche se Wile Coyote piomba ancora una volta sul fondo del canyon, nella scena successiva sia ancora l a disfare un pacco della Acme Inc. per acchiappare il Bip Bip. Tra i tratti del film di gangster che contribuiscono alla sua verosimiglianza di genere abbiamo l'evidente provenienza etnica dei gangster (irlandesi, italiani e cos via), l'ambientazione principale in bar, casin e ovunque si incoraggi il bere, il fumo e il gioco, le imprese caratteristicamente illegali e lucrose, il gruppo ristretto, solidale e armato al servizio del boss. Bart l'assassino ci mette un po' ad arrivare nel mondo dei gangster, ma appena Bart cade nelle mani di Tony Ciccione subito ci accorgiamo della presenza di questi tratti.

Uno dei tratti tematici ricorrenti nel film di gangster, dalla figura di James Cagney in Nemico pubblico come in quella di Ray Liotta in Quei bravi ragazzi,  il giovane impressionabile che viene accettato nel gruppo e sale lentamente verso posizioni di maggior fiducia e accettazione, mentre si adatta alle dinamiche della nuova famiglia criminale e rinuncia a quelle della sua originale. Il percorso narrativo dei film di gangster  paradossale: l'ascesa nella struttura di potere della famiglia criminale corrisponde alla discesa nel mondo morale distorto dei mafiosi. Questa peculiare congiunzione tra ascesa e discesa  ovviamente sensata perch il gangster non  propriamente un eroe quanto piuttosto un antieroe. Gli stessi valori che dominano il mondo mafioso sono un'inversione di quelli che in genere associamo al Sogno Americano. Se quest'ultimo costituisce il mito per cui in America ognuno pu farcela se lavora duro e si crea le giuste connessioni, allora il mondo mafioso espone esattamente lo stesso mito, con l'aggiunta della corruzione, dell'eccesso, della violenza e di una disequilibrata etica della mascolinit fondata sull'avidit e il potere bruto. La struttura narrativa di base con un antieroe o un cattivo propone una serie di successi sempre pi grandi - interpretata come un lento ma costante aumento di potere, posizione, ricchezza e accessori materiali - che nondimeno culmina con un evento catalizzatore che rende inevitabile il fallimento, seguito dalla punizione.[13] Cos Nemico pubblico termina con la morte di Cagney, punizione adatta a una vita di crimini. La fine di Quei bravi ragazzi  piuttosto diversa: il fato di Henry Hill  sigillato quando accetta di testimoniare contro i suoi compagni, ma, al contrario di Cagney, non muore. La sua punizione  di fatto peggiore della morte: non a caso, egli la vede come una morte vivente. Hill  cio costretto a tornare all'anonima vita della classe media in un'America altrettanto anonima. Non pi grandi quantit di denaro, vestiti sgargianti e macchine veloci, non pi tempo passato con i ricchi e potenti in casin e locali notturni, non pi donne facili e posizioni di potere: solo una casa suburbana in un medio quartiere suburbano. Una punizione mica male.

Bart segue il percorso in ascesa nel mondo mafioso, come dimostra il suo lavoro, il denaro che continua a ricevere, il vestito elegante, e il modo in cui gli altri mafiosi, e in particolare Tony Ciccione, cominciano a fidarsi di lui. Questa serie di successi conduce all'inevitabile fallimento: il suo arresto per il presunto omicidio del preside Skinner. Ma Bart l'assassino  una parodia selettiva del genere gangster, che  pi o meno ci che possiamo aspettarci da un cartone animato. Ci che manca  evidentemente l'eccesso di violenza che  un segno distintivo del genere e che viene valorizzato da tutti i protagonisti, da Cagney a Liotta. Manca anche il senso di corruzione dei valori. Certo, Bart esagera un po' quando chiama il mio uomo il preside Skinner e gli imbottisce le tasche di denaro. Ma questa sorta di sfacciataggine in Bart non  atipica. Un elemento discordante pi rilevante sta nel fatto che, al contrario di Nemico pubblico o di Quei bravi ragazzi, non abbiamo una cornice temporale epica. Il film di gangster classico si sviluppa nel corso degli anni, seguendo passo passo la bella vita che il nostro eroe si gode prima della caduta. Dal momento che nei Simpson nessuno invecchia, l'opzione  chiaramente impraticabile.

Nonostante la parodia sia selettiva, Bart l'assassino sfrutta comunque l'idea di punizione che abbiamo visto in Quei bravi ragazzi. Esattamente come Henry Hill, il personaggio interpretato da Liotta, viene alla fine costretto a tornare a quello stesso modo di vita cui aveva tentato di sfuggire, anche Bart finisce con il dover tornare alla sua vita normale. E ci significa tornare dalla famiglia mafiosa alla propria.

Il gangster come antieroe ha sempre desiderato, nel migliore dei casi, di mostrarsi pi capace del padre nel provvedere alla famiglia e, nel peggiore, di lasciarsi completamente alle spalle la famiglia naturale, il quartiere e la classe di origine. Nei film di gangster la famiglia o  ingenua o non  interessata. Comunque sia, i suoi membri non capiscono mai davvero in che specie di compagnia si sia ficcato il figlio. Da questo punto di vista le reazioni di Homer e Marge alla nuova situazione di Bart sono classiche. Anche se Marge si preoccupa un po' per i mutamenti di condotta del figlio, entrambi i genitori pensano che avere un lavoro part-time sia positivo per Bart. Tuttavia Marge @? ancora in ansia e quindi persuade Homer ad andare a controllare il posto di lavoro di Bart. Cieco e sordo di fronte a ogni segno, Homer vince a poker (con il permesso del boss) e conclude che va tutto bene. Detto in breve, Homer e Marge esercitano ben poca influenza positiva su Bart durante la sua breve carriera nella mafia.

Che cosa significa per Bart tornare nella propria famiglia dopo il proscioglimento dalle accuse? Potete rispondere a questa domanda in due modi e la risposta dipende dal vostro giudizio sulla conclusione di Bart l'assassino, ovvero se la ritenete o no ironica. Se non pensate che vi sia dell'ironia nel finale, allora la selettivit della parodia significa semplicemente che, dal momento che in cartoni animati comici come I Simpson non cambia mai nulla di fondamentale,  inevitabile che alla fine dell'episodio Bart sia restituito alla situazione di partenza. Se invece pensate che nel finale vi sia dell'ironia, allora, nonostante la selettivit della parodia, la conclusione  un'osservazione critica sui limiti della struttura familiare in cui si ritrova Bart. Se la punizione di Ray Liotta consiste nel ritorno alla vita americana normale, vale a dire una vita media, potremmo pensare al ritorno di Bart nella sua famiglia come un'ironia a spese dell'idea stessa di vita familiare americana. La qual cosa, ovviamente,  uno dei temi pi impressionanti e costanti dei Simpson.

Conclusione

Da tutto ci che conclusione possiamo trarre sul contrasto tra parodia popolare e parodia dell'arte? Innanzitutto, che la prima tende a concentrarsi sul comico piuttosto che sull'ironico. Ci non vuol dire che l'ironia debba necessariamente essere assente: semplicemente, vuol dire che i meccanismi primari sono comici, e l'ironia  subordinata alle intenzioni comiche. Inoltre, la parodia popolare viene spesso realizzata sulla base di un certo affetto per i testi bersaglio, piuttosto che sulla base di un'autocoscienza o un'autoriflessivit estetica. Al contrario della parodia dell'arte, la parodia popolare non  in primissimo luogo critica nei confronti dei suoi testi bersaglio - o per lo meno non lo  nel senso che interroga i suoi precedenti.  l'omaggio pi che la critica la strategia parodistica pi significativa e ricorrente nell'arte popolare. Certo, la parodia popolare  in grado di mettere in ridicolo o sottoporre a satira i suoi testi bersaglio. Ma in tal caso la satira  in genere basata su elementi estrinseci piuttosto che intrinseci. Bart l'assassino sfrutta una serie di riferimenti intrinseci servendosi di alcuni dei temi e delle strutture narrative pi centrali del film di gangster. Ma, come abbiamo visto, si tratta di una parodia selettiva: non sono esplicitamente presenti tutte le tematiche che definiscono il genere. E allora Bart l'assassino rientra esso stesso nel genere dei film di gangster? Non lo si pu certo pensare come un esempio paradigmatico del genere, vista in particolare la mancanza di una violenza estrema. Eppure  un buon esempio misto. Quello che I Simpson ci dice sulla famiglia degli anni novanta grazie agli altri componenti generici primari del mix viene analizzato con competenza da Paul A. Cantor in questo volume.[14] Ed  qualcosa che neppure Quei bravi ragazzi  riuscito a dirci.[15]

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I Simpson, l'iperironia

e il significato della vita

Carl Matheson

Ragazzo sbandato n1: Ecco quello che si becca la palla di cannone, che ganzo!

Ragazzo sbandato n2: Adesso fai il sarcastico, amico?

Ragazzo sbandato n1: Non lo so pi neanch'io.

HOMERPALOOZA

Qual  la differenza fra le serie trasmesse in televisione cinquanta, quaranta o persino venticinque anni fa e quelle di oggi? Innanzitutto vi sono differenze tecniche, fra il bianco e nero e il colore, fra la pellicola (o persino il cinescopio) e il video. Dopodich spiccano numerose differenze sociali. Per fare un esempio, si noti come il mito della famiglia tradizionale con due genitori non sia pi assodato come negli anni cinquanta e sessanta, e ancora come le serie dei diversi periodi riflettano i cambiamenti dello status familiare - sebbene anche quelle degli allegri anni cinquanta, sessanta e settanta con tanto di vedove e vedovi traboccassero di nuclei non tradizionali, come in The Partridge Family, The Ghost and Mrs Muir, Julia, The Jerry van Dyke Show, Family Affair, The Courtship of Eddie's Father, The Andy Griffith Show, The Brady Bunch, Bachelor Father e My Little Margie. Inoltre si potr notare come nell'arco dei decenni sia mutato il modo di affrontare temi come quello della razza.

Tuttavia vorrei concentrarmi su una trasformazione pi profonda: le serie di oggi, la maggior parte almeno, risultano divertenti in modo diverso rispetto a quelle dei decenni passati. Sia nella forma sia nella sostanza, la serie dei Simpson e quella di Seinfeld distano anni luce da Leave it to Beaver e The Jack Benny Show, e sono molto lontane anche da serie ben pi recenti, quali MASH e Maude. Innanzitutto le serie di oggi tendono a essere fortemente legate alla citazione: sono numerose, infatti, quelle che si reggono soprattutto sui riferimenti o sulle citazioni di frasi della cultura pop. In secondo luogo, tali serie ricorrono all'iperironia: lo humour offerto da queste ultime  pi distaccato, s'incentra meno su un condiviso senso dell'umanit e pi su un atteggiamento annoiato da pi furbi degli altri. In questo saggio vorrei analizzare il modo in cui I Simpson impiega sia il citazionismo sia l'iperironismo associando tali meccanismi a certe correnti della storia contemporanea delle idee.

Citazionismo

Le serie televisive non hanno mai rinunciato completamente al piacere di utilizzare come spalla la cultura pop. Tuttavia i primi esempi di citazioni tendevano a essere opportunistici e non costituivano la sostanza del genere. Nella sketch comedy era possibile trovare occasionali riferimenti alla cultura pop, come in Wayne and Shuster e Johnny Carson, ma tali riferimenti erano in realt considerati semplicemente un'altra fonte da cui attingere materiale. Le radici del citazionismo quale fonte principale possono essere rintracciate agli inizi degli anni settanta in due serie visionarie: Mary Hartman, Mary Hartman, che satireggiava le soap opera dal pulpito della soap, e Fernwood 2Night, che, da talk show con budget ristretto qual era, se la prendeva con certi talk show dal budget altrettanto ristretto. Dopodich, fra la met degli anni settanta e l'inizio degli ottanta, il citazionismo arriv al grande pubblico attraverso Saturday Night Live, Late Night with David Letterman e SCTV. Considerate le capacit mimiche del suo cast e la necessit di materiale nuovo ogni settimana, l'espediente comico per eccellenza di SNL era la parodia: di generi (i notiziari serali, i dibattiti televisivi), di certi show televisivi (Io e Lucy, Star Trek) e di film (Guerre stellari). Il tipo di citazionismo impiegato da Letterman era pi astratto e poggiava meno su determinati show. Influenzato dall'assurdismo nato molto tempo prima con conduttori quali Dave Garroway, Letterman port subito le formule della televisione e del cinema al di l delle loro logiche conclusioni (The Equalizer Guy, camera scimpanz, e il portavoce Larry Bud Melman).

Tuttavia fu SCTV a raccogliere le diverse specie di citazionismo per sintetizzarle in un'unit pi profonda, complessa e misteriosa. Come Mary Hartman, e a differenza di SNL, era una serie con una trama continua e con personaggi ricorrenti, come Johnny Larue, Lola Heatherton e Bobby Bittman. Tuttavia, a differenza di Mary Hartman, la serie continuativa riguardava il funzionamento di un'emittente televisiva. SCTV era uno show televisivo sul meccanismo della televisione. Negli anni, i modelli su cui erano basati personaggi come Heatherton e Bittman passarono in qualche misura in secondo piano; nel contempo Heatherton e Bittman cominciarono a stare in piedi da soli arrivando quindi a occupare un cono d'ombra tra personaggi reali (inventati) e simulacri. Inoltre, il mondo di SCTV si incrociava con quello reale, visto che alcuni degli archetipi rappresentati (come Jerry Lewis) erano persone nella vita reale. Di conseguenza SCTV fin per produrre e dipendere da schemi di intertestualit e riferimenti incrociati molto pi profondi e sottili di quelli di qualsiasi altro programma precedente.

I Simpson nacque, quindi, proprio quando l'uso del citazionismo stava per diventare adulto. Tuttavia I Simpson non apparteneva allo stesso genere di show di SNL e SCTV. Fra le principali differenze, certamente, vi  quella per cui I Simpson  una serie animata mentre le altre non lo erano (quasi mai). Eppure, questa differenza non influisce granch sul potenziale citazionista, bench possa risultare pi semplice disegnare il ponte della U.S.S. Enterprise piuttosto che ricostruirlo e richiamare tutto il cast originale di Star Trek. La differenza sostanziale riguarda il fatto che come apparente serie familiare I Simpson si regge sia sull'intreccio sia sui personaggi, mentre gli altri show, anche quelli in cui c'erano personaggi fissi, erano per lo pi basati sulla formula dello sketch. Inoltre, a differenza di Mary Hartman, Mary Hartman, il cui scopo era parodiare le soap opera, I Simpson non aveva come raison d'tre la parodia delle serie sulla famiglia, di cui era un esempio. Il problema, dunque, era il seguente: come si fa a trasformare un format fondamentalmente non citazionista in uno show che invece si fonda sul citazionismo?

La risposta risiede nella forma di citazionismo impiegata dai Simpson. Per contrasto, mi si permetta di descrivere a grandi linee ci che decisamente non . Si prenda, per esempio, la parodia che Wayne and Shuster ha prodotto de Il ritratto di Dorian Gray di Wilde. Nella parodia, il dipinto non riflette i peccati di Gray mentre lui rimane puro conservando un aspetto giovane, ma gli effetti della sua ingordigia mentre lui rimane magro. Le licenze e le combinazioni della situazione sono compresse e attenuate per produrre le gag e le conseguenti espressioni di disgusto. Punto e basta. Qui il citazionismo  estremamente diretto;  fonte sia della trama sia del contrasto presumibilmente comico fra la parodia e il romanzo originale. Ora si confronti questo uso lineare e unidimensionale della citazione a scopi parodistici con lo schema citazionista usato in un passo molto breve tratto da un episodio dei Simpson intitolato Un tram chiamato Marge. Nell'episodio Marge impersona Blanche Dubois a fianco di Ned Flanders nella parte di Stanley in Oh! Tram!, la versione musical dell'opera di Tennessee Williams messa in scena dalla comunit di Springfield. Visto che qualcuno deve badare alla piccola Maggie durante il giorno, Marge manda la bambina alla scuola per marmocchi Ayn Rand, gestita dalla sorella del regista. La direttrice Sinclair, molto severa in materia di disciplina e fervente sostenitrice dell'autonomia infantile, requisisce i ciucci di tutti i bimbi spingendo un'inferocita Maggie a guidare i compagni in un'azione di protesta fortemente organizzata, durante la quale viene mandato in sottofondo il tema de La grande fuga. Dopo aver recuperato i ciucci, i bambini si siedono disponendosi su diverse file producendo un rumore sommesso di suzione, cosicch quando Homer arriva per portare a casa Maggie, si trova di fronte a una scena de Gli uccelli di Hitchcock.

La prima cosa da dire su queste citazioni  che sono esilaranti, ma non voglio cadere nel tranello di spiegare perch sono divertenti, poich chiunque tenti di analizzare da dove nasca lo humour ridendo sommessamente con gli occhi strizzati finir per sembrare divertente quanto Emil Jannings nell'Angelo azzurro (e non nella parte veramente spassosa, quella in cui viene cornificato dall'uomo forzuto del circo, obbligato a fare l'imitazione addolorata e impotente di un gallo di fronte ai suoi studenti che lo canzonano, e infine mandato a morire, bens nelle parti meno divertenti che precedono quest'ultima). Per vedere quanto siano spassose tali citazioni baster rivedere l'episodio. In secondo luogo, si noti che queste citazioni non sono impiegate con lo scopo di creare una parodia.[16] Sono piuttosto allusioni concepite per offrire un'elaborazione e un commento metaforici e impliciti su quello che sta avvenendo in scena. L'allusione ad Ayn Rand sottolinea l'ideologia e la rigidit personale della direttrice Sinclair. La colonna sonora de La grande fuga sottolinea la determinazione di Maggie e del suo schieramento. L'allusione a Gli Uccelli comunica la minaccia di una coscienza collettiva rappresentata da tanti piccoli esseri che uniscono le proprie forze. Uscendo dal testo tramite questi riferimenti quasi estemporanei, I Simpson riesce a trasmettere numerose informazioni in maniera estremamente economica. Infine, l'elemento di maggior effetto prodotto da questo insieme di allusioni  rappresentato dal suo stesso ritmo e dalla sua densit, dato che questo stesso elemento  diventato sempre pi comune man mano che la serie cresceva. I primi episodi, per esempio quello in cui Bart taglia la testa della statua cittadina di Zebedia Springfield, sono sorprendentemente privi di citazioni. Gli episodi successivi traggono una larga fetta della loro frenetica vis comica dalla sequenza a mitraglia di allusioni. Questa densit dell'allusione  forse ci che colloca I Simpson lontano da qualsiasi altra serie precedente.[17]

Nondimeno la misura in cui I Simpson dipende da altri elementi della cultura pop prevede un prezzo da pagare. Cos come quei lettori che non hanno dimestichezza con il Ramo d'oro di Frazer avranno difficolt a comprendere La terra desolata di Eliot, e allo stesso modo in cui numerosi lettori moderni resteranno perplessi di fronte alle molteplici allusioni bibliche e classiche che rivestono ruoli di spicco nella storia della letteratura, molti degli spettatori di oggi non saranno in grado di comprendere appieno molto di ci che avviene nei Simpson proprio a causa della mancanza di familiarit con la cultura pop da cui sono tratti i riferimenti. Non cogliendo tali riferimenti, queste persone potrebbero interpretare I Simpson come una delle tante serie sulla famiglia, magari leggermente eccentrica rispetto allo standard, popolata di personaggi che non sono n particolarmente brillanti n troppo interessanti. Probabilmente da questi assunti trarranno il teorema secondo cui lo show non sarebbe n stimolante n divertente, e anche il lemma secondo cui i fan della serie mancherebbero di gusto, intelligenza o norme di igiene mentale personale. Tuttavia, non solo ai detrattori della serie sfugge gran parte dello humour dei Simpson, ma manca loro pure la capacit di afferrare che lo schema delle citazioni della serie  un mezzo essenziale nella determinazione del tono e del carattere della serie stessa. E, poich di solito queste persone non sono neanche grandi ammiratori della cultura pop, tanto per cominciare, saranno riluttanti nell'ammettere che sta sfuggendo loro qualcosa di significativo. Pazienza.  difficile spiegare cosa siano i colori a un cieco, soprattutto se non vuole ascoltare. D'altra parte, quelli a cui piace unire i puntini delle citazioni si rallegreranno della loro impresa anche per l'esclusivit che la contraddistingue. Non c' battuta migliore di una battuta per pochi: il fatto che molte persone non capiscano I Simpson forse rende la serie ancora pi divertente per quelli che invece la capiscono.

L'iperironismo e la lezione morale

Senza la figura del saputello, il genere stesso sarebbe inconcepibile. Sia che si avalli, come nel mio caso, la tesi secondo cui tutte le serie sono fondamentalmente crudeli, sia che si assuma la posizione relativamente pi moderata secondo la quale solo la maggioranza delle serie  fondamentalmente crudele, bisogna comunque ammettere che il genere della commedia ha sempre fatto assegnamento sul piacere tratto dal farsi beffe degli altri. Ci nonostante, di solito la crudelt  stata impiegata per raggiungere un fine sociale positivo. Nella serie bacchettona di MASH, Occhio di Falco e il suo gruppo scherzavano per alleviare il dolore di un mondo impazzito, e i bersagli dei loro scherzi, come il maggiore Frank Burns, raffiguravano la minaccia ai valori progressisti che la serie tentava incessantemente di rinsaldare nell'animo dei suoi spettatori di fine secolo. In Leave it to Beaver il nesso fra lo humour e l'incoraggiamento dei valori familiari  didatticamente palese. Sono pochissime le serie, fra cui in particolare Seinfeld, che hanno rifuggito la lezione morale.[18] La capacit di Seinfeld di conservare un pubblico fedele a fronte di un cast di personaggi superficiali e meschini impegnati in azioni altrettanto meschine e superficiali ha del miracoloso. Per questo motivo, nell'affrontare l'analisi dei Simpson, vorrei rispondere alle domande che seguono. I Simpson usa lo humour per impartire lezioni morali? L'utilizzo nei Simpson dello humour avvalla la tesi secondo la quale non esiste una lezione morale legittima? O I Simpson restano completamente fuori dal gioco della lezione morale?

Sono domande difficili perch  possibile trovare elementi per dare una risposta positiva a tutte e tre. Per sostenere la tesi secondo cui I Simpson promuovono un insegnamento morale, di solito basta pensare a Lisa e Marge. Si prendano in considerazione i discorsi di Lisa in favore dell'integrit, della libert rispetto alla censura, o di qualsiasi altro genere di toccante causa sociale, e si giunger alla conclusione secondo cui I Simpson  semplicemente uno dei tanti show progressisti rivestito da una sottile ma gustosa crosta di cattiveria. Ci si pu persino aspettare che, se necessario, Bart dimostri una certa umanit, come quando, alla scuola militare, sfida la pressione sessista dei compagni e incita Lisa nel tentativo di completare una traversata su una fune. Lo show sembra anche impegnarsi nella condanna moralista di svariati facili bersagli istituzionali. Il sistema politico di Springfield  corrotto, il capo della polizia  pigro e attento solo ai propri interessi, e il reverendo Lovejoy  nella migliore delle ipotesi un incapace. Le societ immobiliari mettono in scena un falso miracolo religioso per promuovere l'apertura di un centro commerciale. Il signor Burns tenta di incrementare gli affari della centrale nucleare oscurando il sole. Presi tutti insieme, questi esempi sembrano sostenere un moralismo individuale che mette la famiglia al di sopra di qualsiasi istituzione.[19]

Ci nonostante  possibile trovare esempi tratti dalla serie che sembrerebbero estranei a ogni plausibile atteggiamento morale. In un episodio si parla di Frank Grimes (che odia sentirsi chiamare Grimmione):  un lavoratore modello che viene costantemente disprezzato, al contrario di Homer, fannullone negligente, benvoluto da tutti. Alla fine Grimes crolla e decide di comportarsi proprio al pari di Homer Simpson. Nel fare come Homer, Grimes tocca un cavo dell'alta tensione e muore fulminato. Durante l'orazione funebre tenuta dal reverendo Lovejoy (per Grimmione, come a lui piaceva essere chiamato), Homer, che nel frattempo si  addormentato e russa, grida Cambia canale, Marge!. Scoppiano tutti in una risata spontanea e di apprezzamento, e Lenny esclama: Questo  il nostro Homer!. Fine. In un altro episodio, Homer  involontariamente responsabile della morte di Maude Flanders, la moglie di Ned. Nella folla che assiste a una partita di football, Homer  ansioso di accaparrarsi una delle T-Shirt lanciate dal campo con piccoli cannoni. Quando una delle magliette viene lanciata verso di lui, Homer si china per raccogliere una nocciolina. La T-Shirt passa sopra di lui e colpisce la pia Maude, facendola cadere dagli spalti e morire. Questi episodi sono difficili da collocare su una mappa morale: di certo non concordano con la consueta parabola della virt ricompensata.

Poich abbiamo dati disparati, alcuni dei quali ci allontanano mentre altri ci portano verso l'affermazione secondo cui I Simpson propugnerebbe la generosit e i valori progressisti della famiglia, che cosa si dovrebbe concludere? Prima di tentare di raggiungere una conclusione, vorrei andar oltre i dettagli dei vari episodi della serie per introdurre un'altra prova che potrebbe rivelarsi utile. Forse  possibile analizzare meglio la questione dell'impegno morale dei Simpson esaminando il modo in cui la serie si rapporta con le attuali correnti intellettuali. Si avverte il lettore che, nonostante ritenga le mie osservazioni sull'attuale stato della storia delle idee pi o meno accurate, esse sono ampiamente semplificate. In particolare, le posizioni che delineer non sono affatto condivise da tutti.

Cominciamo con la pittura. L'autorevole critico d'arte Clement Greenberg ha affermato che lo scopo di tutta la pittura  lavorare sulla piattezza, suo carattere irriducibile di medium, e ha ricostruito la storia della pittura per farla culminare nella dissoluzione dello spazio pittorico tridimensionale e nell'accettazione da parte dei pittori della met del Ventesimo secolo della piattezza totale. I pittori erano considerati ricercatori scientifici la cui opera promuoveva il progresso del loro medium, mentre il concetto di progresso artistico era da considerarsi alla pari del progresso scientifico. Dato che erano fondamentalmente ingiustificabili e costringevano i pittori in una camicia di forza, le posizioni di Greenberg hanno perso forza, e in merito all'essenza della pittura non ne sono sopraggiunte altre in grado di prenderne il posto. Di conseguenza, la pittura (e le altre arti) sono entrate in una fase che il filosofo dell'arte Arthur Danto ha definito la fine dell'arte. Con questo Danto non intendeva dire che l'arte non poteva pi essere prodotta, ma piuttosto che l'arte non poteva essere pi interpretata come un progresso verso un dato fine.[20] Alla fine degli anni settanta numerosi pittori sono cos tornati agli stili precedenti, pi figurativi, e le loro opere erano tanto commenti sui movimenti del passato, come l'espressionismo, e sul vuoto di quel periodo nella storia dell'arte, quanto erano commenti alla loro stessa disciplina. Invece di incentrarsi sull'essenza della pittura, molta pittura si  incentrata sulla storia della pittura medesima. Eventi simili si sono verificati negli altri campi artistici, e architetti, registi e scrittori sono tornati alla storia delle loro stesse discipline.

Nondimeno, la pittura non  stato l'unico settore in cui si sono messe violentemente in discussione vecchie convinzioni sulla natura e inevitabilmente sul progresso. La scienza, vera icona della progressivit,  stata attaccata da pi punti. Thomas Kuhn ha sostenuto (a seconda dell'interprete di Kuhn con cui si concorda) che o non esiste nulla di simile al progresso scientifico o che, se esiste, non ci sono regole per determinare che cosa siano il progresso e la razionalit scientifica. Paul Feyerabend ha affermato che persone che sostengono teorie molto diverse fra loro non sono in grado di comprendersi e dunque non c' speranza di ottenere un consenso razionale. Egli ha quindi decantato le virt anarchiche del tutto va bene. I primi ricercatori di sociologia nel campo degli studi scientifici hanno tentato di dimostrare che, invece di essere una narrazione ispiratrice della disinteressata ricerca della verit, la storia della scienza  in sostanza una storia di intrighi d'ufficio scritta a grandi lettere, poich ogni transizione nella storia della scienza pu essere spiegata servendosi delle alleanze e degli interessi personali dei partecipanti.[21] E, ovviamente, l'idea del progresso filosofico  stata costantemente messa alla prova. In un saggio su Derrida, il filosofo americano Richard Rorty sostiene che niente come la verit filosofica  irraggiungibile, inesistente, o non interessante. Ed egli asserisce che la filosofia stessa  un genere letterario e che i filosofi dovrebbero reinventare se stessi come scrittori che elaborano e reinterpretano gli scritti di altri filosofi. In altre parole, la versione rortiana di Derrida consiglia ai filosofi di considerare se stessi partecipanti storicamente consapevoli di una conversazione, invece che ricercatori quasi-scientifici.[22] Derrida preferiva un metodo conosciuto come decostruzione, in voga molti anni fa, vale a dire un metodo estremamente tecnico per indebolire i testi svelandone le contraddizioni nascoste e i secondi fini involontari. Rorty si chiede, data la posizione di Derrida sulla possibilit del progresso filosofico, se la decostruzione possa essere impiegata solo con scopi negativi, vale a dire se possa essere utilizzata per qualcosa di pi di una canzonatura filosofica di altri scritti.

Mi si permetta di ripetere che queste affermazioni sulla natura dell'arte, della scienza e della filosofia sono fortemente controverse. In ogni modo, tutto ci di cui ho bisogno per i miei fini  l'affermazione relativamente incontrastata secondo cui oggi visioni di questo tipo circolano come mai prima. Ci troviamo nel bel mezzo di una crisi pervasiva dell'autorit, in campo artistico, scientifico, filosofico, religioso e morale, in un modo mai sperimentato da nessuna generazione prima della nostra. Ora, mentre lentamente torniamo con i piedi per terra e ai Simpson, dovremmo chiederci quello che segue: se la crisi che ho descritto fosse pervasiva quanto ritengo che sia, come potrebbe riflettersi in generale nella cultura popolare, e nello specifico nella commedia?

Abbiamo gi trattato un fenomeno che potrebbe essere considerato conseguenza della crisi di autorit. Di fronte alla morte dell'idea del progresso nei rispettivi campi, i pensatori e gli artisti sono spesso tornati a riconsiderare la storia della propria disciplina. Per questo motivo gli artisti sono tornati alla storia dell'arte, gli architetti alla storia del design, e cos via. La ragione  naturale: abbandonata l'idea che il passato sia semplicemente il percorso subalterno verso un oggi pi positivo e un domani ancora migliore, si potrebbe tentare di riavvicinarsi al passato come partner alla pari. Inoltre, se l'argomento del progresso non si trova nell'elenco delle cose di cui discutere, la consapevolezza della storia potrebbe essere una delle poche cose rimaste con cui colmare il vuoto disciplinare nella conversazione. Per questo motivo si potrebbe pensare che il citazionismo sia un frutto naturale della crisi di autorit, e che la prevalenza di citazionismo nei Simpson sia il risultato di tale crisi.

L'idea che il citazionismo nei Simpson sia la conseguenza di qualcosa nell'aria  confermata dalla sbalorditiva onnipresenza dell'appropriazione storica in tutta la cultura pop. Automobili come il nuovo Maggiolone Volkswagen e la PT Cruiser citano i tempi che furono, e gli stabilimenti di produzione non riescono a tenere il passo della domanda. Nell'architettura i complessi abitativi New Urbanist tentano di ricreare l'atmosfera delle cittadine di decine di anni fa, e si sono dimostrati cos popolari che solo chi  veramente ricco riesce a comprare casa in tali complessi. Il mondo della musica  un pot-pourri di citazioni di stili, in cui spesso l'originale che viene citato  semplicemente campionato e riprocessato.

Per essere onesti, non tutti i casi di citazionismo storico sono necessariamente da considerarsi il risultato di un'importante crisi dell'autorit. Per esempio, il movimento New Urbanist in campo architettonico era una reazione diretta alla percezione dello sgretolamento del concetto di comunit generato da una combinazione distruttiva di periferie economicamente segregate e anonimi centri commerciali. Il movimento impiegava la storia per far s che il mondo diventasse un posto migliore dove la gente potesse vivere. Perci il grado di citazionismo nei Simpson potrebbe indicare una crisi dell'autorit, ma potrebbe anche avere origine in una strategia per rendere il mondo migliore, come il New Urbanism, o potrebbe semplicemente essere un accessorio di moda, come il retro-Khaki a The Gap.

No, se vogliamo immergerci nelle profondit della relazione fra I Simpson e la crisi dell'autorit dovremo rivolgerci altrove, e a questo punto torno al quesito iniziale: I Simpson usa lo humour per impartire lezioni morali? La mia opinione  che I Simpson non impartisca un bel niente, dato che il meccanismo dello humour della serie propone posizioni morali solo per poterle indebolire in un secondo momento. Occorre aggiungere che questo processo di indebolimento opera a un livello cos profondo da impedirci di considerare la serie semplicemente cinica: difatti riesce a indebolire anche il proprio cinismo. Questo processo costante di indebolimento  ci che intendo per iperironismo.

Per capire meglio, si prenda in considerazione Scene di lotta di classe a Springfield, un episodio della settima stagione in cui Marge si reca in un grande magazzino e acquista un abito di Coco Chanel per soli novanta dollari. Mentre indossa il vestito, incontra una vecchia compagna delle scuole superiori. Vedendo l'abito d'alta moda e ritenendo che Marge appartenga al suo stesso ceto, la invita all'esclusivo Glen Country Club di Springfield. Intimorita dall'atmosfera affettata del club e malgrado le malignit delle socie sul fatto che indossi sempre la stessa cosa, Marge  decisa a tentare la scalata sociale. Inizialmente esclusi, Homer e Lisa si innamorano del club per il suo campo da golf e le sue scuderie. Tuttavia, proprio quando manca un solo passo dall'essere ammessi come soci, Marge capisce che la sua nuova ossessione ha preso il sopravvento sulla famiglia. Ritenendo che probabilmente neanche il club li voglia davvero, si allontana con tutti i familiari. Invece, a insaputa dei Simpson, i soci del club hanno preparato un sontuoso party di benvenuto e sono molto scocciati per la loro mancanza: persino il signor Burns si era dato da fare e aveva messo sotto conserva i fichi per il dolce.

A prima vista questo episodio potrebbe sembrare un altro caso di affermazione dei valori della famiglia: dopo tutto, Marge sceglie la famiglia anzich il salto sociale. E poi, che cosa potrebbe essere pi insignificante della propria affermazione all'interno di un gruppo di snob superficiali e senza sentimenti? Nondimeno i soci del club si dimostrano aperti e abbastanza affettuosi, dal golfista Tom Kite che d a Homer qualche consiglio sul suo swing, bench Homer gli abbia rubato le mazze - e le scarpe - da golf, al signor Burns che ringrazia Homer per aver portato a galla la propria slealt nel golf. Lentamente l'annoiato cinismo che sembra pervadere il club si rivela un semplice tropo della conversazione: il club  pronto ad accogliere a braccia aperte la famiglia operaia dei Simpson - ma si  accorto che appartiene alla classe operaia?[23] A complicare la situazione intervengono le ragioni che spingono Marge ad andarsene. Innanzitutto il falso dilemma, con l'amore per la famiglia da una parte e il desiderio di essere accolta nell'alta societ dall'altra. Perch la prima scelta dovrebbe escludere la seconda? Poi il fatto che Marge ritenga che i Simpson non appartengono a quel mondo. Tale convinzione sembra basata su un classismo che il club stesso sembrerebbe non abbracciare. Di certo questo episodio non offre terreno stabile allo spettatore. Lancia un finto attacco all'inviolabilit dei valori della famiglia e poi scarta verso il determinismo di classe, senza scegliere il campo in cui giocare. Inoltre, riflettendoci bene, nessuna delle soluzioni che per un attimo sembra avanzare risulta soddisfacente. A suo modo, questo episodio  crudele e spietato quanto l'episodio di Grimmione. In ogni caso, se l'episodio di Grimmione parla con il cuore di pietra in mano, questo fa apparire come per incanto soluzioni soddisfacenti e confortanti per minarle subito dopo. A mio avviso, questo  un tipico paradigma dei Simpson.

Ritengo che, data la crisi dell'autorit, l'iperironismo sia la forma di umorismo pi adatta. Si pensi al fatto che numerosi pittori e architetti sono tornati a prendere in considerazione la storia della pittura e dell'architettura dopo aver abbandonato l'idea di un fondamentale scopo transtorico del proprio medium. Si pensi a Rorty, che, una volta convinto della tesi di Derrida sulla non esistenza della verit filosofica trascendente, ha ristrutturato la filosofia come conversazione storicamente consapevole che in gran parte consiste nella decostruzione delle opere del passato. Per dare un'interpretazione a tutte queste transizioni si pu dire che con la rinuncia alla conoscenza  arrivato il culto del saper come. Vale a dire che, nonostante non ci sia verit suprema (o metodo per raggiungerla), io posso comunque dimostrare di comprendere meglio di voi le regole intellettuali che vi muovono. Posso dimostrare la mia superiorit su di voi dimostrando di essere consapevole di ci che vi spinge a un certo comportamento. Alla fine, nessuna delle nostre posizioni  definitivamente superiore, ma almeno posso dimostrare di trovarmi, sulle sabbie mobili del gioco che stiamo giocando, in una posizione effettivamente superiore. L'iperironia  la rappresentazione comica del culto del saper come. Data la crisi dell'autorit, non esistono fini pi alti che l'umorismo possa darsi, come per esempio l'insegnamento morale, la rivelazione teologica o la dimostrazione di com' il mondo. Tuttavia, l'umorismo pu essere usato per attaccare chiunque ritenga di avere una risposta a tutte le domande pi significative, e non per sostituire l'oggetto dell'attacco con un modo migliore di vedere le cose, ma semplicemente per il piacere dell'attacco, o forse per il senso di momentanea superiorit menzionato prima. I Simpson si crogiola nell'attacco. Considera quasi ogni cosa un bersaglio, ogni personaggio stereotipato, ogni fissazione e ogni istituzione. Scherza con i suoi spettatori sulla capacit di surclassare gli altri sfidandoli a identificare la valanga di allusioni che presenta loro. E, come dimostra Scene di lotta di classe a Springfield, si astiene dal prendere posizione.

Si potrebbe sottolineare che molti altri episodi sono decisamente meno cupi o narrativamente meno instabili di quelli su Frank Grimes o sul country club. La maggior parte dei primi episodi, come quello in cui Bart decapita la statua della citt, offrono semplici soluzioni orientate verso la famiglia. Pi avanti gli episodi presentano alcuni indebolimenti superficiali. In Homer nello spazio profondo, un episodio della quinta serie, Bart scrive sulla nuca di Homer Inserire cervello qui con un pennarello. Pi tardi, dopo che Homer l'astronauta ha salvato la propria capsula spaziale, sulla nuca di Homer Bart scrive Eroe. Qui l'illusione dell'indebolimento serve semplicemente a conferire un pizzico di amarezza a quella che altrimenti sarebbe una disgustosa cucchiaiata di melassa. Non  cos? Dopo tutto Homer ha salvato la missione nello spazio per errore: ha involontariamente aggiustato il portellone danneggiato mentre cercava di uccidere un altro astronauta con una barra di carbonio. Il portellone si era rotto nel tentativo di sbarazzarsi di una colonia di formiche sperimentali che Homer aveva accidentalmente liberato. Per di pi, il mondo - e la rivista Time - riconoscono alla barra inanimata di carbonio, e non a Homer, il merito di aver salvato la navicella spaziale. Perci sarebbe giusto dire che il momento di bont fra Homer e Bart  in qualche modo contaminato dagli eventi appena verificatisi.

Sia come sia, per essere corretti nei confronti di chi ritiene che I Simpson abbia una posizione morale coerente, ci sono episodi che non sembrano affatto improntati all'autoindebolimento. Si prenda in considerazione, per esempio, l'episodio menzionato in precedenza in cui Bart aiuta Lisa alla scuola militare. In quell'episodio sono molteplici gli elementi che vengono ridicolizzati, eppure la bont di base del rapporto fra Bart e Lisa non  messa in discussione. In un altro episodio, quello in cui Lisa scopre che Zebedia Springfield, il leggendario fondatore della citt, era un impostore, Lisa si astiene dall'annunciare a tutti la scoperta poich si rende conto del valore sociale del mito di Zebedia Springfield.[24] E, ovviamente, occorre citare l'episodio in cui muore il jazzista Gengive Sanguinanti Murphy, che difatti merita l'epiteto simpsoniano di episodio pi brutto in assoluto. Quest'ultimo unisce un sentimentalismo acritico a un'adorazione naf del processo creativo artistico, e completa il tutto con uno pseudo-jazz involontariamente orribile che funzionerebbe meglio come sigla musicale di un talk show della tv via cavo. La canzone di Lisa intitolata Jazzman rappresenta contemporaneamente tutte e tre queste pecche, ed  da considerarsi il momento peggiore del peggior episodio. Se si considerano episodi simili, che si verificano troppo spesso per essere considerati semplici cadute di stile, ci ritroviamo nuovamente davanti agli elementi contrastanti con cui abbiamo cominciato questo capitolo. I Simpson  iperironico o no? Si potrebbe sostenere che l'iperironismo sia un accessorio di moda molto trendy, ironia da The Gap, e che non rifletta l'ethos della serie. Buffy l'ammazzavampiri, un'altra serie ben accolta dalla critica,  fortemente impegnata in una distinzione manichea fra ci che  giusto e ci che  sbagliato, come solo i teenager possono essere. L'affidamento su battute spiritose e ironia sovversiva  solo epidermico. Sotto la superficie  possibile trovare adolescenti angosciati che combattono una seria battaglia contro demoni malvagi che intendono distruggere il mondo. Forse qualcuno potrebbe sostenere che sotto l'ironia superficiale dei Simpson si nasconde un forte impegno nei valori della famiglia.

Io vorrei dire piuttosto che l'iper-ironismo simpsoniano non  una maschera atta a celare l'impegno morale. E questo per tre motivi, di cui i primi due sono plausibili ma probabilmente insufficienti. Innanzitutto I Simpson non consiste di un unico episodio, ma di pi di duecento episodi suddivisi in pi di dieci serie.  ragionevole pensare che quelle che sembrano le conclusioni di un episodio sono in genere indebolite dagli altri episodi.[25] In altre parole, siamo indotti a reagire ironicamente a un episodio dopo aver considerato i segnali forniti da numerosi altri. Tuttavia si potrebbe argomentare che quest'azione di indebolimento inter-episodica sia a sua volta indebolita dall'uso frequente nei Simpson del lieto fine a sfondo familiare.

In secondo luogo I Simpson, quale serie volutamente trendy, pu essere considerata consapevole della realt contemporanea e a favore di questa. I valori della famiglia sono difficilmente di tendenza, perci non c' ragione per credere che I Simpson voglia abbracciarli incondizionatamente. Tuttavia questa , nelle migliori delle ipotesi, una debole conferma. Quale serie di moda, I Simpson potrebbe semplicemente accarezzare l'iperironia senza volere farla propria. Dopo tutto, non  certo iper-ironico giurare fedelt a una bandiera, e lo stesso vale per quella dell'iperironismo. Per di pi, oltre a essere un programma consapevolmente trendy,  anche una serie che deve muoversi all'interno dei paletti del prime time televisivo americano. Si potrebbe sostenere che tali paletti costringano I Simpson ad assumersi un impegno verso qualche tipo di presa di posizione morale accettabile. Dunque non possiamo dedurre che lo show sia iperironico solo dalla premessa che  consapevolmente trendy.

La terza ragione, la pi solida, a favore di un iperironismo pervasivo e contro la tesi che vede I Simpson a favore dei valori della famiglia, si fonda sulla percezione che la forza comica della serie cali in maniera significativa tutte le volte in cui in superficie appare una conclusione morale o comunque didattica (come negli episodi con Gengive Sanguinanti Murphy). A differenza di Buffy l'ammazzavampiri, I Simpson  fondamentalmente una serie comica. Buffy pu permettersi di lasciar perdere la propria presa di posizione morale perch  un'avventura incentrata sull'eterna battaglia fra il bene e il male. I Simpson non ha altro scopo oltre a quello di essere divertente. Ecco perch fa molto ridere quando celebra la crudelt fisica in tutti gli episodi di Grattachecca e Fichetto.  spassoso quando ridicolizza Krusty e i geni del marketing che trasmettono Grattachecca e Fichetto.  banale, piatto e per nulla divertente quando prova a occuparsi seriamente della questione della censura che scaturisce da Grattachecca e Fichetto. La linfa vitale dei Simpson e il suo sorprendente successo consistono nel ritmo della crudelt e del ridicolo che la serie  riuscita a mantenere per pi di un decennio. La prevalenza del citazionismo agevola la regolarit del ritmo, permettendo allo show di guardare al di l di se stesso in cerca di un flusso costante di bersagli. Quando i colpi sparati diventano pi radi per fare spazio a un messaggio di positiva integrit o a un momento rassicurante di vita familiare, il programma frena sino a raggiungere un'imbarazzante lentezza che non fa alzare il risometro neanche di una tacca.

Non intendo sostenere che i creatori dei Simpson abbiano concepito la serie prima di tutto come teatro di crudelt, nonostante loro probabilmente lo pensino. Piuttosto voglio dire che, dato che si tratta di una serie comica, il suo obiettivo  quello di far ridere, e dovremmo interpretarla da una prospettiva che sappia sfruttarne al massimo la capacit di essere divertente. Quando la interpretiamo come un'eccentrica ma sincera adesione ai valori della famiglia, la guardiamo da una prospettiva che ne paralizza il potenziale comico. Quando la leggiamo come un programma costruito sui due esili pilastri dello humour misantropico e della sottile capacit intellettuale di surclassare gli altri, ne valorizziamo il potenziale comico prestando attenzione agli elementi dello show che ci fanno ridere. Forniamo inoltre una funzione vitale per il grado di citazionismo dello show, e, per di pi, mettiamo la serie in relazione a una tendenza di pensiero dominante nel Ventesimo secolo.

Ma se i rassicuranti momenti di vita familiare non contribuiscono al potenziale comico dello show, per quale motivo sono presenti? Una spiegazione possibile  che siano semplicemente errori: l'intenzione era che fossero divertenti, ma in realt non lo sono. Quest'ipotesi non  plausibile. Una seconda congettura  che la serie non sia soltanto una commedia, ma piuttosto una commedia per la famiglia: qualcosa di integro e puro e non molto divertente, che tutta la famiglia pu fingere di gradire. Anche questa  altrettanto inverosimile. In alternativa, possiamo cercare di capire che funzione abbiano i momenti rassicuranti. Ritengo che una funzione, infatti, ci sia. Si ipotizzi che il motore propulsore dei Simpson sia alimentato dalla crudelt e dalla capacit di battere gli altri. I suoi spettatori, sebbene ne apprezzino lo humour, potrebbero non essere interessati, settimana dopo settimana, a un messaggio tanto deprimente, soprattutto se il messaggio si incentra su una famiglia con prole. Seinfeld non offriva mai alcuna speranza, aveva un cuore duro come la pietra, ma Seinfeld parlava di adulti alienati. Un programma altrettanto mortificante che contenga dei bambini sembrerebbe la parodia di una sitcom in Assassini Nati di Oliver Stone, con Rodney Dangerfield nella parte di un alcolista che maltratta i bambini. Nel corso degli anni, nella migliore delle ipotesi, una serie di questo tipo perderebbe presa sugli spettatori. Ritengo che i trenta secondi circa di evidente redenzione di ogni episodio dei Simpson siano presenti soprattutto per permetterci di perseverare per i ventuno minuti e mezzo di crudelt maniacale all'inizio dell'episodio successivo. In altre parole, i rassicuranti momenti incentrati sulla famiglia permettono ai Simpson di sopravvivere come serie. L'umorismo non esiste per il messaggio in s: la sporadica illusione di un messaggio positivo serve a permetterci di tollerare altro umorismo. I filosofi e i critici hanno parlato spesso del paradosso dell'orrore e del paradosso della tragedia. Perch cerchiamo tanto alacremente forme artistiche che suscitino emozioni spiacevoli come la compassione, la tristezza e la paura? Ritengo che, almeno per certe forme di umorismo, esista un paradosso altrettanto importante, quello della commedia. Perch cerchiamo forme artistiche che ci fanno ridere delle difficolt di gente sfortunata in un mondo senza possibilit di riscatto? La risata, in questo caso, sembra costare cara. L'uso nei Simpson di finali rincuoranti incentrati sulla famiglia dovrebbe essere interpretato come il tentativo di nascondere il paradosso della commedia che la serie esemplifica cos bene.

Mi auguro di aver dimostrato che il citazionismo e l'iperironismo sono predominanti, interrelati e congiuntamente responsabili del meccanismo umoristico dei Simpson. L'immagine che ne ho dato  sconfortante perch ho dipinto l'umorismo della serie in maniera negativa, come umorismo di crudelt e condiscendenza - una crudelt e una condiscendenza[26], comunque, molto divertenti. Tuttavia ho tralasciato una parte molto importante. I membri della famiglia Simpson - composta da un padre che  la versione non altrettanto brillante dell'Id freudiano, un figlio sociopatico, una figlia leziosa e una madre non tanto sveglia ma sicuramente innocua - si vogliono bene. E noi vogliamo bene a loro. Nonostante il fatto che la serie si spogli di qualsiasi parvenza di valore e bench settimana dopo settimana non ci offra grande conforto, riesce sempre a trasmetterci la forza pura dell'amore irrazionale (o non razionale) di esseri umani per altri esseri umani, e ci fa stare al gioco portandoci ad amare questi disegnini animati su celluloide che vivono in un mondo vuoto altrettanto animato. Questo s che  intrattenimento comico.[27]

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I Simpson e la politica del sesso

Dale E. Snow e James J. Snow

Ci che ai Simpson riesce meglio  mettere in discussione certe devozioni televisive, che vanno dal luogo comune degli anni cinquanta Pap ne sa di pi alla scottante domanda odierna sulla qualit della programmazione televisiva contemporanea della Fox. Eppure continua e amplia una politica del sesso conservatrice in tre direzioni: dipinge una Springfield con una schiacciante popolazione maschile; la maggior parte degli episodi sono incentrati su Bart e Homer; offre una certa caratterizzazione sia di Marge sia di Lisa.

Questo maschio, maschio, maschio, maschio mondo

Deputato Simpson: Tu devi essere Lisa Simpson.

Lisa: Piacere, signore.

Deputato Simpson: Lisa, tu hai grinta. E chiss forse un giorno diventerai un deputato o un senatore. Abbiamo parecchie donne senatore, sai?

Lisa: Veramente no, ho indagato.

Deputato Simpson: (ridacchia) Sei una ragazzina sveglia. (Il signor Lisa va a Washington)

Tra le immancabili delizie visive in quasi ogni episodio dei Simpson troviamo spesso la ricchezza e i dettagli degli sfondi, in particolare nelle scene di gruppo. Bugs Bunny gioca a baseball di fronte a uno stadio composto da indistinti scarabocchi ovali. Troviamo analoghe facce vuote in Doug o in Ren and Stimpy (tanto per citare due cartoni animati recenti). Springfield  invece resa viva da persone vere e riconoscibili in ogni scena di folla.  facile capire perch ci vogliono sei mesi per animare ogni singolo episodio, vista la cura riservata ai segnali stradali, ai paesaggi di sfondo, sia urbani sia rurali, e alla creazione di dozzine di cittadini di Springfield immediatamente riconoscibili.

Lo spettatore abituale non si sorprende di vedere Moe, Otto, il signor Burns, Smithers e Jaspers tra il pubblico delle cerimonie scolastiche, per esempio, nonostante il fatto che (presumiamo) non abbiano figli in et scolastica che frequentino la scuola elementare di Springfield. Analogamente, il preside Skinner, lo spazzino Willy ed Edna Caprapall sono facce familiari tra le folle che ascoltano ciarlatani, vanno al circo o dimostrano fuori del municipio. Come hanno sottolineato numerosi critici, lo spettatore abituale sente cos di conoscere la citt. Anzi, Springfield  un elemento vitale nel successo dei Simpson:

Dando vita a un tale cosmo meravigliosamente congestionato, Groening riesce a lasciare indeterminata la trama principale per un periodo di tempo relativamente lungo [...]. Gli ambienti della serie e la composizione di base contribuiscono all'eccezionale variet di sviluppi narrativi (ne sono anzi precondizioni), spalancando l'intero universo infinito del raccontare alla portata del genere dei cartoni animati; vale a dire, dipingendo sia il reale sia il surreale in un modo tanto artistico quanto drammatico, qualit specifica della sola letteratura, che raramente si trova nel cinema contemporaneo.[28]

E quindi non  certo cosa da nulla sottolineare come, in termini di distribuzione di genere, la citt di Springfield , se mai, leggermente pi conservatrice dell'universo televisivo che spesso sottopone a satira. Julia Wood descrive cos la norma televisiva:

I maschi bianchi sono due terzi della popolazione. Le donne sono meno, forse perch meno del dieci percento sopravvive fino a trentacinque anni. Quelle che ce la fanno sono quasi tutte, come le loro controparti maschili e pi giovani, bianche ed eterosessuali. Oltre a esser giovani, la maggioranza delle donne sono bellissime, molto magre, passive e prese soprattutto dalle loro relazioni amorose [...]. Ci sono alcune donne cattive e bisbetiche, non cos carine, non cos subordinate e non tanto affettuose come quelle brave. Molte di quelle cattive lavorano fuori casa, e probabilmente  per questo che sono indurite e non desiderabili.[29]

Per quanto ne sappiamo i funzionari del censimento non hanno visitato Springfield nel 2000, e quindi, nel tentativo di stabilire la distribuzione dei sessi, ci affideremo a tre specifiche fonti. Who's Who? in Springfield, un sito web che si descrive come un'esaustiva lista delle allusioni letterarie, politiche, storiche, televisive, militari, cinematografiche, musicali, commerciali e relative ai cartoni animati nei personaggi secondari dei Simpson,[30] contiene una sottosezione intitolata Personaggi ricorrenti, che si propone di listare tutti i personaggi che sono comparsi in pi di un episodio, da Gengive Sanguinanti Murphy a Rainer Wolfcastle. Oltre ai cinque membri della famiglia Simpson, include quarantacinque personaggi maschili, compreso l'Uomo radioattivo (il personaggio dei fumetti prediletto da Bart), e undici personaggi femminili, compresa Malibu Stacy, la bambola di Lisa. Anche se consideriamo Grattachecca e Fichetto al di l del genere, abbiamo sempre una proporzione di quattro a uno.

Passiamo a un'altra fonte di informazione, The Simpsons: A Complete Guide to Our Favorite Family[31] e Simpsons Forever: A Complete Guide to Our Favorite Family Continued.[32] La sezione Chi fa le voci della Complete Guide lista cinquantanove personaggi maschili, ai quali aggiungeremo Lionel Hutz, Troy McClure, Telespalla Bob e Telespalla Mel per un totale di sessantatr, e sedici femminili.[33] The Simpson Forever aggiunge cinque personaggi maschili (Database, il dottor Loren J. Pryor, il signor Bouvier, Gavin e Billy) e uno femminile, molto sui generis (la voce di Malibu Stacy); ma lascia anche fuori Jacqueline Bouvier e la zia Gladys, presumibilmente perch sono morte, nel qual caso andrebbe aggiunta alla lista anche Maude Flanders.[34]

Infine, abbiamo contato personalmente le teste. E quindi aggiungeremmo Agnes Skinner, (la signora) Helen Lovejoy, (la signora) Luanne van Houten, Manjula (la fidanzata/moglie di Apu) e Janey Powell alla lista del Who's Who?, portando il totale dei personaggi femminili ricorrenti a quindici. L'elenco non riesce ancora a ispirarci. Sei delle quindici compaiono esclusivamente come mogli o madri di personaggi maschili molto pi sviluppati: le signore Bouvier, Lovejoy e Van Houten, Maude Flanders, Agnes Skinner e Manjula. Cinque sono personaggi davvero minori, che raramente hanno la parola: Sherri e Terri le gemelle dai capelli rossi, Janey Powell, Lunchlady Doris e la signorina Hoover (la maestra di Lisa). A rappresentare le donne che lavorano ci restano Selma e Patty, assieme a Edna Caprapall; e siccome uno dei tratti che le definiscono  il fumare a catena, sembrano esser presentate come indurite e non desiderabili (tanto per riprendere Wood). Solo Ruth Powers, la vicina divorziata dei Simpson,  una femmina adulta senza relazioni con una mente sua propria (ma ha parti parlate in soli due episodi, La nuova ragazza del quartiere e Marge in fuga).

E quindi giunge quasi come uno shock (e qui stiamo semplicemente scegliendo uno dei molti critici che hanno espresso tesi simili) leggere, nel saggio The Best Tv Show Ever scritto da James Poniewozik per Time, che uno dei punti forti dei Simpson sarebbe il seguente:

Ha il pi grande cast televisivo di tutti i tempi. Nessun'altra serie ha presentato un cast di personaggi secondari tanto numeroso e pienamente sviluppato come la popolazione di Springfield. Gli sceneggiatori dei Simpson hanno aperto mondi su mondi, concedendo a personaggi apparentemente minori storie e vite precedenti molto piene. Qualsiasi personaggio si mostri per pochi secondi in un episodio potrebbe successivamente divenire protagonista di un altro episodio: Apu, Smithers, Barney l'ubriacone. Prendere in considerazione uno di questi, Krusty il clown, significa appunto cogliere l'infinita fecondit dei Simpson. Concepito inizialmente come un appoggio per Bart e Lisa, che lo guardavano in televisione, Krusty ha sviluppato una storia di identit etnica (nato Herschel Krustofsky, si  ribellato al padre rabbino) ed  diventato una controfigura satirica dell'intera industria dell'intrattenimento.[35]

Se il pi grande cast televisivo di tutti i tempi  almeno per tre quarti maschile, cosa ci dice questo sullo specchio della realt che la televisione propone a noi, i suoi spettatori? E non si scampa sostenendo che I Simpson  uno specchio deformante, perch in questo caso la popolazione maschile maggioritaria di Springfield non  un commento ironico sulla televisione come  usuale nello show, ma  invece un'estensione incontestata della norma.

Che la popolazione di Springfield sia maschile in modo tanto squilibrato potrebbe di per se stesso essere un problema minore, ma acquista un significato in pi quando si prendono in considerazione i contenuti e i temi degli episodi stessi. Dei duecentoquarantotto episodi trasmessi nelle prime undici stagioni, il file Lisa[36] lista ventotto episodi Lisa, a cui noi aggiungeremmo altri otto titoli.[37] Il file Marge[38] esibisce una lista di episodi ovviamente incompleta che si potrebbe sostenere essere incentrati su Marge; abbiamo portato il totale a ventuno, anche contando gli episodi che contengono flashback sui giorni del corteggiamento di Homer a Marge. Siamo entrati in dettaglio con lo scopo di fornire prove alla nostra tesi che nel contenuto degli episodi c' approssimativamente la stessa percentuale di presenza femminile che abbiamo registrato nella popolazione di Springfield: vale a dire, gli episodi dedicati a Bart, Homer o altri personaggi maschili sono quattro o cinque volte superiori a quelli dedicati a Lisa, Marge o altri personaggi femminili.[39] Chi apprezza le teorie cospirative si divertir a notare che, secondo l'articolo Simpsons Guest Stars del Simpsons Archive, abbiamo avuto esattamente centosessanta star maschili ospiti (senza contare le apparizioni multiple di Phil Hartman, Albert Brooks, Jon Lovitz e altri) contro quaranta star femminili.[40] Nella stragrande maggioranza dei casi queste star ospiti hanno interpretato se stesse, e quindi la proporzione squilibrata maschio-femmina si estende persino alla lista degli ospiti.

Il contenuto del loro carattere

Marge discende direttamente da una lunga linea di mogli e madri televisive pie e disposte alla sofferenza. La loro principale funzione drammatica  di comprendere, amare e tenere puliti gli uomini. Ovviamente questa amabile creatura preesisteva alla televisione. Virginia Woolf l'ha descritta con precisione tassonomica, chiamandola Angelo del focolare nel suo saggio Professioni per le donne:

Voi che appartenete a una generazione pi giovane e pi felice forse non capite che cosa intendo per Angelo del focolare. Prover a descrivervela il pi brevemente possibile. Era infinitamente comprensiva. Era estremamente accattivante. Era assolutamente altruista. Eccelleva nelle difficili arti del vivere familiare. Si sacrificava quotidianamente. Se c'era il pollo, lei prendeva l'ala; se c'era uno spiffero, ci si sedeva davanti lei; insomma era fatta in modo da non avere mai un pensiero, mai un desiderio per s, ma preferiva sempre capire e compatire i pensieri e i desideri degli altri.[41]

Marge non  forse un personaggio tanto angelico, ma le sue antenate sul piccolo schermo sono facili da identificare: Alice Kramden che sopporta il suo irascibile Ralph, Edith Bunker alle prese con gli scoppi di Arcibaldo, e Marion Cunningham con la sua intera famiglia di svitati, nello stesso spirito di pronta-a-condonare-tutto che Marge usa con Homer. Discutendo l'archetipica sitcom degli anni cinquanta, Father Knows Best, Patricia Mellencamp ha sottolineato come uno degli ingredienti della sitcom domestica sia il contenimento comico delle donne all'interno dei tradizionali ruoli domestici.[42] Il tentativo di evadere dai tradizionali ruoli femminili  ovviamente divertente, e un buon numero degli episodi dedicati a Marge conta esattamente su questo tipo di umorismo. L'altro aspetto principale del contenimento comico delle donne viene mostrato negli sforzi delle mogli tradizionali di sostenere gli standard di etichetta, di moralit o di legalit, che vengono cos trasformate nelle usuali bisbetiche oggetto di molti scherzi maschili. Anche da questo punto di vista Marge rientra nella categoria.

Di primo acchito, come mamma televisiva Marge sembra una ribelle. I suoi capelli blu ben curati e la sua pelle gialla la rendono visivamente sorprendente. Tuttavia, un'ispezione pi ravvicinata ci rivela che resta ben all'interno dei confini della maternit televisiva dei tardi anni cinquanta e dei primi anni sessanta. I capelli ben curati ricordano madri come Harriet Nelson e June Cleaver. La sua collana di perle rimanda a Margaret Anderson (Father Knows Best), June Cleaver, Donna Stone (The Donna Reed Show) e persino Wilma Flintstone. In casa o in pubblico Marge indossa il convenzionale vestito delle sue predecessore dei tardi cinquanta-primi sessanta. L'abbigliamento della mamma televisiva  stato sovvertito solo brevemente, tra il 1964 e il 1966, da Morticia Addams e Lily Munster. E come molte altre appartenenti alla stessa linea ereditaria, la maternit l'ha resa relativamente asessuata, pur lasciandola nel complesso tradizionalmente femminile.

Occorre ricordare che le prime mamme televisive sessualizzate - Morticia Addams e Lily Munster - erano abbastanza chiaramente freaks, scherzi della natura (Lily e Herman Munster sono stati la prima coppia televisiva a condividere un letto).[43] La prima mamma televisiva davvero definita in termini sessuali, Peg Bundy, si  guadagnata la sua sessualit con una specie di riluttante non-partecipazione ai tradizionali ruoli familiari femminili: anche se non lavorava fuori casa, non faceva nemmeno i lavori domestici e certamente non faceva la mamma. La prima mamma televisiva a sovvertire del tutto ogni ruolo materno tradizionale  la signora Cartman di South Park. La signora Cartman sfida i ruoli materni tradizionali nella misura in cui si trova in un'infelice contraddizione. Riconosce la maternit come ruolo, persino come facciata (anche se non  molto brava a fingere), mentre, nel contempo, beve, fuma crack ed  sessualmente promiscua. Se volessimo divertirci per un momento e costruire una continuit di mamme televisive diciamo da Harriet Nelson alla signora Cartman, ci accorgeremmo che Marge rientra saldamente nella tradizione della maternit televisiva stile tardi cinquanta-inizio sessanta.

E tuttavia c' ancora un altro modo in cui Marge resta profondamente tradizionale come mamma televisiva. Non  vicina all'Angelo di Virginia Woolf solo dal punto di vista temperamentale, ma, come molte altre sue predecessore, resta dentro la casa. Occorre ricordare che Harriet Nelson non ha mai abbandonato casa, cos come hanno fatto June Cleaver, Donna Stone, Morticia Addams, Lily Munster, Samantha Stevens e molte altre. Molte mamme televisive tradizionali che lavorano fuori casa (come Elyse Keaton e Clair Huxtable) non sono in genere riprese mentre lavorano, per assicurare che ci non interferisca con il loro compito di mamme.  questo il caso anche di Marge Simpson: le donne sposate non lavorano nel mondo dei Simpson, e quindi il dramma della sua vita si svolge in genere all'interno dei confini della casa di Evergreen Terrace.

La casa in questione  un bastione di armonia domestica e serenit morale. Springfield, che rappresenta la sfera pubblica,  contraddistinta da decadenza morale, si tratti del capitalismo ingordo del signor Burns o del raduno di ubriachi nel bar di Moe. Con questo non si vuol dire che casa Simpson non sia mai sfidata dal punto di vista morale, ma che viene in genere sfidata in tal senso quando la sfera pubblica minaccia di sovvertire quella privata. Spesso Groening e i suoi sceneggiatori permettono al male di invadere la casa attraverso la televisione (Krusty il clown e specialmente Grattachecca e Fichetto, nonch, in un modo leggermente pi sottile, le notizie di cronaca chiaramente di parte di Kent Brockman e le melliflue pubblicit-informative di Troy McClure). Ma alla fin della fiera la casa resta comunque immune dalla disintegrazione morale e la famiglia resta intatta e funzionale sul piano morale.

Spesso Marge  l'unico adulto che difende i valori morali ed estetici e in tale veste ricorda l'Angelo del focolare e la sua leggendaria purezza. Se la prende con la violenza nei cartoni animati (Grattachecca e Fichetto e Marge) e con progetti pubblici spreconi (Marge contro la monorotaia). Difende il merito artistico del David di Michelangelo. Riesce persino a convincere Homer a smettere di bere (Niente birra per Homer). I flashback relativi al corteggiamento di Homer a Marge evidenziano una vicenda completamente tradizionale, con Homer che va dietro a Marge facendosi dare lezioni di francese; quando lei scopre che lui il corso di francese non lo frequenta neppure,  troppo tardi, sono innamorati, e Marge  avviata con decisione a vivere insieme a un uomo che metterebbe alla prova la pazienza di un santo. Non restiamo certo sorpresi quando ascoltiamo la litania delle sue lamentele durante la sua prima visita a un consulente matrimoniale:

 solo che lui  cos egocentrico. Si dimentica compleanni, anniversari, feste, sia religiose che laiche, poi mastica con la bocca aperta, gioca d'azzardo, frequenta uno squallido bar con molta gente dei bassifondi. Si soffia il naso con gli asciugamani e poi li rimette nel cassetto. E poi beve dal cartone e non cambia mai la piccola. Quando va a dormire fa rumori masticati e quando si sveglia fa rumori strombettati. Oh, oh, e si gratta continuamente con le chiavi. (La guerra dei Simpson)

Sebbene occasionalmente Marge accetti lavori (Marge trova lavoro, Marge in catene, Il braccio violento della legge a Springfield, La donna immobile e Il mondo iellato di Marge Simpson) e in un caso si sottragga alla tensione della sua vita quotidiana andandosene per un po' al Rancho Relaxo (Homer da solo), alla fine dell'episodio torna sempre a casa o resta senza lavoro. Molto pi usuali sono quegli episodi in cui le viene richiesto di tirare Homer fuori dai guai o seguire qualche suo piano pazzesco, spesso per ragioni davvero oscure, come per esempio quando lui la prega di impersonare la moglie di Apu in modo da far credere alla madre di quest'ultimo che il figlio sia sposato, il che implica, tra le altre cose, far stare la madre di Apu a casa loro, mentre Homer si crogiola irresponsabilmente al Castello di riposo di Springfield.[44] Ci equivale a chiedere a Marge di impegnarsi in due matrimoni, quando  ovvio che essere sposata con Homer la carica gi di un fardello pi pesante di quanto una donna possa ragionevolmente portare.  una condizione di moglie al di sopra e al di l del richiamo del dovere, o persino di quel che si aspettava accettassero le mamme delle sitcom degli anni cinquanta e sessanta: in quanto tale, Marge  l'indiscussa campionessa del genere.

La crisi di Lisa in Vocazioni diverse, precipitata dal test attitudinale condotto dalla scuola che ha previsto per lei una carriera futura di casalinga,  particolarmente rivelatrice sul ruolo di Marge. Prima vediamo Lisa alla sua scrivania, che scrive Caro giornale di bordo, questa  la mia ultima annotazione, visto che tu eri diario delle mie speranze e dei miei sogni. E ora io non ne ho pi. Il mattino successivo, quando lei scende immusonita a fare colazione, Marge tenta di convincerla della creativit della cura della casa, indicandole orgogliosa le faccette sorridenti che ha creato nel piatto di Bart e Homer con il toast, le uova e la pancetta. Lisa: Che scopo c'? Non se ne accorgeranno neppure. Marge: Resterai sorpresa. Ovviamente Bart e Homer vengono a tavola e si ingozzano senza alcun pensiero e senza una parola a Marge.

Proprio perch  un angelo, Marge si concede solo il pi piccolo mormorio di disapprovazione.  Lisa che resta davvero orripilata di fronte alla verit priva di sentimento sulla mancanza di gratificazione nei lavori casalinghi, anche se qualche momento prima ha predetto accuratamente la reazione (o la mancanza di reazione) di Bart e Homer. E quindi, in un senso rilevante, Marge sta molto peggio delle sue predecessore. Anche se i loro sacrifici possono essere stati in massima parte invisibili e non apprezzati, per lo meno nei termini che in televisione contano di pi (presenza in video, battute e trame dedicate ai loro personaggi) sono state almeno rispettate. Lo stile di vita di Marge  apertamente disprezzato da Lisa e anche questo  qualcosa che Marge accetta con rassegnazione.

Bisogna ammettere che Homer sa di aver bisogno di lei, come dimostrano le sue frasi immortali nell'episodio Marge in catene. Mentre la moglie  portata in prigione a scontare la sua pena per aver taccheggiato il Jet Market, Homer si lamenta: Marge, mi mancherai cos tanto. E non solo per il sesso. Anche per la cucina. Marge ha un enorme vantaggio sulle sue controparti in trasmissioni non animate: anche dopo molti anni di matrimonio e tre figli, ha una vita sessuale soddisfacente. Dai letti gemelli di Rob e Laura Petrie in The Dick van Dyke Show, al costante battibecco maritale di Peg e Ted Bundy in Sposati con figli, gli autori televisivi hanno descritto il matrimonio, implicitamente ed esplicitamente, come la tomba del sesso (per lo meno tra marito e moglie). Il distacco dei Simpson dalla norma televisiva, per lo meno in questo ambito, pu parzialmente spiegare la personalit curiosamente anacronistica di Marge: deve essere il massimo della moglie amorevole e paziente perch gli spettatori possano accettare Homer per l'inimitabile scioccone che . Non importa quale pazzesca impresa metta in piedi, non importa quanto costino in danni alla propriet, spese legali o autorispetto le sue ciarlatanerie, noi sappiamo che alla fine Marge andr in suo soccorso e lo riporter a casa.

Se Marge per molti versi  un ritorno alle mogli e alle madri amorevoli, generose e pronte al sacrificio personale dell'epoca d'oro della televisione, e questo spiega quindi il suo ruolo limitato, lo stesso genere di spiegazione non funziona per Lisa, che se mai  avanti rispetto ai tempi. Nei brevi corti del Tracey Ullman Show che costituiscono l'esordio dei Simpson, Lisa era poco pi che la compagna di crimini di Bart. Ci sono episodi anche in stagioni recenti in cui i due fanno squadra efficacemente, anche se le loro mete sembrano ora pi nobili, vedi la denuncia della frode elettorale in Telespalla Bob Roberts o il tentativo di far riconciliare Krusty con il padre latitante in Tale padre, tale clown.

Lisa  diventata un personaggio complesso e gli sceneggiatori fanno un buon lavoro nel far emergere i differenti aspetti della sua personalit, senza mai abbandonare del tutto la finzione per cui chi pronuncia le loro parole dovrebbe essere una bambina di otto anni, anche se molto intelligente. Lisa si prende una cotta per un supplente, prega suo padre di comprarle un pony,  sconvolta da una caricatura poco lusinghiera,  gelosa di altre ragazze (intelligenti), e litiga con il fratello. Tuttavia soffre anche di ansia esistenziale, suona il sax come uno dei Marsalis, vince gare di scrittura, evidenzia una rara abilit matematica e scientifica e si iscrive alla Mensa. Allora, perch questo personaggio dinamico e intelligente non ha una presenza maggiore nello show?

Una possibile risposta sta nella presunta impopolarit delle sue idee: alcuni critici l'hanno etichettata come poco pi che una femminista precoce, sulla base del suo rifiuto della vita di Marge e della sua predisposizione alle crociate, come la sua campagna per la riforma dell'intera industria delle bambole in Lisa contro Malibu Stacy, che sembra comparire in tutte le liste degli episodi migliori. Lisa obietta alle cose stupide e sessiste che la sua nuova bambola parlante Malibu Stacy  stata programmata a dire. Nel suo stile usuale (prendi-il-comando) va dritta sino al vertice per affrontare il creatore di Malibu Stacy. L'attrice che d la voce a Lisa, Yeardley Smith, ha rivelato in un'intervista che a suo parere nell'episodio in questione gli sceneggiatori hanno tentato di raggiungere un equilibrio difficile su un argomento scabroso: Sono sempre orgogliosa di Lisa quando lei si impegna per sostenere un principio e fa certe cose, ma comincia a preoccuparmi un po' quando diventa troppo attenta ai sani princpi e non agisce come una ragazzina di otto anni.[45]

A volte la crociata  morale, come in Homer contro Lisa e l'ottavo comandamento, quando tenta di convincere la sua famiglia e specialmente Homer che rubare la connessione tv via cavo  sbagliato; persino Marge, sempre rispettosa della legge, vacilla e a Lisa serve l'intero episodio per averla vinta. La causa vegetariana  un'altra delle preoccupazioni morali di Lisa, ma in questo caso non riesce a convincere gli altri Simpson, anche se si potrebbe sostenere che la lezione morale pi importante di Lisa la vegetariana giunge alla fine dell'episodio, quando la vegetariana Lisa impara la pratica della tolleranza dal vegano Apu. Alcuni critici hanno identificato Marge e Lisa con una posizione morale, ma in genere il paragone va a vantaggio di Lisa:

Come sua madre, Lisa possiede forti virt etiche. Se Marge ha accettato i peccati di minor conto come parte della societ, Lisa sostiene la posizione morale in tutte le situazioni [...]. Con i suoi onesti princpi, spesso resta disillusa di fronte alla corruzione della societ, che spesso la rende la ragazzina pi triste della seconda elementare.[46]

 Lisa l'intellettuale[47] - la secchiona rispetto a Bart il fancazzista - che ottiene l'attenzione maggiore, per lo meno dai critici. Una descrizione abbastanza tipica la riduce a nulla pi che questo:

Lisa Simpson, come Homer,  governata da un unico tratto.  il sito della razionalit. Lisa agisce in qualit di voce della ragione, mettendo in discussione con occhio critico i motivi e i comportamenti degli altri personaggi. E tuttavia la sua intelligenza la emargina. In genere la famiglia ignora i suoi consigli e a scuola ha pochi amici. Spesso si scontra con l'intera comunit, e ci suggerisce la dipartita della ragione nella cultura americana.[48]

Dai suoi poteri divini in La vaschetta della genesi (episodio di La paura fa novanta VII), con i quali crea un'intera razza di omuncoli, alle sue abilit matematiche in Lisa l'indovina, alla sua testarda insistenza su una spiegazione scientifica a riguardo del fossile a forma di angelo che ha trovato negli scavi del nuovo centro commerciale (in Lisa la scettica), ci viene consegnato un ritratto originale ma chiaramente riconoscibile di nerd. E il ragazzino intelligente, sia maschio o femmina,  sempre stato un personaggio relativamente minore, per lo meno in televisione.

Noi riteniamo per che la ragione principale per cui solo un quindici percento degli episodi si incentri su Lisa non stia n nel suo femminismo n nelle sue facolt intellettuali. Anzi, le elaborazioni sul concetto spesso ripetuto che Lisa sia in qualche modo l'opposto di Bart non spiegano la questione ma la confondono; se fossero due opposti genuini, potremmo ragionevolmente aspettarci che sia loro concessa la stessa quantit di tempo televisivo. Nel New York Times Jeff McGregor difende una delle versioni pi sofisticate di tale tema:

Bart e Lisa, lo scavezzacollo e la secchiona, lo yin delinquente e lo yang libresco, l'Id e il Superego dei ragazzini americani in ogni dove, sono personaggi ben pi ricchi e pi pienamente articolati di quei piccoli saputelli che tanto spesso vediamo stuzzicare i loro genitori in altre sitcom. I loro timori e le loro neurosi impediscono ai due Simpson di diventare semplici piattaforme per recitare battute fulminanti nello stile delle gemelle Olsen.[49]

Ci che forse McGregor ha percepito  che per molta gente (e, si potrebbe sostenere, per la cultura americana in generale) nell'Id (Bart)  presente molta pi energia psichica che nel Superego (Lisa). I Simpson ha bisogno di Lisa per il suo equilibrio psichico, ma in un certo senso, molto reale, non ha bisogno di molta Lisa. Quest'ultima non  quindi lo yang rispetto allo yin di Bart, perch questa tesi presuppone complementarit se non eguaglianza di influenza, e, come abbiamo provato, non  questa la situazione.

Un aspetto correlato delle inusuali dimensioni filosofiche della personalit di Lisa emerge con molta chiarezza in Springfield utopia delle utopie, l'episodio in cui viene invitata segretamente a unirsi al capitolo cittadino della Mensa. La nostra, persino a confronto con i suoi colleghi membri della Mensa, mette rapidamente in mostra il suo utopismo e il suo idealismo. Il sindaco Quimby rinuncia al mandato e i membri della Mensa diventano il nuovo governo di Springfield. Dopo di che, Lisa  sbalordita dalla repentinit con cui persino persone molto intelligenti possano diventare litigiose e di parte. Persino Stephen Hawking non riesce a convincerla che il suo sogno del bene comune  un miraggio irrealizzabile. Poich molte societ si sono dimostrate capaci di sopportare al massimo un solo idealista o un solo riformatore senza martirizzarlo, alla famiglia Simpson dovrebbe probabilmente essere attribuito un punteggio molto alto per la misura in cui  capace di accettare i suoi idealisti/riformatori.

Brave ragazze e stupidi ragazzi

Bisogna ovviamente riconoscere che gli episodi dei Simpson forniscono spesso una potente parodia della televisione, della famiglia e di altre istituzioni e convenzioni culturali. Di conseguenza una decostruzione sin troppo seria del testo rischia di obliterare l'umorismo e lo sprezzante commento sociale che l'ha sostenuto per undici stagioni, con un pubblico demograficamente diversificato. Ci nonostante, la serie richiede un'analisi all'interno del genere della sitcom televisiva, lo stesso genere che tanto spesso, e in modo molto intelligente, ha parodiato.

Come abbiamo dimostrato, la demografia di Springfield riflette la demografia, che si profila pi in grande, del mondo televisivo. Springfield (come la maggior parte del prodotto televisivo)  un mondo di maschi, anche se gli uomini (e i ragazzi) sono in gran misura degli idioti inarticolati. I personaggi maschili dei Simpson, come i personaggi della maggioranza della televisione mainstream dell'ultimo mezzo secolo, (dis)funzionano in un mondo pubblico di lavoro e commercio, di ricreazione e divertimento pubblico. E il mondo pubblico in cui questi uomini (dis)funzionano  sin troppo spesso un aspro mondo di sfida morale, una vera arena postmoderna priva di una struttura sociale sensata e senza un centro morale. E va a credito di Groening e dei suoi sceneggiatori che tale mondo pubblico sia stato esaminato, sbrogliato e a volte rovesciato con tanto spirito. Ed  analogamente ironico che Homer e Bart, come tanti nella landa televisiva prima di loro, siano in grado di tornarsene a casa, che resta, nonostante tutte le sue eccentricit, un'oasi in un mondo postmoderno. La casa di Evergreen Terrace resta un luogo non dissimile dalla casa dei Nelson, dei Cleaver e dei Mostri, un luogo dove il centro tiene, dove le cose (alla fine) non crollano a terra, e dove aspetta la fedele Marge Simpson, l'Angelo del focolare.

Qualcuno non potrebbe forse replicare alle nostre osservazioni lamentando che non abbiamo capito l'argomento, che I Simpson  inteso come una parodia della normale famiglia americana in tutta la sua bellezza e il suo orrore?[50] Noi riteniamo di no: l'ideale della famiglia non viene affatto infilzato allo spiedo come accade, nella serie, ad altri bersagli. Facciamo l'esempio del capitalismo: il signor Burns  in gran misura il capitalismo personificato. Nella maggior parte dei casi Burns  presentato sotto forma di un'esagerata caratterizzazione del capitalista a ruota libera immaginato da Milton Friedman, il cui telos  il profitto e la cui raison d'tre  l'avidit. Nel personaggio di Burns abbiamo un'efficace caricatura dell'implacabile capitalista. Come tutti gli autori satirici efficaci, Groening riesce a offrirci una pungente critica della visione del mondo capitalistica esagerandola o ingrandendola a dismisura. In altri termini, Burns ci mostra la conclusione logica della visione del mondo capitalistica quando questa si esprime senza essere equilibrata da altri impegni fondamentali, morali o sociali che siano. Eppure Burns non  semplicemente la personificazione dell'avidit capitalistica ma un personaggio in se stesso, nella misura in cui ha occasionali momenti di ansia, se non di disperazione esistenziale, come diretto risultato delle sue incrollabili macchinazioni capitalistiche. Si potrebbe anche sostenere, seguendo un percorso simile, che il personaggio di Marge, come quello di Burns,  una parodia dell'ideale di moglie e madre costruito culturalmente, una presa in giro esasperata che si pone il solo scopo di rivelare la natura in definitiva vacua dei suoi ruoli. Non c' dubbio che questa idea abbia un suo fondamento.

Tuttavia, se interpretiamo il personaggio di Marge come in massima parte satirico, emergono problemi. In primo luogo, la satira richiede per sua natura che si prendano le convenzioni culturali pi diffuse e che tutti conosciamo (il capitalismo, la religione, l'esser madre...) e se ne esagerino parecchio le caratteristiche pi salienti, rivelandone cos le assurdit latenti nella convenzione culturale stessa, assurdit rivelate attraverso l'esagerazione satirica di quella convenzione o di quell'idea. Il personaggio di Marge non esagera l'esser madre, l'esser moglie o la femminilit nella stessa misura in cui il personaggio di Burns esagera o si fa beffe del capitalismo e in cui il reverendo Lovejoy prende in giro la religiosit postmoderna. Burns porta il capitalismo alle sue estreme conseguenze e lo svela come stile di vita sterile. Marge, invece, non porta le convenzioni che rappresenta alle loro conclusioni logiche, non le esagera grossolanamente e certamente non le rivela come vacue e superficiali. In secondo luogo, quando  al suo meglio la parodia ci rivela un aspetto di qualcosa che fino a quel momento non avevamo scorto o non avevamo considerato. Ci scuote nel nostro compiacimento mostrandoci dove potrebbe andare a finire un'idea o una convenzione se non fosse equilibrata da altre idee o altre convenzioni. Nel caso di Burns e del capitalismo ci vengono cos ricordati i lineamenti del capitalismo sfrenato (la distruzione ambientale, lo sfruttamento dei lavoratori, il disprezzo per se stessi, la solitudine). Con Marge ci non accade: non solo non sembra un ritratto grossolanamente esagerato dell'esser madre o moglie, ma il suo personaggio  vicino alle virt che abbiamo imparato ad apprezzare tanto nelle sue predecessore. Marge offre al lettore una visione valorizzata e in larga parte affettuosa di una donna che governa come moglie e come madre.

A Groening e compagnia deve andare il nostro ringraziamento per aver ampliato il centro morale con il personaggio di Lisa come idealista della casa (le nostre scuse a Virginia Woolf). Non solo voce della ragione, Lisa  umana a pieno titolo, ridacchia guardando i cartoni animati di Grattachecca e Fichetto, partecipa allegramente alla battaglia con il grasso che interrompe il ballo scolastico e rischia la vita per recuperare preziosi biglietti d'aereo per la sua famiglia. Con il tempo riesce persino a mutare in meglio il comportamento di Bart. Ne troviamo uno dei primi esempi in Bart rischia grosso, nella seconda stagione. Dopo che Bart si  rivolto al cielo per avere un giorno in pi per studiare in vista di un test decisivo, e avendolo avuto nella forma di una nevicata casuale,  tentato di lasciar perdere lo studio e di mettersi a giocare nella neve.  Lisa che gli ricorda: .... Bart studia e supera il test.

Nella quarta stagione Lisa e Bart lavorano insieme per denunciare le orribili condizioni del Kampeggio Krusty e la crudelt sugli animali in La festa delle mazzate, e aiutano Krusty a rinnovare la sua immagine in Krusty viene cancellato. Nella sesta stagione vediamo Lisa e Bart schierati l'uno contro l'altra come rivali sportivi nell'hockey su ghiaccio, incoraggiati dalla maggior parte della Springfield adulta, Homer compreso. Mentre la partita si avvia alla fine con un rigore decisivo, Lisa e Bart si tolgono l'equipaggiamento e si abbracciano: la partita finisce in pareggio (Lisa sul ghiaccio).  gi qualcosa riuscire a sollevarsi al di sopra dell'inanit dell'ethos della vittoria a ogni costo, in particolare per i ragazzi, ma la vera misura dell'influenza di Lisa su Bart si vede in La guerra segreta di Lisa Simpson. Come unico cadetto femmina all'accademia militare Rommelwood, la fede di Lisa nella propria capacit di gestire i test fisici duri e difficili comincia a svanire mentre lei viene sempre pi isolata. All'inizio Bart accetta di addestrarla solo in segreto, ma nel momento cruciale, durante il paventato test della traversata sulla corda, rischia l'ostracismo da parte degli altri ragazzi urlando parole di incoraggiamento per la sorella. Lisa finisce bene.

Si  cos raggiunta una specie di simmetria: Bart il fancazzista  cresciuto sufficientemente (alla fine dell'ottava stagione) per mettere il valore privato della fedelt verso la famiglia al di sopra persino della solidariet maschile in pubblico. Alcune verit morali che nelle stagioni precedenti solo Lisa riusciva a vedere (mantieni le promesse, proteggi i deboli anche se sono dei serpenti, sostieni gli amici) sono state adottate da Bart al punto che a volte agisce effettivamente in modo nobile per suo proprio conto, senza suggerimenti da Marge o da Lisa (questa interpretazione ignora volutamente il fatto che all'inizio dell'episodio citato sopra Bart riserva a Lisa il trattamento del silenzio).

Il vero test decisivo dell'influenza dell'idealismo morale di Lisa non  Bart, ma ovviamente  Homer. La cornice temporale qui  necessariamente anche pi lunga - di fatto, il solo riconoscimento esplicito del valore di Lisa da parte di Homer si ha nel flashforward dell'episodio Il matrimonio di Lisa. A ventitr anni Lisa incontra Hugh Parkfield e si innamora di lui. Parkfield  un inglese di ceto superiore che condivide il suo interesse per l'ambiente, il suo alto concetto dell'arte di Jim Carrey e il suo tipico vegetarianismo privo di umorismo. Quando torna a Springfield per sposarsi Homer  sopraffatto dall'emozione:

Homer: Piccola Lisa, Lisa Simpson. Sai, ho sempre saputo che tu eri la cosa migliore associata al mio nome. Da quando hai imparato ad appuntare i tuoi pannolini sei sempre stata pi intelligente di me.

Lisa: Ma che dici...

Homer: No, no, no, fammi finire. Voglio solo che tu sappia che sono stato sempre fiero di te. Tu sei il mio pi grande capolavoro. Hai fatto tutto da sola. Mi hai aiutato a comprendere meglio mia moglie e mi hai insegnato a esser una persona migliore. Ma tu sei anche mia figlia. Credo che nessun altro avrebbe potuto aver una figlia migliore di te.

Lisa: Tu farnetichi.

Homer: Visto? Continui ad aiutarmi.

Nonostante uno sforzo notevole, Hugh  un po' scoraggiato e allarmato dai familiari di Lisa e quando lui nota estemporaneamente che sar un sollievo tornarsene in Inghilterra e non avere pi a che fare con loro, Lisa disdice il matrimonio.  un momento vitale nello sviluppo del personaggio di Lisa. Nonostante l'ampio accenno dato nell'episodio Lisa la Simpson, quando Lisa scopre che la stupidit  un tratto legato al sesso che compare in tutti i maschi Simpson (la qual cosa sembra implicare che il suo talento e la sua intelligenza la possano in futuro portare lontano da Springfield), la reazione di Lisa di fronte alle critiche rivolte ai suoi familiari mostra che il suo amore per loro avr un peso maggiore, per cos dire, della promessa fornita dalla sua intelligenza. Un solo episodio non definisce il personaggio di Lisa e si finisce persino con lo sperare che l'amore per la famiglia possa coesistere con la promessa dell'intelligenza, ma la scelta di Lisa di restare nella palude della famiglia Simpson indica che tale promessa  ancora da mantenere. In un'intervista a Loaded Magazine lo stesso Groening si  occupato di questo tema in relazione al personaggio di Lisa: Nei Simpson gli uomini non hanno alcuna consapevolezza mentre le donne sembrano sul punto di ottenerne una. Credo che alla fine Lisa possa fuggire da Springfield e quindi per lei c' speranza.[51] La promessa di Lisa deve essere ancora mantenuta.

Marge  la guardiana della casa e il rifugio a cui Bart e Homer tornano alla fine di ogni episodio. Sappiamo che  troppo importante in quel ruolo perch le sia concesso qualcosa di pi che una liberazione momentanea. A ogni modo,  troppo buona per aver successo nella sfera pubblica, dura e crudele. Dopo tutto, non  riuscita a vendere neanche una casa durante il suo breve impiego presso la Red Blazer Realty di Lionel Hutz: non perch sia una donna ma perch non riesce a mentire ai suoi clienti. Anche Lisa non crescer mai e non lascer mai casa perch  troppo importante come esempio morale. Marge rassicura i suoi ragazzi, lei li ama proprio cos come sono; Lisa vuole che diventino migliori e li guida verso quella possibilit. Sono ruoli magnificamente e drammaticamente significativi, che sembrano attribuire le migliori qualit umane esclusivamente alle femmine della specie. Eppure, essere di ispirazione per gli stupidi di ogni dove (oltre che per quelli della vostra stessa famiglia) significa comunque non interrogare la posizione di questi stupidi che occupano saldamente il centro del palcoscenico della vita.

[1] Non  possibile presentare in questa sede una difesa teoretica di questa definizione. Per una pi ampia trattazione si veda l'articolo di William Irwin What Is an Allusion in The Journal of Aesthetics and Art Criticism, 2001.

[2]Per una discussione pi approfondita su questo episodio si veda il cap. 9.

[3] Si veda Ted Cohen, Jokes: Philosophical Thoughts on Joking Matters, University of Chicago Press, Chicago 1999, pag. 29.

[4] Per una discussione pi approfondita sulla parodia si veda il cap. 7.

[5] http://www.snpp.com.

[6] Per averci aiutato a scrivere questo saggio, vorremmo ringraziare Mark Co-nard, Raja Halwani, Megan Lloyd, Jennifer O'Neill, David Weberman, Sarah Worth e Joe Zeccardi.

[7] Mettere a confronto le forme d'arte cosiddette alte e quelle popolari  un metodo di discussione conveniente ma problematico. Il cinema e pi di recente la televisione sono ovvi esempi di media che fanno sostanzialmente crollare la distinzione. Filosofi dell'arte come Stanley Cavell e Ted Cohen hanno da molto tempo riconosciuto che Intrigo internazionale di Hitchcock  un esempio possibile di arte esattamente come lo  l'autoritratto di Rembrandt. Nel suo A Philosophy of Mass Art (Clarendon Press, Oxford 1998) Nol Carrol suggerisce che sarebbe meglio parlare di arte di massa se ci a cui ci stiamo riferendo  arte popolare prodotta e distribuita attraverso una tecnologia di massa (pag. 3). Credo proprio che sia al di l di ogni discussione il fatto che I Simpson sia appunto un esempio di questo genere di arte popolare o di massa. Non presumo che l'arte alta sia necessariamente superiore all'arte popolare: abbiamo grandi opere d'arte popolari proprio come abbiamo pessime opere d'arte alta.

[8] Vedi il capitolo precedente.

[9] Thomas J. Roberts, An Aesthetics of Junk Fiction, University of Georgia Press, Athens 1990.

[10] Linda Hutcheon, A Theory of Parody: The Teaching of Twentieth-Century Artforms, Methuen, New York 1985, pag. 33.

[11] Robert Burden, The Novel Interrogates Itself: Parody as Self-consciousness in Contemporary English Fiction, in The Contemporary English Novel, a cura di Malcolm Bradbury e David Palmer, Edward Arnold, London 1979, pag. 136 (corsivo mio). Burden  citato in A Theory of Parody, cit., pag. 101.

[12] Non bisogna sottovalutare l'enorme popolarit del film di Scorsese. Per esempio, quest'ultimo  stato votato come regista cinematografico pi popolare dai lettori di Time Out Film Guide, superando persino Hitchcock. E nell'edizione della Guide del 2000, Quei bravi ragazzi  undicesimo nella lista dei pi popolari film di tutti i tempi, tra La vita  meravigliosa e Intrigo internazionale. Tra i primi trenta film, solo due - Pulp Fiction (tredicesimo) e Schindler's list (ventesimo) - sono pi recenti di Quei bravi ragazzi.

[13] Algis Budrys, citato in Thomas Roberts, op. cit., pag. 90.

[14] Vedi il cap. 11.

[15] Ringrazio George McKnight, Bill Irwin e Carl Matheson per i loro commenti e i loro suggerimenti.

[16] Non intendo dire che I Simpson non ricorra alla parodia. Nell'episodio in questione c' una parodia ben riuscita degli adattamenti di Broadway, dal titolo dello spettacolo alla sigla di chiusura, A stranger is just a friend you haven't met.

[17] Per approfondimenti sull'allusione nei Simpson si veda il cap. 6.

[18] Per una diversa prospettiva si veda Robert A. Epperson, Seinfeld and the Moral Life, in Seinfeld and Philosophy: A Book about Everything and Nothing, a cura di William Irwin, Open Court, Chicago 2000, pagg. 163-74.

[19] A sostegno della tesi secondo cui I Simpson sarebbe a favore dei valori della famiglia, si veda il cap. 11.

[20] Si veda Arthur Danto, The End of Art, Princeton University Press, Princeton 1996.

[21] Thomas Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche, tr. it. Einaudi, Torino 1978; Paul Feyerabend, Contro il metodo, tr. it. Feltrinelli, Milano 1975. Per un vivace dibattito sui limiti della sociologia della conoscenza, si veda James Robert Brown (ed.), Scientific Rationality: The Sociological Turn, Reidel, Dordrecht 1984.

[22] Richard Rorty, Philosophy as a Kind of Writing, in Consequences of Pragmatism, University of Minnesota Press, Minneapolis 1982, pagg. 90-109.

[23]Per approfondimenti sulla classe operaia, si veda il cap. 16 di questo volume.

[24] Lisa si  comportata da ipocrita? Per approfondimenti sull'ipocrisia legittima si veda il cap. 12.

[25] Ringrazio il mio collega Jason Holt per avermi offerto questo spunto.

[26] Bench abbia dimostrato che lo humour dei Simpson sia spesso crudele, non ho dimostrato che lo  sempre. Difatti non lo . Alcuni momenti davvero esilaranti si fondano su gag visive del tutto innocue, come quando Telespalla Bob si nasconde dietro una statua che rappresenta un velivolo, la cui strana forma combacia esattamente con quella dei suoi capelli. Inoltre ho semplicemente affermato e non dimostrato, che la serie finisce di essere divertente quando si scosta per troppo tempo dalla crudelt. Quest'affermazione  in parte motivata dalla mia convinzione che tutta la commedia (al contrario di tutti gli esempi di humour) si basi sulla crudelt. Tuttavia l'affermazione  notevolmente controversa e in questa sede non c' abbastanza spazio per discuterne. Al fine di valutare la centralit della crudelt come molla principale dell'umorismo dei Simpson, dovremmo prendere in considerazione molteplici esempi apparentemente divertenti tratti dal programma. Temo per che persone diverse non si troverebbero d'accordo su ci che si ritiene divertente. Dal momento che a questo punto la faccenda diventa filosoficamente interessante ma anche molto confusa, devo ammettere che ogni tipo di affermazione universale sul ruolo della crudelt nella serie  controverso e necessita di altre informazioni a suo sostegno.

[27] Questo saggio ha tratto notevole vantaggio dagli scambi d'idee avuti con Heidi Rees, Jason Holt, Adam Muller, Emily Muller, George Toles, Steve Snyder e Guy Maddin. Ringrazio inoltre William Irwin per l'aiuto che mi ha dato con il suo lavoro editoriale e The Simpsons Archive (www.snpp.com) per gli elenchi degli episodi che si sono dimostrati molto utili.

[28] G. Steiger, The Simpsons: Just Funny or More?, The Simpsons Archive, www.snpp.com.

[29]Gendered Lives: Communication, Gender, and Culture, Wadsworth, Belmont 1994, pag. 232. Donald M. Davis ha rintracciato uno schema analogo nella prima serata televisiva: gli uomini costituiscono il 65,4 percento di tutti i personaggi della prima serata, le donne il 34,6 percento (Portrayals of Women in Prime-Time Network Television: Some Demographics Characteristics, Sex Roles, n. 23, pagg. 325-32).

[30] Who's Who? in Springfield, snpp.com/guides/whoiswho.html.

[31] A cura di Matt Groening e Ray Richmond, HarperPerennial Library, New York 1997.

[32] A cura di Matt Groening e Scott M. Gimple, HarperPerennial Library, New York 1999.

[33]A Complete Guide, cit., pagg. 178-179.

[34]Simpson Forever, cit., pagg. 86-87.

[35] www.time.com.

[36] The Simpsons Archive, The Lisa File, creato da David Hall e curato da Dale G. Abersold, www.snpp.com.

[37]Musica maestro, Fate largo a Lisa, Springfield utopia delle utopie, Cercasi Xena disperatamente (in La paura fa novanta X), Piccola grande mamma, Bart al futuro, Ultimo tip-tap a Springfield e Lisa dieci e lode.

[38] www.snpp.com.

[39] Solo Patty e Selma (Homer contro Patty e Selma, Un pesce di nome Selma, La scelta di Selma e Il vedovo nero) e la signora Simpson (Mamma Simpson) hanno ricevuto tale onore; L'amante di Lady Bouvier  chiaramente dedicato al Nonno.

[40] www.snpp.com.

[41] Virginia Woolf, Professioni per le donne, tr. it. in Le donne e la scrittura, La Tartaruga, Milano 2003, pagg. 54-55.

[42] Citato in June M. Frazer e Timothy C. Frazer, Father Knows Best and The Cosby Show: Nostalgia and the Sitcom Tradition, Journal of Popular Culture, n. 13, p. 167.

[43] Nota Ray Richmond: Fino a I mostri alle persone televisive sposate era imposto di dormire in letti gemelli separati, la qual cosa avrebbe dovuto rendere molto difficile concepire quei bambini che saltavano continuamente fuori. Ma Lily e Herman si rannicchiavano sotto le stesse lenzuola in un enorme letto a due piazze; evidentemente si pensava che, poich erano dei personaggi quasi assimilabili ai cartoni animati, non contava davvero. Ma invece cont (Tv Moms: An Illustrated Guide, TV Books, New York 2000, p. 52).

[44] Homer riflette sulla vita in una casa per anziani:  come essere un bambino, solo che sei abbastanza vecchio per apprezzarlo (Le due signore Nahasa-peemapetilon).

[45] Yeardley's Top Ten Episodes in The Simpsons Folder: Writings, springfield.

simplenet.com.

[46] John Sohn, Simpson Ethic, The Simpsons Archive, www.snpp.com.

[47] Per una pi completa analisi del ruolo di Lisa nel ritratto dell'intellettuale, vedi il cap. 2.

[48] Sam Tingleff, The Simpsons as a Critique of Consumer Culture, www.

snpp.com.

[49] More than Sight Gags and Subversive Satire, New York Times, 20 June 1999; anche in The Simpson Archive, www.snpp.com.

[50] Una descrizione della famiglia Simpson attribuita al produttore esecutivo della serie, James L. Brooks, nell'articolo The Simpsons: Just Funny or More? di Gerd Steiger, The Simpsons Archive, www.snpp.com.

[51] And on the Seventh Day Matt Created Bart, The Simpsons Archive, www.

snpp.com.

Parte III

Non sono stato io: l'etica e I Simpson

10

Il mondo morale della famiglia Simpson: una prospettiva kantiana

James Lawler

In una recensione di Harry Potter e il calice di fuoco di J.K. Rowling, l'autore di fantascienza Spider Robinson scrive: Va bene, anche Harry fa un po' il santarellino... ammettiamolo: Harry  l'Antibart. Ma vorreste che i vostri figli non avessero modelli migliori di un Simpson?.[1]

Come modello per i nostri figli non siamo obbligati a scegliere tra il santarellino Harry Potter e il piantagrane Bart Simpson. C' anche Lisa Simpson, per esempio. La serie deiSimpson non pu essere ridotta ad alcuna delle sue parti ma va considerata in una prospettiva generale. Il fatto di non riconoscere la particolare prospettiva morale di Lisa Simpson e di non considerare un eventuale santarellino come un modello suggerisce una visione ristretta del bene morale.

Cos' il bene morale? Secondo Immanuel Kant una caratteristica basilare del punto di vista morale  l'impegno dimostrato nel fare il proprio dovere. Il termine dovere implica la presenza di due forze opposte: da un lato vi sono i desideri, i sentimenti e gli interessi che nascono spontaneamente, tra cui le paure e le avversioni, le gelosie e le insicurezze, dall'altro vi  ci che si ritiene si debba fare, il tipo di persona che si vorrebbe essere. Queste due forze entrano spesso in conflitto e quindi fare ci che si dovrebbe o cercare di essere ci che si dovrebbe pu essere difficile e doloroso e pu richiedere sacrifici di vario genere. L'individuo che si impegna nel mantenere un punto di vista morale, il modello morale ideale,  colui che decide di mettere in secondo piano e di sacrificare, se necessario, i desideri, i sentimenti e gli interessi personali a favore del dovere di fare la cosa giusta o di diventare il tipo di persona giusta.

Negli episodi dei Simpson vengono spesso evidenziati da un lato i desideri, i sentimenti e gli interessi personali e dall'altro il senso del dovere morale. Tutti i membri della famiglia Simpson, compresa la neonata Maggie, contribuiscono alla creazione di una complessa atmosfera morale in cui la moralit  sentita decisamente come un dovere poich nella vita di queste personalit forti esiste anche il contrario della moralit, ossia i desideri, i sentimenti e gli interessi appassionati. Prima di soffermarci sul personaggio di Lisa, colei che  ligia al dovere, vedremo brevemente come i temi sopra descritti si ritrovino in personaggi come Homer, Bart e Marge. Nel corso di questa esposizione diverr chiaro che le contraddizioni tra dovere e desiderio vengono risolte e superate solo considerando la famiglia Simpson nel suo insieme.

Homer tra Moe e Flanders

A volte il conflitto viene sottolineato con una caricatura del senso del dovere. Homer Simpson dimostra una grande abilit nel razionalizzare i desideri e gli interessi a favore del dovere morale, quindi in lui non nascono conflitti laceranti. In Imbroglio imbrogliato Moe vuole che Homer gli distrugga l'auto in modo da chiedere un risarcimento all'assicurazione. Homer si sente messo sotto pressione da questo personaggio egoista e incentrato solo su se stesso, si sente intimidito dalle sue taglienti parole e quindi vuole cedere all'insistente richiesta dell'amico. Moe pensa solo e unicamente ai propri desideri e al proprio interesse e sembra essere poco, se non per niente, preoccupato del dovere morale. Al contrario Homer  preso dai dubbi e si chiede se stia facendo la cosa giusta. Decide di consultare la sua coscienza, che altri non  che un'immagine mentale di sua moglie che gli parla. Ironicamente Marge gli dice che il suo dovere  quello di distruggere l'auto di Moe in modo che questi possa richiedere un risarcimento. Una volta soddisfatta la sua coscienza, Homer esegue l'azione doverosa con particolare energia.

Anche se in maniera satirica, l'episodio solleva la questione del dovere morale. Invece che porsi come modello, qui Homer mostra come non ci si deve comportare. Se da un lato questa caricatura ci fa ridere, dall'altro viene da chiederci se il nostro concetto di obbligo morale non sia spesso determinato da una procedura simile.

I dilemmi morali di Homer si esprimono in modo molto concreto, come quando deve pesare l'amore che prova per Marge e il suo dovere di marito rispetto al suo amore per la pesca e per altri passatempi personali. Homer vuole sinceramente essere un buon padre e un buon marito, ma i piaceri personali lo attraggono a tal punto da fargli scordare i suoi doveri. Ne La guerra dei Simpson, dopo una palese manifestazione della leggerezza di Homer, Marge lo convince a partecipare a un weekend per coppie in crisi al lago Pescegatto, organizzato dal reverendo Lovejoy. Nonostante Homer riconosca il problema di coppia che ha creato, il suo entusiasmo per il weekend nasce dal fatto che spera di pescare il leggendario pesce gatto gigante, il generale Sherman, duecentotrenta chili di furia sul fondo.

La prima mattina, di buon'ora, Marge becca Homer in tenuta da pesca mentre cerca di sgattaiolare fuori del capanno. Come pu pensare alla pesca quando il loro matrimonio sta andando a rotoli? Sinceramente dispiaciuto, Homer rinuncia al suo piano e va a farsi una passeggiata lungo il lago. Nota una canna da pesca che qualcuno ha probabilmente dimenticato e la raccoglie con l'intento di restituirla al proprietario. In quel momento il generale Sherman strattona con tale forza la lenza da far cadere Homer in una barca e da trascinarlo in mezzo al lago.

Segue una battaglia epica di volont e forza tra l'uomo e la bestia, una lotta solitaria ed eroica come quella de Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway. Alla fine Homer, vittorioso, torna a riva pensando alla fama che lo aspetta in qualit di miglior pescatore della storia, ma trova Marge che, furiosa, lo accusa di non essere altro che un egoista. Trovandosi costretto a scegliere tra il desiderio egoistico e il dovere morale, Homer rinuncia alla fama per la famiglia e fa tornare il boccheggiante generale Sherman nelle acque profonde. Nel superare un cos forte impulso verso il desiderio personale, Homer trasforma la sua prodezza fisica in una vera impresa di eroismo morale. Homer riconosce il suo sacrificio morale quando dice: Ho rinunciato alla fama e alla colazione per il nostro matrimonio.

Al weekend per coppie in crisi partecipa anche il santarellino Flanders con sua moglie. Cos' che non va nel loro matrimonio? Sembra impossibile che abbiano qualche problema. A volte la moglie di Ned sottolinea parti nella Bibbia! Flanders  un personaggio importante nell'universo morale dei Simpson in quanto rappresenta l'estremizzazione della morale, una morale che non implica pi alcun conflitto con i desideri e gli interessi personali. Flanders sembra non avere pi desideri e interessi.[2] In questo Flanders  l'opposto di Moe. Perch vi sia un vero senso del dovere morale, vi devono essere due forze, non una: la coscienza del dovere morale e un sano senso di desiderio, piacere e interesse personale. Queste due tendenze danno vita al conflitto. Se Moe pensa unicamente a se stesso, Flanders, una caricatura della moralit cristiana, non ha una vita personale.

Questo punto  sottolineato in modo umoristico in Viva Ned Flanders, quando Flanders, che ha un aspetto piuttosto giovanile, confessa di avere sessant'anni. A quel punto Homer gli dice che il suo aspetto giovanile  dovuto al fatto che non ha una vita. Risentito di quest'analisi, Flanders incarica Homer di istruirlo su come vivere.[3] Il risultato  naturalmente disastroso: un doppio matrimonio tra ubriachi a Las Vegas. La passione di Homer per la gratificazione personale immediata  l'opposto dell'incapacit moralistica di Flanders di avere una vita. Nessuno dei due comprende i limiti dei rispettivi modi di vita.

Anche Bart sa che  sbagliato

Bart Simpson assomiglia molto a suo padre.  il prototipo del bambino che ama solo divertirsi e che si caccia sempre nei guai. Ne La fidanzatina di Bart, Bart sviluppa un'infatuazione compulsiva per Jessica, la figlia del reverendo Lovejoy. All'inizio pensa che per guadagnarsi l'affetto di Jessica debba seguire il catechismo della domenica, ma Jessica inizia a interessarsi a lui solo quando riconosce in lui un possibile compagno di atti criminali. L'episodio illustra quanto una moralit che si identifica con il rispetto di un codice di comportamento esterno sfoci in ipocrisia.[4] In quanto figlia del reverendo, Jessica gioca il ruolo della santarellina. Sfrutta con ipocrisia la morale per soddisfare i suoi desideri egoistici, ma con Bart ci sono dei limiti. Quando  troppo  troppo. Quando Jessica ruba i soldi delle offerte in chiesa, Bart fa di tutto per convincerla a non farlo: Rubare i soldi delle offerte  davvero sbagliato. Quando Bart viene incolpato del furto, chiede a Jessica per quale ragione dovrebbe proteggerla e lei gli risponde: Perch se anche lo dici nessuno ti creder. Ricordati che io sono la dolce e perfetta figlia del reverendo e tu sei solo spazzatura gialla.

A causa della sua consueta malvagit, i rari momenti in cui Bart prende coscienza del dovere sottolineano con maggiore forza alcune questioni morali. Non si avrebbe lo stesso esito se esaminassimo il comportamento di un bambino educato. In Mamma Bart, Bart sperimenta una crisi di coscienza quando le sue pagliacciate portano alla morte di un uccellino. Bart decide di dedicare tutto se stesso alla cura delle uova depositate dall'animale sacrificando stranamente i suoi piaceri per il duro compito. La vita a volte sa come trasformare le migliori intenzioni, soprattutto se dettate da una spinta emotiva, in un inferno. Quando si scopre che le uova contengono rettili vietati dalla legge che mangiano uccellini, Bart resta fedele al suo compito e dice a sua madre: Tutti pensano che siano dei mostri, ma io li ho cresciuti e voglio loro bene! So che  difficile da capire. E Marge gli risponde: Non tanto quanto credi.

Alla fine le lucertole di Bart decimano la fastidiosa popolazione dei piccioni di Springfield e Bart viene osannato come un eroe cittadino. Bart permette alla fama di soffocare qualsivoglia principio morale guidi in origine le sue azioni. Non capisco, Bart gli chiede Lisa, te la sei presa tanto quando hai ucciso un uccello, e adesso che ne hai uccisi diecimila non te ne frega niente. Ma ormai Bart ha ripreso la sua vita caratterizzata dall'assenza di un codice morale e fa fatica a capire il paradosso ecologico sollevato da Lisa.

Marge fa da s

Marge  tutta presa nel suo ruolo di tipica moglie e madre che non ha una vita sua.[5] Diventa un esempio di alta coscienza morale quando mette in dubbio la sua educazione. Kant afferma che abbiamo doveri verso noi stessi ma anche verso gli altri. Abbiamo l'obbligo di sviluppare al massimo i nostri talenti. In alcuni casi la strada verso la realizzazione di s pu passare attraverso un doloroso dovere morale. Ci vuole coraggio per realizzarsi pienamente quando le pressioni sociali e l'educazione ci inducono a sottometterci agli altri. Marge, la tradizionale casalinga, solleva pi volte la questione del femminismo.

Nell'episodio La donna immobile, riprendendo il film Americani, Marge si mette a lavorare in un'agenzia immobiliare.  stufa che si dia per scontata la sua dedizione alla famiglia. Anche lei ha il diritto di avere una vita. Marge vuole un lavoro in cui possa provare quanto vale e le sue capacit a se stessa, alla famiglia e alla comunit di Springfield. Quando viene presentata ai colleghi, si nota che sta per entrare nello spietato mondo degli squali del lavoro. Un agente difende violentemente i suoi diritti sul West Side mentre un anziano signore, che assomiglia a un Jack Lemmon disfatto, sta per cadere a pezzi. Sulle prime Marge non si rende conto dell'ambiente in cui  capitata e indossa con orgoglio l'elegante giacca rossa della divisa della compagnia.

Il problema  che Marge vuole davvero aiutare i suoi clienti ed  pronta a sacrificare i suoi interessi in nome del dovere.[6] Visto che hanno fiducia in lei, gli amici e i vicini tengono conto delle sue opinioni e lei  onesta con loro perch avverte i legami di amicizia che tengono unita la sua comunit e quindi non esegue le vendite che le assicurano il posto di lavoro. Non  una che chiude i contratti.

Marge difende cos la sua condotta davanti al capo, Lionel Hutz: Be', come diciamo noi: La casa giusta per la persona giusta' e Lionel replica: Senta,  ora che le confessi un piccolo segreto, Marge. La casa giusta  quella che  in vendita. La persona giusta  il primo che arriva. Ma ho solo detto la verit! dice Marge. Certo risponde Hutz ma c' verit [qui corruga la fronte e accenna no con la testa] e verit [qui sorride e accenna s con la testa]. Per concludere una vendita basta che metta il prodotto sotto una buona luce: deve definire intimo' un appartamento minuscolo e claustrofobico, un sogno per chi ama il fai da te' una casa fatiscente che cade a pezzi e cos via.

Marge non  convinta ma deve fare una scelta: o perde il lavoro o maschera un po' la verit. Nel conflitto tra interesse personale e dovere morale le implicite strutture della societ competitiva la spingono a scegliere l'interesse personale. Marge cambia la sua condotta e riesce a portare a termine una grossa vendita nascondendo all'ingenua e fiduciosa famiglia dei Flanders che nella casa che stanno comprando  avvenuto un brutale omicidio. Cerca di provare piacere una volta che ha in mano l'assegno dei Flanders, il simbolo del suo successo lavorativo, il tributo alle sue capacit, ma si sente in colpa perch ha sacrificato il suo dovere. Alla fine il senso del dovere ha la meglio sul desiderio e sull'interesse personale, decide di rischiare di perdere tutto quello che ha desiderato e racconta tutto ai clienti. Con sua sorpresa scopre che ai Flanders fa piacere vivere in una casa che ha una storia tanto interessante e raccapricciante. Paradossalmente in questo caso la completa onest sarebbe stata fin dall'inizio la migliore scelta.

Dopo alcune incertezze iniziali, Marge decide di fare il suo dovere e riesce anche a raggiungere gli obiettivi che si era posta. Non  cos che la vita dovrebbe sempre andare? Perch fare la cosa giusta deve essere un sacrificio? Queste domande ci portano ad analizzare un'altra caratteristica importante della coscienza morale: se si fa la cosa giusta, si dovrebbe in qualche modo essere premiati. Questa seconda caratteristica della moralit sembra contraddire la prima, ovvero la tensione e l'eventuale conflitto tra il dovere e il desiderio. Ma Kant sostiene che questa tensione  temporanea, alla lunga il dovere morale e la felicit personale devono conciliarsi. Il bene supremo e il dovere morale supremo  di creare un mondo in cui la felicit derivi dall'esecuzione del dovere morale. Coloro che fanno il proprio dovere dovrebbero essere premiati, coloro che egoisticamente perseguono i propri obiettivi a spese degli altri dovrebbero essere puniti.

Proprio quando siamo portati ad adottare questa conclusione morale che ci risulta confortabile e consolante, Homer, in una delle sue prodezze automobilistiche, va a finire dentro la casa appena venduta. Emergendo dalle macerie, Flanders si rivolge a Marge e le chiede: Ce l'ha ancora quell'assegno?. Marge glielo porge controvoglia e lui lo strappa. La lezione? Fate quello che dovete fare senza curarvi delle conseguenze.

Avere successo nel lavoro non  la cosa pi importante della vita. Marge torna in famiglia acclamata e infine rispettata. Avendo seguito i suoi princpi morali ha ottenuto un premio ben maggiore che la vendita di una casa: la felicit che le deriva dall'essere amata e rispettata dalla sua famiglia. In momenti come questi si colgono barlumi di bene supremo, di unione di dovere e felicit nella famiglia Simpson.

Lisa difende il principio

La coscienza morale del dovere  ben descritta nel personaggio della secondogenita Lisa Simpson. Lisa ha un acuto senso del dovere morale. La sua moralit tuttavia non  quella boriosa e istituzionale di Flanders che nasce dal rispetto per l'autorit della Bibbia e della Chiesa. La moralit di Lisa nasce da una precoce riflessione personale sui grandi temi della vita morale: la sincerit, l'aiuto ai bisognosi, l'impegno per l'eguaglianza e per la giustizia. Lisa ci mostra quanto sia difficile a volte vivere nel rispetto di tali princpi invece che lasciarsi andare a sconsiderati compromessi con lo status quo. Questo, secondo Kant, porta a un'altra caratteristica della moralit: la moralit  essenzialmente determinata dalla persona, nasce dalla riflessione personale e non da convenzioni sociali esterne o da insegnamenti religiosi dettati dall'alto. Implica chiarezza e coerenza di princpi di vita.

In Lisa l'iconoclasta Lisa scopre che il leggendario e presunto eroico fondatore di Springfield era in verit un vizioso che aveva cercato di uccidere George Washington. Lisa riceve un brutto voto nel suo tema Zebedia Springfield: superfrode perch secondo l'insegnante non si tratta che di un attacco verbale. Sono donne come te che impediscono a tutte noi di trovare marito. Lisa sta solo cercando di dire la verit che ha appena scoperto. Non si tratta di una versione edulcorata della verit, ma della verit scientifica, storica e oggettiva da difendere come valore innato indipendentemente dalle conseguenze e dai sacrifici.

Alcune verit sui fondatori, tuttavia, devono essere confermate dalle pratiche contemporanee. Ne Il signor Lisa va a Washington Lisa scopre che un certo politico  sul libro paga di alcuni affaristi. Cerca cos di rendere pubblica la corruzione degli ideali della democrazia americana. Porta il caso direttamente davanti a Thomas Jefferson. Come al solito Lisa difende il principio e ne paga le conseguenze. La cosa pi facile sarebbe seguire la corrente, non fare onde e chiudere gli occhi. Lisa ingaggia una battaglia con il municipio.

Decisa a fare il suo dovere seguendo princpi coerenti, Lisa solleva sempre questioni difficili.  giusto mangiare carne se questa pratica causa sofferenza ad animali innocenti? In Lisa la vegetariana Lisa riconosce nella braciola di agnello la dolce e indifesa creatura dello zoo dei bambini. Dopo questa esperienza diventa una militante vegetariana. Nel difendere princpi coerenti, Lisa esemplifica un aspetto centrale della teoria morale kantiana secondo la quale dobbiamo esaminare attentamente i princpi delle nostre azioni ed eliminare eventuali contraddizioni.  sbagliato fare male a un innocente animale di uno zoo. Come si pu giustificare il massacro di un simile animale per il gusto del mangiare? In questo modo si pu capire una delle formule dell'imperativo categorico di Kant: Non compiere alcuna azione secondo una massima diversa da quella suscettibile di valere come legge universale.

Combattendo per i propri princpi, Lisa rovina la festa di barbecue di Homer. Homer  arrabbiato e Lisa si sente ostracizzata dalla famiglia e da tutta la comunit finch non trova rifugio sul tetto del proprietario del negozio vegetariano ind, Apu. L incontra Paul e Linda McCartney, due vegetariani, e finalmente sente che le sue idee sono rispettate. Quando lo capiranno quegli stupidi che si pu stare benissimo mangiando verdura, frutta, cereali e formaggio? Ma il mite Apu risponde: Oh, formaggio!. Lisa riconosce l'arroganza del suo senso di superiorit morale scoprendo che altri hanno standard ancora pi alti dei suoi. Apu, che non mangia neanche formaggio, le consiglia di essere tollerante. Grazie a questa esperienza Lisa affina la sua comprensione della morale: Mi sa che sono stata troppo dura con molte persone, soprattutto con mio padre. Grazie, ragazzi.

L'isolamento di Lisa

Lisa punta la sua attenzione su inevitabili princpi morali e mette a disagio le persone criticando i compromessi tradizionali. Di conseguenza viene di solito isolata e di questo soffre molto. Desidera rispetto e amicizia. Anche lei vuole essere benvoluta. Siccome  una Simpson non  una santarellina. Non  una che trova la felicit facendo ci che tutti reputano giusto. Come suo fratello, Lisa  piuttosto avventurosa ma le sue avventure hanno a che fare con la morale piuttosto che con il fisico. Ecco perch i valori morali sono maggiormente evidenziati negli episodi dedicati a Lisa: positivamente, non negativamente come in molti degli episodi di Homer, con coerenza di princpi piuttosto che attraverso il rovesciamento di ruoli con sua madre.

Ne La guerra segreta di Lisa Simpson l'isolamento morale di Lisa viene illustrato nel suo incontro con l'accademia militare. Bart viene mandato in accademia perch si ritiene che la rigida disciplina militare possa riuscire a tenere a bada i suoi eccentrici impulsi. Dal facile adattamento di Bart si capisce che questa scuola non riuscir a frenare eventuali tendenze delinquenti. Per lui sono proprio un assassino nato si vanta Bart del suo istruttore di assassinio. Spesso nei Simpson vengono proposte agli spettatori riflessioni morali su valori sociali tradizionali di questo tipo. L'obiezione  che non c' abbastanza moralit in questo programma, o che ce ne  troppa? Troppa critica della nostra societ, troppa descrizione del punto di vista di Lisa Simpson?

L'episodio non  comunque dedicato a Bart ma a Lisa, che insiste per essere iscritta anche lei in accademia. Lisa cerca il confronto che non riesce a trovare nella sua scuola di ottusi. Inoltre difende il diritto, in quanto donna, di essere trattata alla stregua di un uomo. Visto che  la prima bambina a entrare in accademia, tutti i maschi vengono trasferiti in un altro dormitorio - questo non l'aiuta di certo a farsi accettare come vorrebbe. Sola e in un ambiente caratterizzato da bieco sciovinismo, Lisa si consola pensando a Emily Dickinson. Anche lei era sola eppure riusc a scrivere bellissime poesie, pensa, ma poi ricorda che and fuori di testa!

Pubblicamente Bart prosegue con il suo ostracismo verso Lisa perch teme il giudizio degli altri, ma in privato si scusa dicendole: Scusa se ti ho escluso, Lisa. Non volevo che gli altri pensassero che mi fossi rammollito con le ragazze. Segretamente Bart aiuta Lisa ad allenarsi di notte per l'Eliminatore, un esercizio di traversata su una corda appesi ad altezza vertiginosa, con un fattore vescicale di dodici. Lisa riesce a superare l'ostacolo nonostante gli altri le urlino: Cadi, cadi, cadi. Alla fine Bart la difende contro i prepotenti, rappresentando l'unica ma efficace voce di incoraggiamento. Anche Bart sa che  sbagliato abbandonare una sorella. Mi chiedo se questo punto potrebbe essere spiegato altrettanto efficacemente da Harry Potter.

Il dolore di Lisa e il sassofono

Ci che rende Lisa pi di una santarellina  la sua acuta sensibilit e la sua voglia di felicit. La natura conflittuale del dovere morale, con la sua tendenza a richiedere sacrifici personali,  rappresentata qui in tutta la sua intensit. In lei si riconosce tutta la sofferenza di un bambino precoce e sensibile che si impegna a rispettare un principio autodeterminato. Il suo grande amore per la vita e per la bellezza, che non  da meno rispetto a quello che prova per la verit e il bene, si manifesta nella frustrazione e nel dolore che esprime attraverso le melodie tristi e struggenti del suo sassofono. Kant sostiene che la bellezza e l'arte offrano la possibilit di una vita morale pi alta. Quando la vita reale sembra riservare poca attenzione, se non addirittura ignorare tale possibilit, l'addolorato grido dell'anima di Lisa trova espressione nel gemito di un sassofono. Grazie al personaggio di Lisa la serie dei Simpson non ci permette di dimenticare la profondit della tragedia.

Nell'episodio Lisa sogna il Blues Lisa fa fatica ad accettare il patriottismo tradizionale. Durante una lezione di musica, invece di suonare le note di My Country Tis of Thee (il mio paese  il tuo), Lisa improvvisa un assolo di jazz al sassofono. Non c' spazio per svisare con il bebop un motivo tradizionalmente patriottico dice l'insegnante. Ma la mia patria  anche questo oltre al resto risponde con forza Lisa. Io piango le famiglie senza tetto costrette a vivere dentro una macchina, il contadino dell'Iowa senza terra strappatagli dai burocrati, il minatore del West Virginia... Questi sono sentimenti elevati, Lisa, ma nessuno di questi poveri disgraziati parteciper al recital della settimana prossima replica l'insegnante.

La scuola spedisce a casa una lettera che richiede che Lisa, e non Bart, cambi atteggiamento: Lisa si rifiuta di giocare a palla tesa perch  triste. Questo gioco sembra esprimere in maniera particolare la situazione di Lisa. Viene scelta una persona perch sia attaccata da tutti gli altri. Lisa si lascia bombardare senza entrare nello spirito del gioco che prevede che si difenda.  bene ricordare che questo episodio fu fatto ben prima dell'assalto furioso della Reality tv, con la sua glorificazione della lotta darwiniana per la sopravvivenza.

Il problema  che sembra non esserci nessuno a cui Lisa possa comunicare le ragioni che crede siano alla radice della sua malinconia. Bart e Homer sono totalmente presi da violente partite di videogiochi feroci. Come possono capire i suoi problemi? Lisa cerca di spiegare: Mi chiedo, qual  il punto? Cambierebbe qualcosa se non esistessi? Come possiamo dormire la notte con tutta la sofferenza che c' al mondo?. Homer cerca di farla stare meglio facendola dondolare sulle ginocchia. Forse ha un problema di biancheria intima, pensa Homer quando la moglie gli fa notare che quella di Lisa  un'et difficile. Ma perlomeno i sentimenti di Homer sono quelli giusti.

La malinconia di Lisa inizia a sparire quando sente le meste note di un altro sassofonista, Gengive Sanguinanti Murphy, che suona di notte su un solitario ponte in un'incantevole citt illuminata dal chiarore della luna. Le gengive di Murphy sanguinano perch non  mai andato dal dentista. Ho sputato sangue abbastanza nella mia vita afferma. Lisa gli racconta del suo dolore. Non ti posso aiutare le dice lui ma possiamo suonare assieme.
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Lisa e Gengive Sanguinanti suonano assieme. Lui canta stasera sono solo, la mia baby mi ha mollato. E Lisa risponde:
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Ho uno schifo di fratello
Rompe ogni giorno quello
Stamattina la mia mamma
Si  venduta la mia colazione
Mio padre  un animale
Incapace di pensare
Io sono la pi triste
Della seconda elementare.
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Marge li interrompe e porta via Lisa con forza. Niente di personale dice Marge a Gengive Sanguinanti  solo che ho paura degli estranei.
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Nel suo ruolo di madre tradizionale, Marge dice a Lisa di sorridere. Era il consiglio che le dava anche sua madre: Fai un bel sorriso le dice sua madre durante un flashback di quando era giovane perch le persone capiscono quanto  brava tua madre a seconda di quanto sorridi. Lisa risponde che non le va di sorridere. Marge non sente ragioni: Adesso, Lisa, ascoltami.  importante. Voglio che tu oggi sorrida. Non importa quello che provi.  quello che mostri in superficie che conta. Me l'ha insegnato mia madre. Prendi tutte le tue brutte sensazioni e cacciale gi oltre le ginocchia fino a calpestarle e poi ti sentirai meglio, e caspita se ti piacer, verrai invitata alle feste e sarai felice.

Lisa, pi che mai bisognosa di un qualche sollievo, ascolta il consiglio della madre. E funziona! Ehi le dice un bambino bel sorriso. Un altro bambino dice al primo: Perch parli con quella? Dice solo cose strane. Lisa continua a sorridere. Credevo fossi una saputella dice uno dei bambini ma forse non lo sei. Perch non vieni a casa mia? le chiede l'altro bambino potresti farmi i compiti. Va bene dice Lisa. Arriva l'insegnante e dice che spera che Lisa non abbia un altro attacco di creativit sfrenata. No, signora risponde Lisa con un bel sorriso.

Guardando questa scena Marge riconosce l'errore dell'insegnamento tradizionale e porta via Lisa sgommando. Ecco perch  cos dice l'insegnante rivelando la profonda verit del rapporto tra Lisa e sua madre. Marge si scusa con Lisa: Ho sbagliato. Mi rimangio tutto. Sii sempre te stessa. Se vuoi essere triste, tesoro, sii triste. Ti passer. E quando non sarai pi triste saremo ancora qui. D'ora in poi sorrider io per entrambe.

Sentendo quest'affermazione sui suoi sentimenti, Lisa sorride veramente per la prima volta. Su suggerimento di Lisa la famiglia va al club dove Gengive Sanguinanti fa un tributo a una delle pi grandi signore del jazz e suona la canzone di Lisa. In compagnia della sua felice famiglia, tra cui Maggie che succhia il suo ciuccio, Lisa  raggiante. Colei che  libera, indipendente e retta merita di essere felice.
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FINE Parte 1.